Jannik ha scelto di vestire tutto di nero, come nelle ultime due partecipazioni agli Internazionali. Le strategie della Nike, che punta al contrasto di stile con Alcaraz

Una pantera nera si aggirava ieri sera sul Centrale del Foro Italico. Silenziosa, dallo sguardo ipnotico, pronta a colpire al momento giusto. Jannik Sinner è tornato a Roma, ed è tornato a vestire il total black che aveva già esibito l’anno scorso e nel 2023, cioè nelle sue ultime due partecipazioni agli Internazionali. Una scelta esplicita del numero 1 del mondo che, un anno fa, si era espresso così: “Preferisco i colori scuri e mi piace indossare completi monocromatici. Penso che mi stiano bene”. All’inizio di questa stagione, agli Australian Open, l’italiano ha dovuto vestire un completo color giallo senape, lasciando intuire – con abile diplomazia – di non averlo apprezzato particolarmente: “Questo è l’outfit per la sessione diurna, ne ho un altro per quella serale (verde oliva, ndr). Se prendo parte al processo decisionale con Nike? L’anno prossimo potrò dire maggiormente la mia sui colori, diciamo così. Saremo più coinvolti”. Per poi aggiungere: “Penso che Nike faccia un lavoro incredibile, perché ha così tanti atleti e così tante cose diverse da considerare. Cambiamo outfit molto spesso durante l’anno, quindi non è facile avere sempre qualcosa che sia perfetto in campo”. 

sinner-alcaraz—  

Premesso che le scelte dello sponsor tecnico dipendono da una serie di fattori, tra cui l’ambiente circostante del torneo e i colori del campo, Nike si è ritrovata in portafoglio i due tennisti più forti del mondo, il cui contrasto di stili si riflette anche nella personalità e nel comportamento. Così, soprattutto negli ultimi tempi, il colosso americano ha cercato di esaltare questa diversità nei kit da gara forniti a Sinner e Carlos Alcaraz: più sobri ed eleganti per Jannik, più sgargianti e audaci per Carlos. Il rischio, a volte, è di tirare il filo fino a spezzarlo. Nike, comunque, è stato il primo grande sponsor a scommettere su Sinner. L’altoatesino era vestito dalla testa ai piedi dal fornitore di racchette Head quando, nel 2019, i manager di Nike si presentarono dal suo entourage mettendo sul tavolo un’offerta da 300 mila euro. Una proposta enorme per un 17enne che soltanto a fine stagione avrebbe iniziato la sua scalata con la vittoria alle Next Gen Atp Finals. L’investimento, col senno di poi, è stato ampiamente ripagato. Ma quante volte capita che un talento non mantenga le aspettative? Nike ci ha visto giusto e, nella primavera del 2022, ha blindato Sinner con un contratto decennale da 15 milioni di euro all’anno. Anche quella, in fondo, fu una scommessa. Jannik, all’epoca, era appena un top 15. Solo dopo sarebbero arrivati quattro Slam, per un totale di 28 titoli, e il trono della classifica mondiale.