“Un po’ come in un bar, dove ti ritrovi, puoi sia chiacchierare che giocare, in alcuni casi anche litigare, raccontare i tuoi problemi, ricevere un sostegno”. La magia di piazza Vittorio diventa un docufilm. Diretto da Silvio Montanaro e Séverine Queyras – anche lei pongista -, arriva in sala in anteprima al Cinema Farnese nella giornata mondiale del tennistavolo, giovedì 23 aprile (ore 19 e 21).
Ambientato nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, nel rione Esquilino – tra i quartieri più multiculturali della capitale – il film racconta una comunità spontanea nata attorno a due tavoli da ping-pong in muratura. Un microcosmo umano sorprendente, composto da persone di ogni età, provenienza, lingua e religione, unite da una passione semplice e potente: il gioco.
“Io abito qua vicino, affaccio sul su questo meraviglioso parco – spiega a RomaToday Severine Queyras, che oltre a curare la regia è anche una frequentatrice del gruppo di pongisti – la mattina venivo prestissimo a giocare ai tavoli di Piazza Vittorio per sfogarmi. Alle 7:00 ero qui, passavo quell’ora e mezza senza parlare quasi con nessuno. Sono stata tra i primi a ‘usufruire del beneficio’ di questa comunità, venire a giocare mi ha aiutato in un periodo complicato della mia vita”.
Quello che emerge è molto più di un racconto sportivo: è il ritratto intimo e corale di un “miracolo” urbano, una rete di relazioni che si costruisce giorno dopo giorno nello spazio pubblico, trasformando il ping-pong in un gesto di resistenza quotidiana, inclusione e appartenenza.
“L’idea del film nasce da un libro fotografico che è piaciuto tantissimo – spiega la regista – un mio amico documentarista ha detto ‘Ma questa è una bellissima storia, facciamoci un documentario’ e così ci siamo lanciati in questa avventura. È un prodotto indipendente, l’abbiamo fatto con tutte le nostre forze, ci hanno aiutato i pongisti, ci hanno sostenuto o economicamente o con le con le loro capacità e abbiamo trovato una distribuzione. Siamo felicissimi perché staremo a Roma, ma anche in giro per l’Italia. Quindi comincerà un tour da qui a metà giugno, andremo a Milano, a Bologna, Padova, Riccione”.
Con uno sguardo autentico e immersivo, Montanaro e Queyras scelgono di lasciare la parola ai protagonisti, restituendo un racconto diretto e senza filtri della contemporaneità: solitudine, incontro, conflitto e convivenza si intrecciano attorno a un tavolo verde, simbolo di una possibile armonia.
“Vittorio a Tavolino racconta la gente, la socialità, l’aggregazione, la possibilità di stare insieme con zero euro, – conclude Queyras – non serve un’iscrizione, non serve avere il permesso di soggiorno, non serve avere i documenti in regola e non serve saper parlare la lingua anche, basta giocare”.
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