Con Alcaraz grande assente agli Internazionali restano pochi nomi in grado di impensierire la corsa del numero uno


Marco Iaria

Giornalista

6 maggio – 12:56 – MILANO

Non si tratta semplicemente dei favori del pronostico ascritti alla testa di serie numero 1. È che, scorrendo il tabellone di Roma si fa fatica a ravvisare quale possa essere un vero ostacolo sulla strada di Jannik Sinner. L’assenza di Alcaraz, il rendimento offerto dall’azzurro negli ultimi due mesi, la concorrenza che si scioglie come neve al sole quando si trova davanti il totem: tutto questo crea un gap enorme tra il battistrada e il resto del gruppo. Fa impressione la sequela di risultati contro avversari di rango, diciamo dal n. 30 del ranking in su: dalla trasferta americana, Sinner non solo li ha battuti tutti, ma non ha perso nemmeno un set, lasciando tre game a Tien e, nell’ultima sfida di Madrid, a Zverev; quattro a Tiafoe; sei a Fils; sette ad Auger-Aliassime; otto a Lehecka. 

Emergenti—  

Uno dei giocatori più in forma del circuito è, senza dubbio, il francese Arthur Fils, risalito dal 42° al 17° posto dopo sei mesi di stop, con due finali, due semifinali e due quarti nel 2026. Ma il confronto con Sinner di qualche giorno fa in Spagna è stato impietoso. Detto che il ceco Mensik, l’ultimo a battere Jannik a Doha, potrebbe ritrovarselo al terzo turno (Berrettini permettendo), i giocatori di un certo standing che di recente lo hanno più messo in difficoltà sono stati Rafael Jodar, Daniil Medvedev e Joao Fonseca. Lo spagnolo è l’astro nascente del tour: al primo anno da professionista, il 19enne si è già issato al 34° posto, inanellando sulla terra la finale a Marrakech, la semifinale a Barcellona e i quarti a Madrid, dove ha lottato alla pari con Jannik nel secondo set (6-2 7-6). Longilineo, potente da fondo, calviniano nell’approccio al tennis, Jodar è un Sinner in miniatura: testa di serie n. 32 al Foro, si trova sul lato opposto del tabellone e potrebbe incrociare Zverev nei quarti. Medvedev ha avuto il suo apice nel 2026 a Indian Wells, perdendo in finale da Sinner con un doppio tie-break, ma sulla terra è stato già giustiziato da Berrettini (addirittura doppio 6-0 a Montecarlo) e Cobolli. Quanto a Fonseca, anche lui ha lottato punto a punto con Jannik a Indian Wells (7-6 7-6 come col russo), ma finora la stagione non gli ha riservato grandi sussulti. Coetaneo di Jodar, accompagnato da grandi aspettative, rischia di essere sorpassato dallo spagnolo nelle gerarchie. A Roma è n. 27 del seeding e non ha un cammino per niente facile verso un’ipotetica semifinale con Sinner. 

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Nole—  

Discorso a parte per un monumento: Novak Djokovic non gioca da quasi due mesi (ultima partita il 12 marzo, ko con Draper a Indian Wells). Qualche guaio fisico, ma soprattutto la volontà di centellinare la presenza nel tour, a 38 anni e con 24 Slam in bacheca. A Roma, testa di serie n. 3, può essere una scheggia impazzita. Semmai arrivasse in finale con Jannik, la Volpe potrebbe chiudere il cerchio su due fronti: la rivincita di Melbourne e il primo titolo italiano 50 anni dopo Panatta. Certo, per il popolo tricolore non ci sarebbe niente di meglio che un derby domenica 17 maggio tra top ten azzurri: Lorenzo Musetti, già semifinalista l’anno scorso, se gioca come sa può farsi largo. E poi, occhio a Flavio Cobolli, che quando ha il tifo di casa (vedi Bologna in Davis) veste i panni di Hulk.