Firenze, 6 maggio 2026 – Nel segno di Lucio Battisti, sulle ali di “Una donna per amico”, “La canzone del sole”, “Ancora tu” e altri capisaldi della canzone italiana. Dopo il tutto esaurito dello scorso febbraio, torna domenica 10 maggio al Politeama Pratese per “Canto Libero”, concerto-spettacolo che rinverdisce il mito di Lucio Battisti e il suo sodalizio artistico con Mogol. I biglietti per questo nuovo appuntamento sono disponibili su www.ticketone.it e nei punti vendita Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita). “Canto Libero” è un tuffo nelle canzoni più belle di un duo che ha cambiato la storia della musica italiana, interpretate magistralmente da una band di 10 elementi. Non un semplice concerto ma un grande spettacolo, curato nei minimi particolari. Sul palco salirà un ensemble capitanato da Fabio “Red” Rosso – e composto da musicisti già rodati nel corso di lunghe carriere – che porta avanti questo progetto con la benedizione dello stesso Mogol. Lo storico paroliere di Battisti ha partecipato ad alcuni spettacoli, tra cui il concerto del ventennale dalla scomparsa di Lucio al Teatro Romano di Verona. “Mogol dopo un concerto ci ha detto: avete suonato esattamente come avrebbe voluto Battisti – racconta il frontman di Canto Libero, Fabio “Red” Rosso –. È stato uno dei più bei complimenti. Ha apprezzato gli arrangiamenti, ha capito che abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a tirare fuori tutta la musica che Lucio aveva dentro: il blues, il rock, il soul”.

In scaletta 40 canzoni che ancora fanno sognare intere generazioni. Da “La canzone del sole” a “Una donna per amico”, passando per “Ancora tu” e “E penso a te”. E poi “29 settembre”, “Aver paura d’innamorarsi troppo” e altre chicche non presenti nei precedenti tour. “Dopo aver studiato molto la sua musica – aggiunge Fabio “Red” Rosso – Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. ‘Un genio della melodia’ come l’ha definito David Bowie. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso: arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie, videoproiezioni. Insomma, ci abbiamo messo il cuore”.