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Erica Dellapasqua e Giulio De Santis

L’atleta, arciere della Nazionale, inviava alle colleghe foto delle sue parti intime. «Ha tentato lo stupro di un’azzurra a Parigi»

Abusi sessuali e stalking. Sono le accuse rivolte all’atleta paralimpico Matteo Bonacina, 41 anni, arciere della Nazionale azzura, sulla cui condotta ora indaga la Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta partendo dalle denunce delle presunte vittime.

Gli inquirenti romani assieme alla polizia postale hanno acceso un faro su un periodo di tempo preciso, tra il 2019 e il 2024: in questo arco temporale sarebbero state sei le donne che avrebbero subito molestie, cinque atlete e un’allenatrice.



















































L’indagine della Polizia sull’atleta paralimpico, arrestato in applicazione di un’ordinanza del gip di Roma, è partita da una segnalazione trasmessa all’autorità giudiziaria da parte della Fitarco (Federazione italiana Tiro con l’arco) a seguito della sospensione cautelare da ogni attività sportiva dell’atleta. L’uomo – residente in provincia di Torino – è indagato per atti persecutori, abuso psicologico, molestie e violenze sessuali commessi in danno di atlete – anche minorenni – della Nazionale paralimpica di tiro con l’arco.

I messaggi a sfondo sessuale, il clima d’ansia

La perquisizione informatica effettuata dal Centro operativo di Torino e le indagini coordinate dalla procura di Roma, spiega la polizia, «hanno ricostruito un quadro di gravi condotte, sia verbali che fisiche, nei confronti di colleghe anche minorenni, all’interno degli impianti sportivi nonché tramite i social network mediante l’invio di messaggi, immagini e video di esplicito tenore sessuale». I suoi comportamenti si sono protratti dal 2013 per diversi anni, generando «un clima di ansia e continua agitazione nel contesto sportivo agonistico frequentato».

Arresti domiciliari

Bonacina, originario di Bergamo, si trova agli arresti domiciliari da lunedì 4 maggio, misura eseguita dal personale del Centro operativo per la Sicurezza cibernetica di Torino con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica di Roma.

Tra le accuse più circostanziate, quella riferita al viaggio a Parigi in occasione delle Paralimpiadi del 2024. Mentre si stavano svolgendo i Giochi, Bonacina avrebbe cercato di violentare un’azzurra nella stanza d’albergo dove alloggiava. La vittima, molto giovane, ha raccontato che l’uomo si sarebbe introdotto nella sua camera mentre lei era appena uscita dalla doccia: «Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva: sul pulmino eri così bella, mi ecciti». La ragazza in quell’occasione è poi riuscita ad allontanarlo. Un episodio non isolato.

L’arciere avrebbe anche preteso da una collega della Nazionale un perizoma rosso come portafortuna. Poi, negli anni, altre circostanze, ora oggetto dell’inchiesta aperta a Roma. Nel 2021 frasi esplicite: «Quel seno grande mi eccita». Ancora, foto intime inviate sul cellulare corredate da messaggi a sfondo sessuale e palpeggiamenti, anche in pubblico. 

L’incidente, la paraplegia

Come racconta il Comitato italiano paralimpico, riportandone la biografia, Bonacina – campione del mondo nel 2023 in Repubblica Ceca – si avvicina al tiro con l’arco durante la terapia riabilitativa seguita all’incidente che nel 2009 gli ha causato una paraplegia. Lavorava come giardiniere per pagarsi gli studi universitari quando una pianta gigantesca gli cadde addosso danneggiandogli la spina dorsale. «Di questo sport amo la competizione e al tempo stesso la temo, per la pressione che mette – si era raccontato l’atleta per presentarsi -. Non riesco a immaginare il dopo, il ritiro dalle competizioni, perché lo sport è la mia vita. Prima di una competizione cerco di rilassarmi, di concentrarmi sulla respirazione e, soprattutto, di non pensare alla gara».

La segnalazione di Fitarco

L’indagine, dicevamo, era scattata da una segnalazione trasmessa all’autorità giudiziaria dalla Fitarco. Il Tribunale federale aveva infatti provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta nel maggio 2025 e poi a radiarlo un mese dopo, radiazione confermata nel luglio dello scorso anno anche dalla Corte d’Appello. L’atleta ha poi impugnato la sentenza davanti al Collegio di Garanzia dello Sport davanti al quale la Fitarco si è costituita per chiedere il rigetto del ricorso. Il procedimento è ancora in atto.

La Fitarco in una nota precisa: «La vicenda è stata già decisa dagli organi di Giustizia Federale e si è conclusa con la massima sanzione possibile. Le decisioni sono state pubblicate dalla Federazione nelle modalità previste, come disposto dal Tribunale federale e dalla Corte Federale d’Appello».


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6 maggio 2026 ( modifica il 6 maggio 2026 | 12:37)