Cala definitivamente il sipario su una delle questioni più spinose della passata amministrazione comunale. Con il Decreto n. 3 del 21 aprile 2026, il Commissario Straordinario, la dott.ssa Desideria Toscano, ha dichiarato la cessazione immediata dell’incarico dirigenziale dell’architetto Ermanno Mencarelli presso il settore V Lavori Pubblici. La decisione era nell’aria da tempo, ma il colpo di spugna definitivo è arrivato solo ieri. Si tratta dell’atto finale di una vicenda che per mesi ha alimentato feroci polemiche e disaccordi interni, finendo per pesare come un macigno sugli equilibri della passata amministrazione e influenzandone la crisi definitiva.
Il nodo della questione, sollevato più volte dalle opposizioni e ora messo nero su bianco dal Commissario, riguarda la legittimità stessa di quella posizione. Il Comune di Santa Marinella, infatti, è un ente che non prevede figure dirigenziali nella propria pianta organica. Nonostante ciò, nel novembre del 2024, l’allora sindaco aveva conferito l’incarico a Mencarelli, professionista peraltro già in quiescenza, creando uno scostamento evidente rispetto all’assetto organizzativo approvato. La gestione commissariale ha accertato che quel salto di qualità della struttura comunale non era mai stato supportato dagli atti necessari: mancavano le delibere di indirizzo del Consiglio, la riorganizzazione della macrostruttura e, soprattutto, il parere favorevole dei Revisori dei Conti sulla sostenibilità economica dell’operazione.
A pesare sulla scelta della dottoressa Toscano è stato anche il rischio di un potenziale danno erariale, poiché mantenere un incarico privo di un solido titolo giuridico avrebbe significato esporre l’ente a spese non dovute. A rendere ancora più fragile la posizione dell’architetto è intervenuto il recente potenziamento dell’ufficio tecnico. Se in passato la nomina era stata giustificata con una presunta carenza di personale, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026 il Comune ha assunto quattro nuovi funzionari specialisti, di cui due assegnati proprio ai Lavori Pubblici, venendo dunque meno quella “impossibilità di trovare soluzioni alternative” che era stata invocata in precedenza per giustificare l’incarico esterno all’architetto in quiescenza.
Con questo decreto, il Commissario ha voluto ripristinare la legalità amministrativa e la trasparenza, eliminando una zona d’ombra che era stata al centro di scontri politici logoranti. La gestione del settore torna ora nei binari ordinari, affidata alle Elevate Qualificazioni previste dal regolamento, chiudendo un capitolo amministrativo che ha segnato profondamente la storia recente della città.
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