Ore 11,36 di sette anni fa: una sezione lunga 250 metri del ponte Morandi, in una mattinata di una pioggia battente, crollò insieme al pilone di sostegno numero 9. Tra gli automobilisti in transito e gli operai dell’isola ecologica di Amiu, proprio sotto al ponte, morirono 43 persone, al lavoro o in viaggio per le vacanze in quello che per definizione è un periodo di alta affluenza per le partenze, specie in traghetto.
Una ferita insanabile per la città, che ricorda ancora una volta nonostante non sia ancora arrivata una verità giudiziaria. Nel frattempo, intanto, è stata firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella la legge che riconosce risarcimenti economici ai familiari delle vittime di tragedie infrastrutturali. Ma proprio poche settimane fa è anche arrivato lo stop allo sconto sui pedaggi autostradali concesso dopo il crollo del ponte.
Se la prima parte della commemorazione ha avuto luogo ieri sera, oggi tocca al ricordo per la prima volta nell’area del Memoriale, in presenza delle autorità (qui le modifiche alla viabilità).
Da Roberto a Samuele, da Camilla a Luigi: chi sono le vittime del crollo del Ponte Morandi
La cerimonia (il programma completo più in basso) è iniziata con l’omaggio musicale dell’Ensemble del maestro Attilio Sottini, poi ha preso la parola Gianni Andreoli dell’Associazione “Noi per Voi Valle Stura Masone”, sul palco senza la consueta rappresentanza di bambini a causa del troppo caldo: “Organizziamo da cinque anni una camminata benefica che parte da Trieste e arriva al Gaslini di Genova. Abbiamo deciso, parlando con il Comitato parenti vittime del ponte Morandi, di passare di qui perché vogliamo che il ricordo di quanto è successo rimanga in tutti i camminatori e non solo”.
Tasca: “Richiesta di giustizia. La radura come spazio di memoria, rinascita, futuro e speranza”
L’arcivescovo di Genova Marco Tasca ha aperto gli interventi: “Ci ritroviamo anche quest’anno in questo luogo di memoria e silenzio per raccoglierci nel ricordo e nella preghiera. Il dolore è indelebile e resta vivo nei cuori e nelle case – ha detto -. L’eco delle grida e dei pianti di quei giorni risuona ancora, nelle fibre più profonde della nostra città, facendosi sempre più precisa la richiesta di giustizia. Chi percorreva il ponte quel giorno percorreva la vita, atti semplici rivolti al futuro. Viviamo oggi tempi compelssi attraversati da inquietudini profonde, guerre che devastano popoli e uccidono innocenti, ingiustizie sociali che impediscono la crescita dei piu giovani. Malattie fisiche e spirituali che affliggono chi è povero o solo. Un contesto un cui il futuro è visto con preoccupazione e non fiducia”.
“L’annuncio della speranza – ha detto ancora Tasca -, che la Chiesa propone in questo anno giubilare, può suonare come troppo ottimistico o fuori tempo, ma dolore e tragedie ci spingono a seminare e coltivare i semi della speranza, quella che deriva da ascolto e solidarietà concreta, da essere comunità che si stringe, soprattutto se ferita, sconfortata e spaventata. Per noi cristiani questa speranza porta il nome di Gesù. La speranza è un valore che può entrare nell’azione politica e nella vita sociale. Onorare oggi la memoria dei nostri fratelli e sorelle scomparsi impone non solo di ricordare il passato, ma anche di scegliere ogni giorno, di non arrendersi alla sfiducia recriminatoria, di non lasciarsi condizionare dalla paura paralizzante. Significa scegliere la speranza”.
Tasca ha poi concluso: “Come comunità civile e chiesa siamo chiamati a coltivare insieme la speranza che si costruisce con gesti di pazienza e servizio per il bene comune, col coraggio di guardare al futuro senza dimenticare errori e tragedie del passato. Le radici cella convivenza sono nei temi condivisi. C’è un desiderio diffuso di una Genova più giusta e sicura. Quello di oggi non deve essere un rito formale, ma un appello condiviso alla corresponsabilità. Che questa radura sia spazio di memoria, rinascita, futuro e speranza”.
Salis: “Grazie a Bucci per quello che ha fatto”
La sindaca di Genova Silvia Salis, dopo i saluti alle autorità presenti, ha ringraziato chi “si è messo immediatamente al servizio” negli attimi che hanno seguito il crollo, rivolgendo un particolare ringraziamento al presidente della Regione Marco Bucci, allora sindaco, “per quello che ha fatto quando è crollato il ponte e in tutta la fase successiva”.
Salis ha ricordato l’importanza del Memoriale dedicato alle vittime, dove per la prima volta quest’anno si svolge la cerimonia, “La speranza – ha detto – è non solo a portare avanti il memoriale, ma riempirlo di vita, riempirlo di contenuti, fare in modo che le scuole lo vivano come una tappa fissa del loro percorso educativo. Perché è un memoriale che può essere per tutte le bambine, per tutti i bambini un po’ più grandi, per tutte le ragazze e i ragazzi delle superiori. Si può parlare di sicurezza, si può parlare di prevenzione e si può parlare di quello che è successo con modalità ovviamente diverse in base all’età. Ma è doveroso che questo succeda, che questo vada avanti”.
“Ieri sera a Palazzo Tursi – ha aggiunto la sindaca – abbiamo avuto un momento di riflessione grazie allo spettacolo di Pietro Giannini. La musica, come oggi, la cultura, il teatro, come ieri, sono sicuramente un momento e un modo importantissimo per portare avanti la memoria collettiva, che è quella che ci aiuta a continuare a porci delle domande. L’arcivescovo Tasca stamattina durante la messa ha detto che davanti a noi ci sono donne e uomini pieni di domande e dolore”.
Bucci: “Dobbiamo fare le cose meglio rispetto al passato, la memoria serva a ridare la speranza”
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, per la prima volta nella veste di governatore e non più sindaco. “Questo vuol dire che i ruoli cambiano, non siamo eterni ed è giusto così – ha detto Bucci – ma una cosa non cambierà mai: Genova e la Liguria non dimenticheranno mai questa cosa. Vogliamo far sì però che ricordare non significhi solo commemorare il 14 agosto: non possiamo permetterci di fare le cose male, di avere tragedie, che la sicurezza e la vita delle persone siano rovinate da errori fatti nella gestione della cosa pubblica: è totalmente inaccettabile”
Tutti gli anni, in occasione della commemorazione, “rinnoviamo l’impegno per fare sì che tutte le amministrazioni si tirino su le maniche e lavorino insieme per fare sì che non si dimentichi mai, ma che il ricordo sia una spinta importante per il lavoro del futuro”.
Bucci ha riportato alla memoria gli attimi del crollo: “La nostra vita è cambiata totalmente nel giro di pochi minuti, ma poche ore dopo abbiamo detto a tutti che la città non era in ginocchio, che volevamo reagire, fare le cose meglio di prima. La città e la regione hanno reagito bene, abbiamo dato un segnale incredibile a tutto il mondo per portare a Genova tante risorse per investimenti su cui stiamo lavorando. Ci saranno alti e bassi e momenti difficili, ma anche se non si vede l’orizzonte noi marinai sappiamo che più avanti c’è sempre un pezzo di terra in cui trovare conforto”.
Infine, dopo un messaggio di vicinanza ai parenti delle vittime, una riflessione sul ruolo degli amministratori: “Il nostro dovere è fare le cose bene e meglio rispetto al passato. La memoria serve a ridare la speranza e a costruire un futuro migliore. Senza memoria non c’è futuro, soprattutto un futuro fatto di infrastrutture che siano in grado di garantire un’alta qualità della vita. Ci crediamo e lavoreremo tutti insieme stando sempre vicini ai parenti”.
La sindaca ai parenti delle vittime: “Vi chiedo scusa per il tempo che state aspettando”
“E io come istituzione – ha detto Silvia Salis – vi chiedo scusa per il tempo che state aspettando per avere risposte alle vostre domande e vi chiedo scusa perché questo tempo sta acuendo il vostro dolore. E chiedo a tutte le persone che verranno qui, alle persone che visiteranno questo memoriale, di non perdere mai l’allenamento a farsi delle domande e a pretendere delle risposte dalle istituzioni a domande non sempre comode, ma domande alle quali abbiamo il dovere di rispondere con la massima onestà e la massima responsabilità. Vi ringrazio per essere qui e per tenere vivi e viva la memoria. Perché ricordare significa continuare a costruire insieme”.
Mattarella: “Il 14 agosto 2018 è stato un punto di non ritorno”
“Il 14 agosto 2018 segna una pagina drammatica nella storia del nostro Paese: quarantatré vite spezzate, centinaia di persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni. Una ferita indelebile nel cuore di Genova, della Liguria, dell’Italia. Il crollo del Ponte Morandi ha segnato un severo richiamo alle responsabilità pubbliche e private in tema di sicurezza delle infrastrutture. Un punto di non ritorno a pratiche che hanno generato un disastro di quelle proporzioni” ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla sindaca di Genova, Silvia Salis.
“La comunità locale e la comunità nazionale – spiega – hanno reagito con straordinario spirito di solidarietà accanto agli immediati soccorsi offerti dalle autorità preposte per arginarne le catastrofiche conseguenze. La rapida ricostruzione di un così importante tratto stradale, il ponte Genova San Giorgio, riconnettendo la città e l’Italia, è stata un atto di ripartenza. La tutela delle infrastrutture, per garantire piena sicurezza nella circolazione, non ammette alcuna forma di negligenza. Nel commemorare le vittime del Ponte Morandi, la Repubblica si unisce al dolore dei familiari”, conclude Mattarella.
Il programma della commemorazione
Si inizia alle 9 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa con una messa officiata dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca, in presenza della sindaca Salis.
Alle 10,45 poi la cerimonia per la prima volta nell’area del “Memoriale 14.08.2018”, inaugurato lo scorso dicembre, con i parenti delle vittime e delle autorità. Saranno presenti la sindaca di Genova Silvia Salis, la prefetta di Genova Cinzia Torraco, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e – tra gli altri rappresentanti delle istituzioni – anche il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone (una delle vittime era una funzionaria della Regione lombarda, Angela Zerilli).
Nessun ministro invece sarà sul posto: sarà il genovese Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, a presenziare con delega della Presidenza del Consiglio.
All’interno del Memoriale, di fronte al totem con l’elenco dei nomi delle 43 vittime, saranno posizionate le corone e sarà osservato un minuto di silenzio.
Il minuto di silenzio alle 11,36
Prima degli interventi delle autorità, sul palco sarà eseguita una prima performance artistica dell’Ensemble del maestro Attilio Sottini, direttore artistico VoxArtis e Psallire Deo, al flauto, con il mezzo soprano Giada Venturini, e Alessandro Valtulini alla tastiera in collaborazione con Accademia di Canto del Teatro Carlo Felice.
Salirà, subito dopo, sul palco Gianni Andreoli dell’Associazione “Noi per Voi Valle Stura Masone” con una rappresentanza di bambini.
Seguiranno gli interventi dell’imam Salah Hussein, dell’arcivescovo di Genova Marco Tasca, della sindaca di Genova Silvia Salis, del presidente di Regione Liguria Marco Bucci, del viceministro Edoardo Rixi e del rappresentante dei parenti delle vittime Egle Possetti.
Alle 11.36 verrà osservato un minuto di silenzio e in contemporanea verranno suonate le sirene delle navi in porto e le campane di tutta la Diocesi. A chiudere la cerimonia il secondo intervento musicale dedicato alle famiglie delle vittime.