I difensori dell’ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, hanno depositato istanza di patteggiamento per il loro assistito: la pena da applicare «su richiesta delle parti» è di tre anni, con lavori sostitutivi ai servizi sociali. Cuffaro è agli arresti domiciliari da cinque mesi e aveva già subito una condanna – scontata quasi del tutto – a sette anni, in un altro processo, per favoreggiamento e rivelazione di segreto, entrambi aggravati dall’agevolazione di Cosa nostra. In questo nuovo procedimento risponde di corruzione, per l’aggiustamento di un concorso a Villa Sofia. La decisione passa ora al giudice Ermelinda Marfia, che potrebbe stralciare la posizione dell’ex governatore siciliano.
Davanti al Gup di corruzione rispondono anche l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti (anche lui ai domiciliari), il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso.
Cuffaro non è presente in aula, così come Colletti e Iacono: contro di loro l’ipotesi è quella dell’aggiustamento di un concorso per la stabilizzazione di operatori sociosanitari nell’azienda ospedaliera palermitana. Di traffico di influenze illecite, per alcuni appalti dell’azienda sanitaria di Siracusa, relativi ai servizi di lavanderia e ausiliariato, sono imputati alcuni ex dipendenti e collaboratori della ditta Dussmann Service srl: Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello, con il legale rappresentante della società, Roberto Spotti; c’è poi l’imprenditore Sergio Mazzola, originario di Belmonte Mezzagno (Palermo), titolare della Euroservice srl.