di
Alfio Sciacca
I video dei giovani che fanno il tifo per i rapinatori che depredano l’erogatore di banconote dell’Unicredit di via Garibaldi rimbalzano da un telefono all’altro.
DAL NOSTRO INVAITo
CASALPUSTERLENGO (LODI) – «Ma chi vuoi che siano? I soliti che tirano fino a tardi e spesso finiscono la serata con qualche rissa». Nell’afa del tardo pomeriggio Piazza del Popolo, ombelico della città, è deserta. Anziani e qualche famiglia siedono ai tavoli dei bar sotto i portici. Non si parla d’altro. I video dei giovani che fanno il tifo per i rapinatori che depredano il bancomat dell’Unicredit di via Garibaldi rimbalzano da un telefono all’altro. Spesso ne spunta uno nuovo.
«Cavolo, questo non l’avevo visto — attacca un signore dall’accento siciliano —, ma qui si vedono pure in faccia». Eppure nessuno dice di conoscerli. Se non è omertà, c’è sicuramente tanta voglia di non impicciarsi di gruppetti già protagonisti di risse e accoltellamenti. L’ultimo una settimana fa.
«Dopo le dieci di sera — dicono al bar — la piazza diventa punto di ritrovo di gente che viene anche da fuori. Noi a quell’ora dormiamo, in ogni caso si capisce che non sono italiani». Anche il sindaco, il leghista Elia Delmiglio, concorda: «Penso che siano nordafricani».
Il tema immigrazione e ia rabbia per il «tifo» ai rapinatori
Quei video fanno riemergere un malessere evidente per l’eccessiva presenza di immigrati: «Qui gli italiani sono sempre meno». «Con molti c’è un problema di integrazione — rilancia il sindaco —. Comunque, immigrati o no, sono ragazzi che invece di dare l’allarme hanno solidarizzato con i rapinatori. Questo è vergognoso e ingiustificabile». E potrebbe non essere solo inciviltà. Venerdì notte ci sono state due esplosioni. Era da poco passata l’una. A quell’ora sono ancora aperti solo due bar, e un centinaio di giovani si attardavano in piazza.
«Dopo la prima esplosione — racconta al Corriere un testimone che abita di fronte alla banca — una fiumana di giovani si è avviata verso la banca, che dista cento metri». Si avvicinano proprio mentre viene piazzata la carica della seconda esplosione. E intanto urlano: «Portatela via, portatela via…». Tra loro anche minorenni e una ragazza. «Si avvicinavano sempre più — racconta il testimone —, tanto che ad un certo è stato uno dei rapinatori a stopparli mostrando la pistola e urlando: “state lì”». Nessuna paura. Anzi. Il gruppetto è in preda ad una sorta di eccitazione. Continuano ad urlare e quando uno dei rapinatori esce con la cassa parte l’applauso.
La razzia nella banca appena rapinata
Fino a qui tutto si potrebbe archiviare come una «goliardata, seppure incivile» per spezzare la monotonia della solita serata in piazza. Ma dopo che i rapinatori sgommano via succede dell’altro. Solo alcuni video riescono a documentarlo. Si vedono alcuni giovani entrare in banca e rovistare tra le macerie. Qualcuno recupera una banconota ed esulta: «Guarda i soldi, 50 euro!». Ma se lo scarso senso civico non è punito dal Codice Penale questo invece è reato. «Se dovesse essere verificato risponderanno di furto», confermano i carabinieri che indagano per risalire alla banda dei rapinatori e non solo. Questo forse spiega perché ieri molti giovani hanno preferito non farsi vedere in giro.
Oltre ai video girati dagli stessi protagonisti di una notte di autentica follia gli inquirenti stanno esaminando le riprese di varie telecamere di videosorveglianza della zona. «Ne abbiamo installate tantissime — conferma il sindaco — sicuramente hanno ripreso quelli che facevano il tifo e forse anche chi prendeva il denaro. Auspichiamo venga dato un segnale forte. Certi comportamenti sono socialmente inammissibili, ma anche penalmente rilevanti».
(Ha collaborato Carlo D’Elia)
20 aprile 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA