Magione (Perugia), 23 aprile 2026 – Non è ancora stata fissata la data dei funerali di Giacomo e Francesco Fierloni, i fratelli gemelli che avrebbero compiuto 23 anni a maggio e che sono morti in località La Goga, nel territorio comunale di Magione. Colpiti da una scarica elettrica, forse mentre cercavano di far volare un piccione che stavano addestrando in vista della caccia al colombaccio del prossimo autunno. Un piccione da richiamo, come si dice in gergo, che attira i colombacci di passaggio. I ragazzi avrebbero cercato di allontanare il piccione dai fili della media tensione, che passano in quella zona sorretti da pali.

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Cosa è accaduto

I due avrebbero avuto un’asta per compiere questa operazione ma avrebbero tragicamente urtato i cavi, morendo insieme per la scarica che ha attraversato il loro corpo, provocando un arresto cardiaco. Una vicenda che da due giorni lascia sotto choc Magione, dove tutti conoscono la famiglia Fierloni, che ha un’azienda di termoidraulica in cui lavorano anche i due ragazzi. 

Si ricostruiscono quei minuti tragici. Cosa è successo in quella zona in campagna? Lì vicino c’è un capanno, dove appunto i giovani addestravano i piccioni. Erano molto legati al cugino e allo zio, fratello del padre. Proprio il cugino li sentiva spesso via telefono. Lo ha fatto anche poco prima della morte. Gli avevano parlato di quel piccione che non voleva rientrare. “Se non vuole rientrare lasciatelo lì”, aveva detto il cugino stesso dopo che loro avevano manifestato le difficoltà di quel volatile. Ma qualcosa è poi accaduto. I ragazzi avrebbero cercato di togliere il piccione dai fili della media tensione dove si era posato. Sono entrati però in contatto con i fili con un’asta in metallo o comunque con un materiale conduttore. Da qui la scarica elettrica. Uno dei gemelli sarebbe stato investito in pieno, l’altro avrebbe cercato di aiutarlo ma sarebbe stato raggiunto anche lui dalla scarica. Per loro non c’è stato niente da fare. Soprattutto perché nessuno ha visto cosa è accaduto. 

Giacomo e Francesco Fierloni in una foto del 2017

Giacomo e Francesco Fierloni in una foto del 2017

Lo zio ha scoperto tutto

E’ stato lo zio, allarmato da suo figlio e cugino di Francesco e Giacomo a scoprire cosa era accaduto, andando nella zona in cui erano i giovani, aiutato dal fatto che la fidanzata di uno di loro aveva la condivisione della posizione del cellulare. I corpi erano nella vegetazione. L’uomo, disperato, ha chiamato il 118. E’ stata tentata una rianimazione, ma per i ragazzi non c’era più niente da fare. Sono intervenuti a quel punto anche i carabinieri, che adesso ricostruiscono la vicenda. Hanno svolto i rilievi e conducono le indagini, coordinati dalla procura di Perugia che ha aperto un’inchiesta. 

Intanto, Magione resta con il suo dolore. I ragazzi sono descritti come due giovani con la testa sulle spalle, lavoratori e già impiegati in maniera fissa nell’azienda termoidraulica che il loro papà conduce insieme al fratello e zio, che appunto ha scoperto poi i corpi.