di
Irene Soave
Un ex banchiere chiede 20 milioni di dollari di danni: la sua capa lo avrebbe «costretto a drogarsi, violentato ripetutamente e demansionato»
«Sono stato costretto più volte a drogarmi e violentato dalla mia ex capa. E quando ho cercato di cambiare ufficio ho subito ritorsioni». Un caso di molestie sul lavoro estremo anche per l’ambiente della finanza, attraversato a più riprese da scandali. Meno comune è che a denunciarle sia un uomo, come è il caso di Chirayu Rana, 35 anni, all’epoca dei fatti banchiere negli uffici di New York della banca di investimenti JP Morgan Chase. Dice di essere stato lo «schiavo sessuale da ufficio» della sua capa, che nega.
La sua vicenda, cui molti sui social dicono apertamente di non credere, è finita sui tabloid anglofoni dopo che lui ha rifiutato l’offerta di un milione da parte del datore di lavoro per non renderla pubblica. In tribunale ne ha del resto chiesti «più di venti» a Lorna Hajdini, la sua superiore, executive director di due anni maggiore, e alla banca per averla coperta.
Si dividono i testimoni chiamati in causa per stabilire se la vicenda di Rana è una dolorosa storia di molestie, solo a generi invertiti rispetto alla norma (l’80% delle cause per molestie negli Usa, e più del 95% in Italia, sono intentate da donne). O se è «un canovaccio di quelli che trovi su Netflix o Hbo, ed è per questo che non stufa mai» (commento tra i tantissimi nella pagina Instagram Overheard in New York).
La storia sembra incredibile a molti. Un collega dei due, intervistato, la definisce «un romanzo». L’indagine interna di JP Morgan, che ha ottenuto l’accesso alle mail, ai telefoni e persino alle chat con l’Ai di entrambi, si è chiusa senza formulare addebiti. Se non il rilievo che la capa — la presunta molestatrice — ha collaborato «completamente» all’indagine, lui invece no.
Testimone chiave della vicenda, aggiunto da poco alla lista dei testimoni, un amico di famiglia di Rana, che ospite a New York in un appartamento (probabilmente dell’amico, ma non è agli atti) a settembre 2024 dice di essere stato svegliato nel cuore della notte, mentre dormiva su un sofà, da Lorna Hajdini, sbronza e nuda, che gli chiedeva di partecipare a «una cosa a tre» nella stanza da letto accanto. «Dai, vieni, lo sai che lui è di mia proprietà»; e la voce di Rana, dall’altra stanza, «no, no, no, devi andartene. Non posso farlo, basta, smettila».
Poi le confidenze di Rana all’amico: continue molestie e contatti sessuali forzati, baci in pubblico, nomignoli razzisti. Non chiariscono il quadro le chat dei due con l’intelligenza artificiale: lei avrebbe cercato i parametri per definire uno stupro, lui avrebbe sottoposto il suo caso, attribuendolo però anche a un superiore maschio.
Nel frattempo lui il lavoro lo ha perso: ha finto la morte del padre — che sta benissimo, lo ha contattato il New York Post — per potersi dedicare a raccogliere i documenti per la causa, e la banca lo ha scoperto. Ha cambiato lavoro ed è finito in una società di private equity, da cui poi si è licenziato: qualcuno, nei commenti su Reddit, lo definisce «querelante a tempo pieno».
8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 11:55)
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