
© Sirotti
Dopo Valentin Paret-Peintre, anche il compagno Louis Vervaeke critica il flusso delle moto durante la quarta tappa del Giro di Romandia 2026. La Soudal Quick-Step è stata la squadra protagonista della fuga di giornata, ma il piano di riuscire ad arrivare fino al traguardo non è andato a buon fine con Tadej Pogačar che è riuscito a riprendere e staccare gli attaccanti con una delle sue solite azioni sull’ultima salita. Paret-Peintre ai nostri microfoni si è lamentato delle moto, che avrebbero favorito il rientro del gruppo, una tesi che è stata ribadita chiaramente anche dal suo compagno.
“Abbiamo perso 50 secondi in 5 chilometri, immagino sia stato quando è iniziata la trasmissione televisiva – il commento nel dopo tappa di Vervaeke a DirectVelo – È come al solito… Non appena c’è la diretta, le moto sono lì e per me a volte questo cambia la gara. È un peccato. Fin dai tempi in cui correvo con Remco Evenepoel so che le moto possono cambiare l’andamento della gara. Quando sei in fuga, una moto ti segue mentre l’altra precede il gruppo. Quando hai il vento contrario, la differenza è enorme”.
Per il belga bisognerebbe quindi prendere dei seri provvedimenti per arginare questo problema della moto durante le corse, in quanto spesso possano condizionare la gare e portare un’alterazione del risultato. L’affermazione finale di Vervaeke è netta e significativa da questo punto di vista: “Si effettuano controlli antidoping per individuare i furbetti, ma approfittare dell’aiuto delle moto è un po’ come barare”.
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