Ancona, 2 maggio 2026 – Non è chiaro come possano aver eluso il controllo dei professori quelle giovanissime coinvolte nel grave fatto accaduto a Ostuni in gita scolastica (con le classi seconde dell’istituto superiore ‘Corridoni Campana’). Una 15enne si è sentita male nella camera d’hotel ed è stata portata in ospedale. Aveva bevuto troppo: un cocktail di vodka e altri superalcolici, da quello che sembra. I suoi genitori si sono precipitati a riprenderla. Provvedimenti disciplinari sono scattati subito nei suoi confronti e delle sue compagne. La dirigente Milena Brandoni è intervenuta subito, da decine di chilometri di distanza.

Preside, cos’è successo alla ragazza di 15 anni?

“Si trovava in viaggio di istruzione, ci tengo a chiamarlo così, non è una gita. Sono stata contattata alle 4 di notte dagli insegnanti accompagnatori che mi hanno informato di quello che era successo. Ci siamo messi in moto subito, siamo stati in apprensione e agito come si doveva”.

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Come sta la ragazza?

“Fortunatamente bene. Ho parlato con il padre più volte, anche ieri mattina. La ragazza è caduta preda di una debolezza per un fatto personale che le sarebbe accaduto proprio il giorno prima della partenza che è stata lunedì”.

Alcolici in gita scolastica, una ragazzina sviene (foto d'archivio)

Alcolici in gita scolastica, una ragazzina sviene (foto d’archivio)

Cosa le ha detto la famiglia?

“Il padre, persona gentilissima, non ha fatto altro che scusarsi per il comportamento della figlia. Lui stesso mi ha chiesto se era opportuno che si mettessero in macchina per raggiungerla e riportarla a casa”.

Cosa crede che debba fare un genitore in situazioni simili?

“L’articolo 30 della Costituzione italiana sancisce il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli. Chiaro che chi ha commesso fatti spiacevoli deve assumersene la responsabilità. Noi come scuola dobbiamo educare e far capire il ragazzo che fatti contro le regole non possono rimanere impuniti. Per questo sono scattate le note disciplinari“.

I prof presenti potevano fare di più?

“Non siamo ’poliziotti’, controlliamo, certo, e facciamo di tutto ma qualcosa può sfuggire. Ci tengo piuttosto a spendere grandi parole di apprezzamento per quegli insegnanti che si prendono l’onere e l’onore di accompagnare i ragazzi in queste esperienze che io ritengo altamente formative. Non tutti lo vogliono fare, perché non credono in questo tipo di attività o perché sanno che dovranno lavorare 24 ore su 24 allo stesso stipendio anticipando spesso anche le spese”.

Una gita scolastica in mezzo alla natura (foto di repertorio)

Una gita scolastica in mezzo alla natura (foto di repertorio)

Cosa risponde ai prof e genitori che chiedono di non far diventare il Corridoni “la scuola delle gite”?

“Rimarco il fatto che credo moltissimo in questi viaggi. Chiunque lavora o iscrive il proprio figlio in questa scuola sa che viene data grande importanza. Tra i principali punti di forza emerge proprio la dimensione internazionale. Gli studenti hanno la possibilità di partecipare a esperienze di Pcto all’estero, vivendo occasioni concrete di crescita personale e professionale in contesti europei. A queste si affiancano i numerosi progetti Erasmus+, sia nel settore School (partenariati tra scuole) sia nel settore Vet (tirocini formativi). Si tratta di opportunità significative di mobilità, scambio culturale e innovazione didattica che contribuiscono allo sviluppo di competenze trasversali fondamentali. Solo chi fa può sbagliare ma non faccio un passo indietro, anzi, ci stiamo preparando a partire per la Grecia”.