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Redazione Cronache

Con la moglie Mirjam, anche lei deceduta, per cinque mesi aveva viaggiato in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il probabile contagio in una discarica evitata dai locali e meta di appassionati di birdwatching

C’è un «paziente zero», il primo che si sarebbe contagiato dando vita poi al focolaio di Hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius. Si chiamava Leo Schilperoord ed era un ornitologo di 70 anni proveniente dal piccolo villaggio di Haulerwijk, in Olanda. È stato lui il primo a morire a bordo della nave.

Insieme alla moglie Mirjam, 69 anni, anche lei ammalatasi e deceduta pochi giorni dopo il marito, aveva intrapreso un viaggio di cinque mesi attraverso il Sud America. La coppia era arrivata il 27 novembre in Argentina, aveva attraversato il Cile e l’Uruguay documentando la fauna selvatica e continuando a coltivare la passione comune per l’ornitologia.



















































A fine marzo marito e moglie erano tornati in Argentina, dove avevano partecipato a un’escursione di birdwatching vicino a Ushuaia, città meridionale e luogo famoso tra gli appassionati di fauna selvatica. Il 27 marzo, gli Schilperoord hanno visitato una grande discarica a cielo aperto situata a circa sei chilometri dalla città. Nonostante sia fortemente contaminata ed evitata dagli abitanti del luogo, la zona è una meta popolare per gli appassionati di birdwatching grazie alle rare specie di uccelli che la popolano, tra cui il caracara dalla gola bianca, talvolta chiamata anche caracara di Darwin.

Secondo le prime ipotesi formulate, Leo Schilperoord e la moglie potrebbero aver inalato particelle disperse nell’aria contaminate da escrementi di ratti del riso pigmei dalla coda lunga, portatori del ceppo andino dell’Hantavirus. che può essere trasmesso tra esseri umani.

Il 1° aprile la coppia si è imbarcata sulla MV Hondius insieme a oltre 80 passeggeri, molti dei quali scienziati e appassionati di birdwatching. Il 6 aprile Schilperoord ha manifestato i primi sintomi, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente ed è morto a bordo l’11 aprile. La moglie Mirjam è sbarcata con la salma del marito sull’isola di Sant’Elena il 24 aprile. Ammalatasi anche lei, è morta all’aeroporto di Johannesburg il 25 aprile, mentre tentava di rientrare in Olanda.

La coppia era abbastanza nota nell’ambiente ornitologico. Nel 1984 aveva curato uno studio sulle oche dalle zampe rosse pubblicato sulla rivista olandese Het Vogeljaar. Aveva partecipato a diverse spedizioni di birdwatching in tutto il mondo.

10 maggio 2026 ( modifica il 10 maggio 2026 | 12:55)