Più che la prevenzione da attacchi ucraini, le restrizioni alimentano le voci su un possibile colpo di Stato mentre infuria la lotta intestina tra gli apparati di sicurezza fedeli al Cremlino. Secondo un rapporto dell’intelligence europea citato dalla Cnn, le divisioni sono aumentate dopo l’omicidio, lo scorso 22 dicembre, del capo dell’addestramento operativo dello stato maggiore russo, Fanil Sarvarov. L’uccisione, causata dall’esplosione di una autobomba a Mosca, ha messo in agitazione i vertici militari con il capo di stato maggiore, Valeri Gerasimov, che ha criticato Alexander Bortnikov (capo del servizio di sicurezza federale) per non aver protetto i suoi ufficiali.