Sono profondamente legato all’immagine e ai ricordi. Sono cresciuto nella casa di mio papà, un posto magico per posizione e atmosfera, una villa del ‘900 costruita dal bisnonno in stile eclettico. Mi ha offerto molti stimoli: visioni e immagini che tornano nella mia vita e nella mia fotografia. Siamo sul lago, ma anche in città: la quiete e il panorama a pochi passi dal centro. Si affaccia sul primo bacino del lago, sulla passeggiata che lo costeggia, nel quartiere di Sant’Agostino. Un Eden, arricchito dalle passioni di mio padre: il collezionismo, i libri, il giardino, l’arte, l’educazione e il rispetto per gli oggetti.

guido taronipinterest© GUIDO TARONI

Guido Taroni, nella casa paterna a Como, siede sotto al quadro preferito, Veduta del porto di Como (1846), Angelo Inganni.

Ci si muoveva in punta di piedi, stando attenti che i tessuti non si rovinassero, la luce non battesse sulle stoffe e sui quadri; non potevamo calpestare l’erba. Il viale era vivace: chi pescava, i vicini e le famiglie chiacchieravano. Uscivo in bicicletta: la mamma e il papà erano tranquilli perché ero sorvegliato dai pensionati: “Tel chi L Nin, come va?”. Quando, dopo il liceo linguistico dalle Orsoline, mi sono trasferito a Milano per dedicarmi alla fotografia, ho scelto la zona dei Navigli per rivivere questa dimensione di quartiere. Per giocare, la mamma portava me e mia sorella nella casa della nonna a Cernobbio, Villa Erba Antica, dove ho vissuto estati indimenticabili con i cugini. A otto anni prendevo da solo il battellino storico per raggiungere l’imbarcadero, meravigliosa costruzione del ‘900.
Quando passavo davanti a casa suonavo e la mamma si affacciava.

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Un dettaglio della scala con vista sulla collezione di vedute ottocentesche del lago e la sottostante libreria.

Il giardino sconfinato è sempre stato teatro di libertà, secondo il metodo educativo Montessori, tramandato dalla nonna Carla (Erba, n.d.r.), la mamma di Luchino (Visconti, n.d.r.): bambini liberi di cadere e sporcarsi, rompendo l’etichetta nobile più rigida. La sera eravamo impeccabili, puliti, perfetti e puntuali a tavola. Il papà, Giorgio Taroni, nasce in una delle più antiche famiglie seriche di Como. La sua mano disegnava fantasie e idee per tessuti negli anni d’oro dell’industria tessile comasca. Piume, fiori, le iconiche rose e calle per Valentino: negli anni ’60 e ’70 la Taroni Disegni creava collezioni per Oscar de la Renta, Versace, Moschino, anche per Richard Ginori. Conchiglie, insetti, soldatini, cromolitografie, francobolli, per non parlare di libri e di quadri di vedute del lago dell’800: il nostro archivio a casa è immenso.

casa guido taroni lago di comopinterest©GUIDO TARONI

Carpe koi, ninfee e fiori di loto animano lo stagno del giardino, paesaggio plasmato negli anni da Giorgio Taroni.

Il mio dipinto preferito rappresenta piazza Cavour, con le carrozze dalla Svizzera che portano la posta e le montagne senza case: un’istantanea di Como che ci catapulta nella città come non l’ho mai vista. Oggi la piazza, terminati i lavori delle paratie, ha riacquistato questa insenatura originaria. Sono contento che la bellezza del lago sia riconosciuta in tutto il mondo. Torno spesso a Brunate, dove vivevano i miei compagni di scuola. A dieci anni prendevo la funicolare e qui, con la vena da venditore, ero il mini-commesso di Monia dello storico negozio di souvenir: vendevo le cartoline e le statuette che cambiavano colore col meteo. Incontravo i turisti, per anni mi sono scambiato lettere con delle signore giapponesi. La vista da qui è incredibile. È anche emozionate ammirare il lago dal motoscafo, perché hai la visione delle case, puoi immaginarti storie e vite. Ho sempre amato i racconti e la fotografia: da piccolo in camera mi circondavo di foto di affetti ma anche di immagini che mi colpivano per l’estetica. Prima di diventare terzo assistente dello zio (Giovanni Gastel, n.d.r.), ho fatto uno stage presso uno studio di fotografia di architettura e interni, cimentandomi sia con l’analogico che con il digitale.

La prima mostra a Milano è nel 2009. Poi è arrivata la collaborazione con Cabana. Ho imparato le regole del mestiere per romperle e inserire la poesia. Sono soddisfatto del mio lavoro quando sento qualcosa: l’imperfezione che smuove. Mi è sempre piaciuta la malinconia e l’intimità dell’autunno e dell’inverno, che tira fuori le emozioni. Un discorso tra me e il lago. I miei affetti veri, i pilastri della mia vita, sono legati a Como, a scuola sono nate amicizie che mi porterò dietro per sempre. Como resta il posto del cuore, dove mi sento a casa. La natura, i colori, i tramonti, uniti all’arte, alla cultura e alla mano dell’uomo nei secoli scorsi. L’elegante coesistenza delle ville ottocentesche e la bellezza delle montagne che incontrano l’acqua: un paesaggio unico.

guidotaroni.com

(Testo raccolto da Caterina Lunghi)

Articolo uscito sul numero di Marie Claire Maison di aprile 2026

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Dettagli delle collezioni di Giorgio Taroni – entomologo autodidatta – che ha creato una delle raccolte più importanti al mondo di coleotteri cervi volanti.

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Dettagli delle collezioni di Giorgio Taroni

casa guido taroni lago di comopinterest© GUIDO TARONI

Dettagli delle collezioni di Giorgio Taroni

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Carpe koi, ninfee e fiori di loto animano lo stagno del giardino, paesaggio plasmato negli anni da Giorgio Taroni.

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