Il reato di cui parla Ascani è quello introdotto con la legge quadro sull’Intelligenza artificiale, approvata al Senato in via definitiva il 17 settembre 2025 con il voto favorevole della maggioranza (77 i Sì) e quello contrario delle opposizioni (55 i No). Il provvedimento di 28 articoli, al Capo V introduce modifiche al codice penale per punire l’uso illecito dell’Intelligenza artificiale. In particolare è penalmente perseguibile chi diffonde contenuti generati con IA in modo ingannevole, le cosiddette deepfake appunto, e chi utilizza l’IA in modo da compromettere la sicurezza o l’integrità di persone o sistemi. La legge sull’Intelligenza Artificiale, aveva spiegato Alberto Barachini, sottosegretario con delega a Editoria e informazione, “introduce una novità internazionale, il reato del deepfake. Siamo i primi. Il reato è punibile da 1 a 5 anni di reclusione per coloro che tramite gli strumenti di Intelligenza Artificiale modificano un contenuto e quindi mistificano la realtà tradendo la fiducia dei  cittadini”.

 

Leggi anche: Ue, aperta nuova indagine su X per contenuti deepfake sessuali su Grok