Lucca, 29 aprile 2026 – E’ stata la prima volta per la Cardiologia dell’ospedale San Luca di Lucca. L’equipe del reparto diretto da Francesco Bovenzi ha eseguito con successo una procedura di valvoloplastica aortica su una paziente in condizioni di particolare gravità clinica e fragilità. La paziente, una donna di 90 anni, era ricoverata in shock avanzato per una stenosi valvolare aortica calcifica severa che impediva il corretto deflusso del sangue dal cuore causa di una persistente instabilità circolatoria e gravi difficoltà respiratorie. Impossibile operare con la tecnica tradizionale.

Approfondisci:

Tumore al pancreas, la medicina non si arrende al killer. Il nuovo farmaco “rivoluzionario”Tumore al pancreas, la medicina non si arrende al killer. Il nuovo farmaco “rivoluzionario”

A quel punto i medici lucchesi si sono adattati: hanno fatto ricorso alla valvoloplastica aortica, una procedura di nicchia eseguita per via percutanea (cioè attraverso la pelle) in anestesia locale.

La tecnica del palloncino

La tecnica funziona così: attraverso l’arteria femorale, viene inserito un catetere dotato di un pallone che, una volta posizionato a livello della valvola stenotica, viene gonfiato per dilatare l’orifizio valvolare e ripristinare il corretto passaggio del sangue, in maniera simile a quanto avviene per l’angioplastica sulle ostruzioni coronariche.

Approfondisci:

Chirurgia del seno, un successo la mastectomia con tecnica videoassistita: più precisa e meno invasivaChirurgia del seno, un successo la mastectomia con tecnica videoassistita: più precisa e meno invasiva

“Questa procedura – evidenzia Bovenzi – è stata da noi utilizzata senza complicanze procedurali come soluzione ponte in preparazione di un successivo trattamento con impianto percutaneo di valvola aortica transcatetere. La valvuloplastica aortica non sarà una scelta terapeutica definitiva, ma è essenziale in scenari clinici come il nostro per la gravissima instabilità cardiocircolatoria di un’anziana con comorbilità. Sebbene sia un trattamento temporaneo la riduzione dell’ostruzione al flusso sanguigno pompato dal cuore ha permesso di migliorare rapidamente la funzione cardiaca fino al trattamento definitivo mininvasivo programmato nei prossimi giorni. Il successo in medicina non avviane mai per caso, è frutto di una solida organizzazione, delle crescenti competenze, ma soprattutto del lavoro responsabile di tutti i medici cardiologi del San Luca, a cominciare dai cardiologi emodinamisti, degli infermieri di sala e dei tecnici di radiologia, da ringraziare per la loro professionalità e disponibilità”.

Un metodo all’avanguardia

Il direttore del presidio ospedaliero Francesco Puggelli esprime grande soddisfazione per questo risultato: “L’utilizzo di questa metodica all’avanguardia al San Luca conferma il nostro impegno e quello dei professionisti nel garantire cure di eccellenza anche per i cittadini in condizioni più critiche e complesse. Nonostante le sfide quotidiane, l’Azienda e l’ospedale continuano a investire in tecnologie e competenze per offrire risposte terapeutiche sempre più attuali e innovative”.