di
Laura Martellini

Polemiche anche di alcuni comitati civici dopo il bando del Mic per un «ampliamento delle strutture espositive e di servizio». Il museo: esigenze di maggiore fruibilità, agibilità e sicurezza

Un bando per la «sponsorizzazione tecnica di un progetto di fattibilità tecnico-economica volto all’ampliamento delle strutture espositive e di servizio»: a lanciare la gara internazionale è la Galleria Borghese, che si sa, custodendo tesori unici al mondo, è costretta a fare i conti con la turnazione dei visitatori e gli accessi contingentati per gli spazi limitati. Un  ampliamento consentirebbe di esporre opere ora chiuse negli archivi. E di garantire ulteriore sicurezza al complesso. Prima a rispondere alla chiamata la Proger Spa, società di ingegneria e architettura con sede a Pescara: la sua proposta di sponsorizzazione sarebbe già stata accettata dal museo.

La Villa è comunale, vincolanti i pareri di Roma Capitale

Si tratta di una fase del tutto embrionale. Se infatti la Galleria attiene al ministero della Cultura, Villa Borghese è comunale. Quindi dell’iniziativa è stato immediatamente messo al corrente il Campidoglio, che con una memoria di giunta ha preso atto della richiesta avanzata dalla rinomata istituzione. La conferma arriva dall’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, che cerca di spegnere sul nascere ogni timore: «Abbiamo accolto le idee della dirigenza della Galleria Borghese dettate da alcune esigenze che comprendiamo. Abbiamo preso atto delle necessità espresse dal museo, ma prima di tutto si tratta per ora di una volontà generica. Secondo: il progetto di fattibilità tecnica ed economica, il cosiddetto Pfte, è un piano preliminare che deve essere sottoposto al vaglio di nostri tre diversi Dipartimenti di Roma Capitale, proprietaria di Villa Borghese – Ambiente, Cultura, Urbanistica – e della Sovrintendenza comunale, per valutazioni e deduzioni. La legge dello Stato italiano viene prima di tutto. E, preciso, i pareri non saranno solo consultivi ma vincolanti! È ancora presto per qualsiasi valutazione».




















































Italia Nostra: «In campo c’è un altro famoso architetto?»

Una cautela che tende a tranquillizzare tanti che sono già in allarme per eventuali modifiche, fossero anche minime, del paesaggio attorno alla Galleria Borghese. Immediata la reazione delle associazioni Italia Nostra Roma e Bianchi Bandinelli: «Un nuovo edificio adiacente alla Villa? Se la notizia fosse vera saremmo a una svolta clamorosa. Di cosa si tratta? Di una nuova fabbrica da affidare al progetto di un famoso architetto? Questa visione di semplice mercato ha già favorito lo sviluppo di un caotico e distruttivo turismo in cerca di selfie. Ha allontanato i cittadini dai propri musei, contrabbandando la palese mercificazione del patrimonio per “valorizzazione culturale” e declinando le incompetenze decisionali in una continua ed ottusa ricerca di incremento economico». Il timore dichiarato è che qualsiasi intervento, anche il più leggero, possa «rompere la cristallizzata armonia di un singolare contesto che tutto il mondo oggi viene a ossequiare. Sarebbe un enorme delitto». 

La minaccia di mail bombing alla Galleria Borghese

Agguerrito il gruppo Facebook «Sos patrimonio storico di Roma», che oltre a contestare il progetto «internazionale» va all’attacco con una proposta: «È necessario che tutti si facciano sentire, un primo passo è intasare le mail della Galleria Borghese e della sua direttrice riempiendole di critiche in merito al loro folle progetto. Magari non servirà a nulla, ma almeno capiranno che c’è una parte di cittadinanza che ha a cuore queste tematiche e nessuno si può arrogate il diritto di stravolgere uno dei musei più belli che abbiamo in Italia». 


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9 maggio 2026 ( modifica il 9 maggio 2026 | 13:46)