di
Maria Egizia Fiaschetti
Le misure dovranno essere approvate dall’Aula e poi approderanno in Conferenza dei servizi. Previsto l’abbattimento del lungomuro. Le concessioni balneari saranno 50, 31 le spiagge a fruizione pubblica
Dopo le polemiche sul caos delle concessioni balneari con forti ripercussioni sul tessuto economico del litorale, ieri la giunta ha approvato la proposta di delibera per il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili (Pua), atteso da 20 anni, al culmine di un percorso avviato nel 2022.
L’iter prevede l’approvazione in aula Giulio Cesare, propedeutica alla convocazione della Conferenza dei servizi con la partecipazione di tutti gli enti competenti: Regione, Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane, Capitaneria di porto e Soprintendenza. Al termine delle valutazioni tecniche si potranno mettere a bando le concessioni pluriennali per le spiagge, superando l’attuale regime di proroga: un passaggio decisivo per garantire continuità agli operatori e inaugurare una stagione di rilancio turistico per Ostia.
Il raggio di intervento
Su 16,8 chilometri totali di costa il Pua interviene su 11,27 chilometri, mentre il litorale è suddiviso in 81 unità minime di intervento (Umi), ciascuna delle quali con una specifica vocazione: stabilimenti balneari gestiti tramite concessione demaniale; spiagge libere con servizi regolate da convenzione per assicurare la pubblica fruizione; esercizi di ristorazione che includono una spiaggia libera con servizi abbinata, gestita con affidamento unico. Sono previste, inoltre, tre unità destinate ad attività ricreative e sportive e una per il noleggio di imbarcazioni e attrezzature balneari soggette a concessione demaniale.
Almeno metà del litorale con visuale libera
In totale il Pua individua 50 concessioni e 31 spiagge a fruizione pubblica. Uno degli interventi più importanti riguarda l’accessibilità attraverso l’abbattimento del lungomuro: saranno 30, in totale, i varchi pubblici distribuiti lungo tutto l’arenile con una distanza massima di 300 metri l’uno dall’altro. Almeno metà del litorale dovrà consentire la libera visuale del mare e il 57 per cento dell’arenile in metri lineari dovrà essere riservato alle spiagge libere, una ogni 300 metri. Tra gli obiettivi, la destagionalizzazione per rendere Ostia viva tutto l’anno: i concessionari potranno rimanere aperti anche da ottobre ad aprile mantenendo i servizi essenziali, la piccola ristorazione e la pulizia delle aree.
Gualtieri: «Procediamo con la riqualificazione»
«Con questo Piano mettiamo mano alla riqualificazione complessiva del mare di Roma e definiamo regole chiare — sottolinea il sindaco, Roberto Gualtieri — . Rafforziamo l’accessibilità agli arenili con varchi pubblici per arrivare al mare, superiamo il lungomuro e fissiamo confini certi per gli stabilimenti». Per Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica, il Pua «costituisce un impianto strategico per trasformare Ostia e permettere alle sue spiagge di riconquistare un ruolo centrale sia per i romani sia per i turisti». Soddisfatto anche il responsabile del Patrimonio, Tobia Zevi, che parla di «passo decisivo» per arrivare alla pubblicazione di bandi pluriennali per la gestione delle concessioni balneari «che consentono investimenti a lungo termine».
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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 14:25)
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