Mosca, 9 maggio 2026 – È stata una parata in tono minore quella che si è tenuta sulla piazza Rossa di Mosca per ricordare la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nel 1945. Per la prima volta, infatti, non sono stati fatti sfilare carri armati e pezzi di artiglieria pesante per il timore di attacchi dall’Ucraina. La Russia non ha voluto correre rischi, nonostante la tregua di tre giorni confermata ieri dal presidente americano Donald Trump e la promessa di Kiev di rispettarla.

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La cerimonia si è aperta con militari russi che sventolavano la bandiera della Federazione sul pavè della piazza. Pochi i leader stranieri presenti, a differenza delle grandi manifestazioni dell’anno scorso per l’80° anniversario. Tra loro il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e quello kazako Kassim-Jomart Tokayev. Unico dell’Unione Europea a presenziare è stato il premier slovacco Robert Fico.

A Mosca la parata del Giorno della Vittoria. Putin: “In Ucraina combattiamo una forza sostenuta dalla Nato”
Il discorso di Putin

Il presidente Vladimir Putin ha dedicato il suo intervento d’apertura proprio al conflitto con Kiev sostenendo che le forze russe stanno avanzando. “La grande impresa della generazione vittoriosa ispira i soldati che oggi svolgono i compiti dell’operazione militare speciale. Essi si oppongono a una forza aggressiva, armata e supportata dall’intero blocco Nato. E nonostante ciò, i nostri eroi continuano ad avanzare”, ha assicurato. La Russia sta inoltre sviluppando armi moderne basandosi sull’esperienza di combattimento: “Accanto ai soldati russi ci sono operai e progettisti, ingegneri, scienziati, inventori. Essi continuano la tradizione dei loro predecessori, basandosi sulla moderna esperienza di combattimento per creare armi avanzate e uniche e avviarne la produzione di massa”, ha aggiunto.

 RUSSIA VICTORY DAY

La parata per l’81° anniversario del Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista (Ansa)

“Sono fermamente convinto: la nostra causa è giusta, siamo uniti, la vittoria è sempre stata e sarà sempre dalla nostra parte”, ha detto ancora il presidente russo dopo aver ricordato “l’eroismo del popolo sovietico” che ha dato “il contributo decisivo alla sconfitta del nazismo, a salvare il proprio Paese, a salvare il mondo”. “La garanzia del successo è la nostra forza morale ed etica, il nostro coraggio e il nostro valore, la nostra coesione e la capacità di resistere a tutto, di superare qualsiasi prova. Abbiamo un obiettivo comune, ognuno dà il proprio contributo alla vittoria: combattendo sia sul campo di battaglia che nelle retrovie”, ha concluso.

Al termine del discorso Putin si è recato sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, per deporre fiori in onore dei caduti.

 RUSSIA VICTORY DAY

La parata per il Giorno della Vittoria sulla Piazza Rossa a Mosca (Ansa)

La polemica con Zelensky

Ieri sera il Cremlino ha anche risposto alla provocazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che alla vigilia aveva pubblicato un decreto contenente le coordinate geografiche della Piazza Rossa, indicate come area da escludere da eventuali attacchi ucraini. La Russia “non ha bisogno del permesso di nessuno” per celebrare la parata, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov. “Guai a chi cerca di ridicolizzare il Giorno della Vittoria e fare battute così stupide”, ha aggiunto Peskov, che ha anche definito “una grande disgrazia” l’atteggiamento del leader ucraino.

Il Cremlino non protrarrà la tregua

È “infondata” la speranza di Donald Trump che il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina venga esteso oltre la data dell’11 maggio, ha affermato oggi il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. “Ma lui ci spera e perché no? Ci sta lavorando”. Tuttavia, ha sottolineato, l’estensione della tregua “non dipende solo da lui, ma anche dalle altre due parti”. Ushakov ha affermato che il cessate il fuoco da oggi all’11 maggio, annunciato ieri da Trump, è stato raggiunto dopo che “i rappresentanti delle amministrazioni russa e americana hanno passato due giorni a discuterne al telefono”.