di
Marco Calabresi

L’azzurro sconfitto all’esordio nel torneo di casa, uscirà di nuovo dai primi 100 del ranking. L’australiano si assicura il secondo turno

Gli Internazionali Bnl d’Italia di Matteo Berrettini sono già finiti. O forse non sono nemmeno iniziati. Perché la versione del romano vista contro l’australiano Alexei Popyrin non è quella che voleva Matteo (che uscirà di nuovo dai primi 100 del ranking) e forse se l’aspettava diversa anche il pubblico del Centrale che lo ha comunque sostenuto nei tanti momenti difficili del match. Popyrin, che ora affronterà Jakub Mensik (il vincente troverebbe eventualmente Jannik Sinner al terzo turno), ha vinto 6-2 6-3 in un’ora e 29′ e lo ha fatto meritatamente: Berrettini può invece recriminare, oltre che per la prestazione, anche per un punto contestato nel primo game del primo set, quando dalla racchetta di Popyrin si è sganciato l’antivibrazione e la giudice di sedia ha interrotto il gioco facendo ripetere il punto, per il disappunto di Berrettini e dei tifosi.

Ma non è un punto, che avrebbe comunque potuto dare un’altra impronta al set, a cambiare il giudizio su una mattinata amara, in cui il diritto non è stato amico di Matteo, autore di ben 12 errori con il colpo che avrebbe invece dovuto trascinarlo. E proprio con un diritto a rete si è chiusa una partita in cui anche il servizio (2 soli ace) non è stato amico. «Che faccio qua?», ha esclamato a un certo punto Berrettini, che ha perso per due volte consecutive il servizio tra il sesto e l’ottavo game del primo set, subendo nel sesto del secondo set il break decisivo, con Popyrin che ha chiuso al quarto match point.



















































Berrettini: «Amarezza e delusione, non ho goduto l’energia di Roma»

«C’è un misto di tristezza e delusione per una partita a cui ovviamente tenevo – le sue parole -. Roma nasconde sempre delle insidie, ma in generale non sono riuscito a gestire il mio avversario, le emozioni, e il livello del tennis ne ha risentito. Il rammarico è stato quello di non godermi l’atmosfera e l’energia di Roma: mi sentivo molto carico, ma quando poi si è bloccati è difficile farsi aiutare anche dal pubblico. Questa, purtroppo, è un’annata che è iniziata in un determinato modo, e l’unica cosa da fare è accettare quando arrivano queste situazioni: mi dispiace solo che tutto questo sia successo qui». E chissà come sarebbe andata se l’episodio dell’antivibrazione partito dalla racchetta di Popyrin fosse girato a suo favore: «Difficile dire che avrei vinto la partita, ma in quel game stavo macinando. Mi sono innervosito, quello sì: gli arbitri ormai devono chiamare solo il punteggio, e da quando gioco a tennis non ho mai sentito chiamare un ‘let’ (interruzione del gioco, ndr) per un’antivibrazione. Non so se sarebbe girata la partita, ma quel game sì». 

7 maggio 2026 ( modifica il 7 maggio 2026 | 13:26)