di
Cecilia Mussi

Il montepremi infatti sarà pari circa il 15% delle entrate previste, percentuale che i giocatori ritengono ben al di sotto di quanto si aspettano da uno dei quattro tornei del Grande Slam, visto che i Masters 1000 utilizzano il 22% dei ricavi

C’è «profonda delusione» tra i giocatori di tennis più forti al mondo. Il motivo? Il montepremi del Roland Garros 2026, che parte a fine mese a Parigi. In un documento circolato nei circuiti maschili e femminili, scrive il The Athletic, si legge che «mentre il Roland Garros punta a registrare ricavi record, i giocatori ricevono una quota inferiore al valore che contribuiscono a creare». Le cifre ufficiali diffuse proprio dall’Open di Francia dicono 61,723 milioni di euro in palio, con un incremento del 9,53 per cento rispetto al 2025 e di circa il 45% rispetto al 2019, «per continuare a supportare i giocatori che hanno bisogno di finanziare la propria stagione», si legge ancora sul sito del torneo.

Probabilmente non è abbastanza questo supporto, (che significa però che il vincitore si aggiudicherà comunque circa 2,5 milioni di euro)  a giudicare dal commento arrivato dai grandi campioni. Il montepremi infatti sarà circa il 15% delle entrate previste per il Roland Garros, percentuale che i giocatori ritengono ben al di sotto di quanto si aspettano da uno dei quattro tornei del Grande Slam. Per dare qualche altra cifra, gli eventi del circuito maschile e femminile (ATP e WTA) assegnano ai giocatori il 22% delle entrate in totale, mentre per altri sport questa fetta arriva quasi al 50%. E bisogna sottolineare che le stime dei ricavi di quest’anno per il prestigioso torneo francese sulla terra rossa superano i 400 milioni di euro, mentre lo scorso anno erano 395 milioni.



















































«L’annuncio del montepremi non affronta in alcun modo i problemi strutturali che i giocatori hanno sollevato in modo costante e ragionevole nel corso dell’ultimo anno», continua la nota. Infatti non è la prima volta che nomi come Novak Djokovic o Coco Gauff prendono posizione contro i tornei del Grande Slam: a marzo 2025 è stata inviata una prima lettera e un’altra a luglio dello stesso anno, con la richiesta di una riforma strutturale del sistema. Ma nonostante gli incontri con gli organizzatori, non è stato raggiunto un accordo e così la partita va avanti. «Non c’è stato alcun coinvolgimento in merito al benessere dei giocatori e nessun progresso verso la creazione di un meccanismo formale di consultazione dei giocatori nel processo decisionale dei tornei del Grande Slam, che rimangono restii al cambiamento», è quello che lamentano i top players, anche se non sono stati resi noti i loro nomi (ma per la prima lettera la federazione internazionale femminile aveva dichiarato che 10 delle 11 «top» erano incluse, mentre secondo «L’Equipe» in campo maschile i top 3  Sinner, Alcaraz e Zverev avrebbero firmato sia la prima che la seconda lettera).

La questione è arrivata anche al tavolo della Professional Tennis Players Association, che sempre nel 2025 ha portato in tribunale proprio i circuiti ATP e WTA, accusati di fare «cartello» con i tornei del Grande Slam per motivi economici.
L’unica risposta arrivata, per il momento, è quella della federazione francese di tennis, che ha spiegato al The Athletic di aver investito «oltre 400 milioni di euro nelle infrastrutture del Roland Garros» e ha ribadito di voler «continuare a lavorare per migliorare le condizioni generali dei giocatori, in linea con le proprie responsabilità e il proprio modello». Per il prossimo punto del match bisognerà aspettare lunedì 18 maggio.

4 maggio 2026 ( modifica il 4 maggio 2026 | 15:31)