A quasi 27 anni, li compirà il prossimo 10 giugno, dovrebbe essere nel pieno della sua maturità calcistica, invece ondeggia sempre più tra i marosi dell’incompiutezza. La stagione che per molti sarebbe dovuta essere quella della rinascita e del definitivo salto di qualità, con una piena assunzione di responsabilità nel suo ruolo di leader non solo tecnico, si è trasformata per Leao in una progressiva deriva verso la marginalità, tanto che domenica, nell’incrocio decisivo in chiave Champions per il Milan contro l’Atalanta, rischia di finire in panchina, come un gregario qualsiasi. Il portoghese, che Allegri ha provato invano a trasformare in una prima punta, ha latitato sotto il piano realizzativo (ma con lui anche tutto il resto di un reparto offensivo asfittico) e fallito sotto quello comportamentale, alimentando un rebus tattico e morale la cui soluzione pare oggi una sola: la separazione a fine anno.