Sanremo. «I fatti avvenuti il 25 Aprile sono molto semplici, noi del Collettivo Studentesco Papavero Rosso e del Villaggio Sociale Zaira ci limiteremo a ricapitolare il nostro punto di vista, e condividere il nostro commento a riguardo». Scrivono i collettivi.

«Attorno alle 9:10, i partecipanti del nostro spezzone “Giovanile” del corteo, concordato settimane fa con l’ANPI, si sono ritrovati in piazza Borea d’Olmo e abbiamo cominciato a prepararci per la manifestazione. Una volta posato il nostro striscione per terra con scritto “Ieri partigiane, oggi antifasciste” e alzata la bandiera della Brigata Garibaldi, brigata partigiana che ha liberato proprio Sanremo, alcuni membri delle associazioni combattentistiche ci hanno detto che non potevamo portarli in corteo perché erano divisivi. I commenti, tra cui “ecco i soliti fascisti rossi”, hanno ovviamente scaldato gli animi in una piazza in una giornata in cui non era nostra intenzione creare momenti di tensione, ma, allo stesso tempo, in cui non eravamo disposte a trattare con altre associazioni sui temi centrali del 25 Aprile: la lotta partigiana e l’antifascismo».

«A seguito di ciò le Associazioni Combattentistiche e d’arma hanno scelto autonomamente di non partecipare al corteo, scelta che ci ha lasciato sbigottite – proseguono -. Il resto della manifestazione si è svolta senza intoppi. Ringraziamo l’ANPI che ci ha lasciato fare due interventi, che hanno ricevuto molti complimenti e applausi da tutti i presenti».

E ancora: «Troviamo le dichiarazioni delle associazioni Combattentistiche e d’arma poco comprensibili, per noi il 25 Aprile dev’essere un giorno politico e partitico, perché è la giornata dove tutti devono scendere in piazza con le proprie bandiere, mettere le proprie differenze politiche da parte e festeggiare quella che tutti i cittadini di questo paese hanno in comune, l’antifascismo. Troviamo il loro comportamento ancora più censurabile, oltre ad un tentativo di eliminare la diversità politica è stata scelta una soluzione che troviamo drastica. Noi eravamo pronti a
continuare la manifestazione con loro, perché riteniamo che ciò che si celebra il 25 sia molto più importante che delle scaramucce del genere. Loro evidentemente non erano della stessa idea».

«Troviamo le critiche ricevute da Amelia Narciso, insieme a tutti i membri dell’ANPI da parte del sindaco e molti altri, un’enorme mancanza di rispetto e di professionalità nei confronti dell’associazione. Il 25 Aprile è un giorno dedicato ai partigiani, e cercare di causare problemi al gruppo che tiene viva la loro memoria è un comportamento che consideriamo, come minimo, di cattivo gusto».

«Ci vogliamo poi esprimere sull’interpellanza che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia farà nel prossimo consiglio comunale sia sugli avvenimenti del corteo sia sulle nostre due iniziative del pomeriggio tenute a Villa Peppina: un pranzo sociale e una discussione sui DL Sicurezza. In particolare, il consigliere Consiglio e la consigliera Balestra che sono critici del nostro uso della zona verde – aggiungono -. Fa ridere come pochi giorni fa erano proprio loro a denunciare l’abbandono di quel posto, e poi vengono a criticare dei ragazzi venuti lì per fare un picnic insieme in un parco pubblico negli orari di apertura e per discutere insieme di politica, comportamento protetto per legge dalla libertà di riunione pacifica e senz’armi».

«Speriamo che Fratelli d’Italia farà un’interpellanza per tutte le feste, picnic o riunioni che hanno luogo nei parchi pubblici, e che continuino ad allontanare tutti coloro che provano ad agire sulle problematiche che hanno sollevato proprio loro – concludono -. Siamo sicure che il Consiglio Comunale e la Giunta saranno contenti di discutere per ore di ciò. Detto questo, ringraziamo tutte le persone che sono venute a sostenerci, sia di persona in
piazza e sui giornali tramite i comunicati. E ringraziamo le associazioni Combattentistiche e d’arma e Fratelli d’Italia, che hanno permesso ai nostri piccoli e umili collettivi di essere su tutti i giornali della provincia per dei motivi che, dal nostro punto di vista, ci fanno solo sembrare delle persone coerenti con le nostre idee».