Questi strumenti sono utili per due motivi. Da una parte consentono di rilevare concretamente quanto tempo viene dedicato a produttività rispetto a social e svago, dall’altra agiscono direttamente nell’azione di contenimento. Consapevolezza e azione di solito funzionano.
Time‑blocking, una strategia organizzativa
Da diverso tempo nell’ambito della psicologia cognitiva e anche nel settore lavoro si parla del cosiddetto time‑blocking, ovvero una delle strategie più efficaci per incrementare la concentrazione e ridurre multitasking estremo e distrazioni digitali. Forse non è per tutti, ma molti manager, freelance e professionisti ne traggono giovamento.
Si parla di suddividere la giornata in blocchi di tempo dedicati a singole attività o a gruppi di compiti simili: lavori più impegnativi, riunioni, mail, tempo libero. E si adopera lo smartphone o il computer in modo coerente con questi blocchi. Volendo si possono ovviamente abbinare funzioni smartphone o app specifiche, come appunto Freedom e le altre. È un po’ come trasformare le attività in appuntamenti: ed ecco spiegato il motivo perché molti scandiscono la giornata sfruttando le app di calendario o strumenti di produttività.
Il minimalismo digitale come metodo
Cal Newport, filosofo e ricercatore della Georgetown University, nel 2019 con la pubblicazione del saggio “Digital Minimalism: Choosing a Focused Life in a Noisy World” (Minimalismo digitale, ed. ROI) suggerisce una nuova strada per chi cerca un equilibrio più sano con la tecnologia. Il minimalismo digitale non prevede di abbandonare del tutto dispositivi o app, ma consiglia di selezionare solo quegli strumenti che aggiungono valore reale a lavoro, relazioni e benessere, e di rimuovere il resto. Sui social non è raro incappare in “sfide” di disintossicazione digitale organizzate da comunità online e sostenute da consulenti di benessere digitale: si va dal weekend senza social, alla settimana senza smartphone.
Di fatto è un tema di consapevolezza, non chiusura, luddismo o opposizione. È semplicemente un’azione di “decluttering” degli strumenti digitali: togliere app, social, servizi e abitudini che non servono davvero al lavoro, alle relazioni o ai propri obiettivi. E di quel che resta stabilire regole chiare con l’obiettivo di ridurre distrazioni e dipendenze, recuperare tempo, concentrazione e qualità delle relazioni, senza rinunciare alla tecnologia in sé, ma semplicemente usando solo ciò che la migliora.