di
Cesare Giuzzi

Oggi l’incontro tra il procuratore di Pavia e la pg Nanni. A breve il fine indagine presentato alle parti

Il conto alla rovescia è iniziato. Tra poche settimane la procura di Pavia chiuderà le indagini sul caso Garlasco. Un’inchiesta che per quasi un anno e mezzo ha riempito i palinsesti tra chiacchiericci e il continuo rincorrersi di presunti scoop e smentite. Adesso gli inquirenti scopriranno le carte dell’indagine, finora rimaste segrete.

La notifica alle parti della chiusura delle indagini precederà (al netto dei tempi tecnici) la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, nuovo indagato nell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. La convinzione degli inquirenti è di aver raccolto elementi a sostegno della loro ipotesi da sottoporre quindi al vaglio del Tribunale. Uno scenario che vede l’amico del fratello della vittima, che all’epoca aveva 19 anni, come presunto autore del delitto.



















































Nella ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non sono emersi elementi che collocherebbero sulla scena del delitto Alberto Stasi, oggi 41enne, condannato in via definitiva per l’omicidio. E anzi ne sarebbero stati trovati diversi in contrasto con quelli riportati nelle sentenze di condanna. Un quadro che aprirebbe la strada a una richiesta di revisione che potrebbe partire su input degli stessi pm pavesi.

Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone oggi incontrerà a Milano la procuratrice generale Francesca Nanni. Un incontro in agenda da tempo e non legato all’esposto depositato ieri allo studio legale Gasperini-Fabrizi in cui si ipotizzerebbero interferenze nelle indagini. Negli audio, registrati da una giornalista e dei quali aveva già parlato in tv la criminologa Roberta Bruzzone, si farebbe riferimento a festini e droghe con la partecipazione al delitto di più persone. Ipotesi che sono state escluse dalla nuova inchiesta (o mai prese in considerazione) così come altre piste suggestive: dal fantomatico ruolo delle gemelle Cappa (estranee alla vicenda), ai riti satanici alle Bozzole, ai misteriosi suicidi avvenuti in Lomellina. Tutte storie che hanno inquinato il dibattito mediatico ma che, a detta degli inquirenti, nulla hanno a che vedere con la morte di Chiara.

L’inchiesta dei pm pavesi è invece ancorata al solo Andrea Sempio. Gli investigatori hanno concluso le attività di indagine con il deposito dell’informativa finale redatta dai carabinieri della squadra Omicidi e delle ultime consulenze tecniche. Quella medico-legale affidata a Cristina Cattaneo avrebbe riportato l’orario del delitto sul solco della prima ipotesi del medico legale Marco Ballardini: tra le 10.30 e le 12 con maggiore «centratura» tra le 11 e le 11.30.

Tra gli ultimi accertamenti anche quelli del professor Carlo Previderé a cui la procura ha chiesto di rianalizzare tutte le tracce genetiche ripartendo dai dati grezzi consegnati dalla perita Denise Albani. Tra questi il caso del materiale biologico trovato sui pedali della bici di Stasi, uno dei sette elementi su cui s’è fondata la sua condanna e, all’epoca, il fermo (poi non convalidato dal gip Stefano Vitelli). Il valore del campione sui pedali è risultato identico (ai decimali) di quello riscontrato sul cucchiaino usato dalla vittima per la colazione (reperto 29). L’analisi della Bpa e della scena del crimine avrebbe escluso l’uso del lavabo del bagno al piano terra da parte del killer. Approfondimenti anche su alcune impronte simili alle Lacoste che indossava Stasi quel giorno che smentirebbero la tesi dei giudici secondo cui l’ex fidanzato non sarebbe mai entrato in casa quella mattina.


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24 aprile 2026 ( modifica il 24 aprile 2026 | 07:37)