di
Gaia Piccardi

Jannik non si ferma dal primo turno di Indian Wells, ha vinto tre 1000 di fila (quattro considerando Parigi 2025) e sogna il filotto tra la Spagna e gli Internazionali d’Italia

Dei tre alieni, il più precoce è il quarto. Oggi, a Madrid, Jannik Sinner gioca con Sascha Zverev l’unica finale che mancava alla sua collezione privata di Master 1000: ha 24 anni, otto mesi e 17 giorni; ha bruciato i tempi rispetto a Djokovic (25 anni, 4 mesi: li ha vinti tutti), Nadal (27 anni, 2 mesi: non ha mai vinto Miami e Parigi indoor) e Federer (30 anni, 3 mesi: non ha mai vinto Montecarlo e Roma). Dovremmo smettere di credergli quando Jannik dice che record, numeri, statistiche non fanno parte della sua natura. Gli interessa moltissimo riscrivere la storia del tennis, che è fatta di record, numeri, statistiche.

Madrid mancava all’appello, quindi Sinner ha ritenuto meritevole dello sforzo trasferirsi dal livello del mare di Montecarlo all’altura della capitale d’Europa più elevata. Non si ferma da febbraio. Tra il 7 marzo, primo match a Indian Wells con Svrcina, e il primo maggio, semifinale alla Caja Magica con Fils, ha vinto tutto: significa 22 partite in 55 giorni, tre Master 1000 conquistati di fila (quattro con Parigi l’ottobre scorso) in due continenti e su due superfici diverse, un totale di 350 vittorie a livello Atp in carriera su 438 incontri disputati (79,9%). Come Forrest Gump, venerdì in conferenza stampa ha ammesso di essere un po’ stanchino: «Arrivare in fondo a tutti i tornei è un buon segno ma non sono più freschissimo. Quando gioco i match per il titolo mi tiene su l’adrenalina, per il resto cerco di recuperare di notte, dormendo il più possibile…».



















































La parola tired, stanco, ha scatenato un certo panico al Foro Italico, alimentato dalla tribuna social dei soloni che tutto sanno, o pensano di sapere. A meno di infortuni oggi con Zverev, che nessuno si augura, Jannik Sinner giocherà gli Internazionali d’Italia, che è chiamato a vincere cinquant’anni tondi dopo Adriano Panatta, l’antenato che consegnerà la coppa al nuovo re. È atteso a Roma tra domani e dopo con un volo privato su Ciampino: lo sbarco sul suolo italico sarà documentato dalla diretta tv di Supertennis, il canale federale. Alloggerà come sempre in un hotel blindato di Monte Mario, lontano dalle rotte turistiche e dal caos del centro. In agenda ha già impegni di marketing con pasta e caffè, due degli sponsor, mercoledì conferenza stampa di routine. Domattina non farà parte della Nazionale azzurra che verrà ricevuta al Quirinale dal presidente Mattarella. Le dietrologie stanno a zero: poiché si festeggiano i titoli di campioni del mondo 2025 degli uomini e delle donne, non avendo dato il loro contributo mancheranno sia Sinner che Musetti.

Roma, dunque. Il bye al primo turno garantisce a Jannik un debutto soft, venerdì o sabato. C’è margine per tirare il fiato. Certo staccare prima del Roland Garros, il vero obiettivo stagionale, gli permetterebbe di arrivare al Bois de Boulogne con le pile ben più cariche. Ma Sinner sa amministrare le energie, considera il torneo un allenamento attivo, sa che l’assenza prolungata di Alcaraz gli offre l’occasione di calare il jolly sui due tavoli, Roma e Parigi. Altri record, numeri, statistiche.
 
Madrid, oggi, è una sfida già vista. Sascha Zverev, n.3 del mondo, il più forte del campionato degli altri, non elimina il migliore dal 2023: «Cercherò di rendergli le cose complicate — ha detto dopo la vittoria su Blockx in semifinale —, l’ho battuto quattro volte però mai nelle ultime otto…». A Montecarlo, tre settimane fa, lo spettacolo fu avvilente. Zverev è avvertito. Sinner deve partire per Roma, ha fretta.

3 maggio 2026 ( modifica il 3 maggio 2026 | 07:07)