di
Francesca Sala
La donna, madre di due figli, era salita a Tirano per una passeggiata verso la sua seconda casa. L’allarme dato dal proprietario dei cinque molossi. I test per stabilire se il decesso sia precedente all’aggressione e i test per chiarire se i morsi siano effettivamente dei cani. Esclusa l’ipotesi di orsi e lupi
È stato il proprietario dei cani, cinque dogo argentini, a trovare il corpo e a lanciare l’allarme. Ha chiamato i soccorsi parlando di una donna ferita da morsi. Quando i sanitari sono arrivati, però, non c’era più nulla da fare. Il volto di Lucia Tognela, 59 anni, era deformato dalle ferite. Segni profondi, compatibili con l’attacco di animali di grossa taglia. A due giorni dalla tragedia che si è consumata giovedì pomeriggio nei boschi di Trivigno, a circa 1.800 metri sopra Tirano, in Valtellina, sono ancora numerosi gli interrogativi da sciogliere. La Procura di Sondrio ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, passaggio centrale per chiarire la sequenza dei fatti: stabilire se le ferite abbiano provocato la morte oppure se l’aggressione sia avvenuta in un secondo momento, magari dopo un malore improvviso che avrebbe reso la donna incapace di difendersi. Parallelamente, gli inquirenti hanno sequestrato i cinque cani, affidati ai veterinari dell’Ats della Montagna, e avviato una serie di accertamenti tecnici che si annunciano determinanti.
Dai campioni biologici prelevati sulle ferite verrà ricavato un profilo genetico da confrontare con quello degli animali, mentre l’analisi medico legale delle lesioni (dalla profondità dei morsi alla disposizione dei segni sul corpo, fino alle modalità di lacerazione dei tessuti) servirà a definire con precisione la tipologia dell’attacco e a distinguere tra l’azione di cani e quella, inizialmente ipotizzata, di animali selvatici. Proprio questa pista, che nelle prime ore aveva portato a considerare la presenza di lupi o addirittura di un orso, appare quasi del tutto superata, alla luce dei rilievi effettuati sul posto e sul corpo della vittima.
Resta tuttavia da chiarire in quale contesto sia maturata l’aggressione, se lungo il sentiero o nei pressi dell’abitazione dell’uomo, in un’area isolata, ma conosciuta e frequentata dagli escursionisti. Sul piano giudiziario, il proprietario dei molossi potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, un passaggio tecnico, definito atto dovuto, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili, a partire proprio dall’autopsia e dalle analisi genetiche.
Intanto emergono anche nuovi elementi: l’uomo, frontaliere residente in quota dal 2023, sarebbe già stato al centro di segnalazioni e discussioni legate alla gestione dei cani, che secondo alcune testimonianze venivano talvolta lasciati liberi nei dintorni. Lucia Tognela, originaria di Villa di Tirano e residente a Bianzone, sposata e madre di due figli, giovedì pomeriggio era salita in quota per una passeggiata verso la sua seconda casa, lungo un itinerario abituale. La sua morte ha colpito profondamente la comunità: il sindaco di Tirano, Stefania Stoppani, ha espresso «profonda angoscia e dolore» e la vicinanza dell’amministrazione alla famiglia. Una comunità stretta nel cordoglio. E una domanda ancora aperta: che cosa è accaduto davvero in quei boschi.
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25 aprile 2026 ( modifica il 25 aprile 2026 | 08:41)
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