Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, ha concesso un’intervista ai microfoni di Sky Sport Unplugged

Marco Astori
Marco Astori
Redattore 

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Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, ha concesso un’intervista ai microfoni di Sky Sport Unplugged. Ecco le sue dichiarazioni.

Lo spogliatoio dell’Inter?

La memoria si confonde, i giocatori sono sempre stati rispettosi e seri, c’è sempre stato un clima intelligente. Questo mi ha sempre fatto piacere, gli allenatori rispettavano i giocatori, Quando è successo che qualche allenatore andasse oltre, c’era qualche giocatore che sapeva difendere il resto della squadra. Samuel non parlava mai, ma con un allenatore che caricò troppo la squadra gli disse esattamente cosa pensava. Da quel momento tutto funzionò bene. Fortunatamente andò bene. C’erano giocatori che stavano male prima delle partite, uno non si rende conto della tensione che soffrono i giocatori prima delle partite importanti, era ammirevole vedere come riuscissero a superare la tensione. Con Cruz andavi sul sicuro, è il centravanti che tutti vorrebbero nella propria squadra perché segnava sempre. Nelle partite impossibili, quelli che pensavi potessero andare male, lui piantava dentro 2-3 gol. Fantastico, questo è dovuto alla classe”.

Chivu sentiva la pressione?

“Io la sentivo per forza, ma Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento sicuro, di tranquillità. In realtà era coraggiosissimo. Ricordiamoci che si spaccò la testa con un buco vero e dopo un mese dall’operazione si è rimesso a giocare. Ultimamente mi ha detto che mentre giocava, quando colpiva la palla di testa, vedeva buio per cinque secondi: era coraggiosissimo, ha giocato benissimo con quell’elemetto. E’ un ragazzo intelligente, si sa amministrare bene”.

L’episodio di Kanu?“Era un dovere umano farlo. Nel mondo del calcio, tendenzialmente uno veniva abbandonato quando viveva situazioni gravi. Lui ancora a ora sta bene, ha messo in piedi una casa di cura al cuore in Africa. Oltretutto a me piaceva molto come giocatore, aveva una classe immensa. Tra i momenti difficili ricordo l’infortunio di Ronaldo a Roma la seconda volta, una tragedia greca. Si è spaccato il ginocchio alla prima palla, fu una cosa terrificante. Lo aspettavamo tanto, era un giocatore bravo e serio, era appena tornato dalle cure al ginocchio. Ci sono sempre momenti difficili ripagati da grandi soddisfazioni”.

Cosa è mancato per portare Cantona all’Inter?“Diciamo che mi piaceva molto, presi Ince e mancava Cantona. Andai a vedere la gara per vederlo col Crystal Palace e lui diede il calcio al tifoso. Tutti disperati, io dissi: ‘Fantastico, ora lo squalificano e lo prendiamo noi’. Beccammo Cantona e una persona con lui, pregai di portarlo a Milano ma non si fece. Il giorno dopo tutti vennero a sapere dell’approccio dell’Inter e tutti si mossero affinché non si muovesse. Poi venne a trovarmi, è un uomo intelligente, un giocatore eccezionale. Se l’avessimo preso subito, avremmo vinto subito il campionato. Avevamo una squadra arrivata terza con situazioni strane in Italia, potevamo fare di più”.

Quale giocatore vorrebbe vedere all’Inter e per cui farebbe pazzie?“Pazzie è un modo di dire. Si discute sempre se conviene spendere per tanti giocatori o per un giocatore forte. L’esperienza vuole che sia bene prenderne uno forte, ti ripaga col suo gioco e anche se lo vuoi rivendere per il suo valore. In Italia c’è Nico Paz, bello da vedersi, un piacere vederlo. Non seguo così tanto il calcio internazionale da poterne dire altri, ce ne sono tanti. Nico Paz mi sembra fortissimo”.

Mourinho lo rivedrebbe ancora al Real o lo rivorrebbe in Italia?“Facciamo crescere Chivu all’Inter, mi farebbe piacere se lo prendesse il Real perché per lui sarebbe una rivincita tornare e ottenere risultati che non è riuscito prima. Il carattere è sempre lo stesso, mi farebbe piacere”.

Da presidente si aspettava Chivu così bravo?“No, questo non lo puoi dire. Non lo pensavo all’epoca, non mi sono mai posto il problema di capire se potesse fare l’allenatore o no, ma l’ha fatto bene. Lo ha fatto bene nelle giovanili, al Parma, poi all’Inter. Ha avuto un miglioramento costante di un ragazzo intelligente. Io pensavo che Cambiasso sarebbe diventato un ottimo allenatore e lo credo ancora adesso, dipende da lui”.

A chi farebbe un contratto a vita per un giocatore dell’Inter di oggi?“Tanti eh. Lautaro, è ancora giovane nel modo di fare e muoversi. Ha un fisico leggero, non ti aspetti che ppossa peggiorare atleticamente all’improvviso. E’ un giocatore validissimo, ha un carattere da capitano. E’ l’uomo su cui conto di più. Barella è un altro da tenere per il carattere che ha, si esprime sempre al meglio nel momento buono. Non voglio offendere gli altri che sono tutti bravi, ma cito questi due”.

Lo scambio tra Eto’o e Ibrahimovic?“C’era amicizia col presidente del Barcellona al ritorno. Mi ricordo l’imbarazzo col presidente nel match di ritorno, in estate gli dissi che Ibra era un vincente e che gli avrebbe fatto vincere tutto. Lui ci credeva perfettamente, invece abbiamo vinto tutto noi, compresa la Champions. Ricordo l’imbarazzo, ma io ero sincero su Ibrahimovic, che non si trovò bene con Messi e non gli era andata bene”.