L’Iran ha risposto agli Stati Uniti sulla proposta per concludere il conflitto, offrendo concessioni significative sul programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz. Ma per il presidente Usa Donald Trump, la risposta iraniana è \”totalmente inaccettabile\”. E Teheran replica: \”La sua reazione non è importante\”.\n\n
Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti informate, Teheran si è detta pronta a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti, chiedendo però garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. Disponibilità anche a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma per un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Stati Uniti. Escluso invece lo smantellamento degli impianti e richiesto l’avvio entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari.
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Sul piano regionale, Teheran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Secondo le fonti citate, la risposta iraniana lascia ancora alcune lacune e non risolve completamente le questioni considerate centrali da Washington, ma rappresenta comunque un passo importante verso una possibile intesa.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fa comunque sentire la sua voce in serata affermando su Truth che l’Iran \”si è presa gioco degli Stati Uniti e del resto del Mondo per 47 anni\”, e che ora \”non riderà più\”. Toni minacciosi dal presidente Usa e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu sull’uranio iraniano. \”A un certo punto prenderemo l’uranio arricchito, ne abbiamo il controllo”, ha detto Trump. La scorta iraniana di uranio arricchito deve essere \”eliminata\” prima che la guerra tra il duo Usa-Israele e l’Iran possa considerarsi conclusa, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. \”L’Iran non si piegherà mai al nemico\”, ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che \”se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell’Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali\”.
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L’Iran ha inoltre avvertito Francia e Regno Unito che risponderà in modo \”fermo e immediato\” al dispiegamento di navi militari nei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per garantire la libertà di navigazione nella regione. In risposta Macron ha riferito che la Francia non ha \”mai preso in considerazione\” un \”dispiegamento\” militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì \”una missione ad hoc\” con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, \”in concerto con l’Iran\” e non appena \”le condizioni lo permetteranno\”. Intanto, il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi.
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Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di \”Numeri\”, approfondimento di Sky TG24.
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All’Iran non interessa la reazione di Donald Trump, che ha definito \”totalmente inaccettabile\” la risposta di Teheran alla proposta Usa per porre fine al conflitto. A darne notizia è l’agenzia Tasnim. Secondo le fonti citate, \”nessuno in Iran fa piani per compiacere Trump\” e \”il team di negoziatori deve solo fare piani per i diritti della naziona iraniana\”.
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Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato la premier Giorgia Meloni. Tra i temi al centro del faccia a faccia la situazione nello Stretto di Hormuz, con la nuova escalation di ieri sera, e la crisi in Libano. Un’ora e mezza di faccia a faccia, che Palazzo Chigi definisce \”franco\”. La premier è stata molto diretta e chiara, secondo quanto filtra da fonti governative: ha sottolineato che deve difendere, e continuerà a farlo, gli interessi italiani sui vari dossier transatlantici aperti, dai dazi alle ricadute economiche di un conflitto, quello in Iran, che non ha mai condiviso. E di cui l’Italia attende la fine per intervenire con due navi cacciamine in una missione internazionale nello Stretto di Hormuz. \”Ottimo incontro con la premier italiana Meloni a Roma per rafforzare la duratura partnership strategica Usa-Italia\”, ha scritto su X il segretario di Stato americano.
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Il presidente americano, Donald Trump, ha precisato parlando con Axios della sua telefonata con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che i negoziati con l’Iran riguardano solo lui e non altri. \”È stata una conversazione molto piacevole. Abbiamo un buon rapporto, ma questa è una questione mia, non di nessun altro\”, ha affermato riferendosi ai negoziati con Teheran.
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Telefonata Trump-Netanyahu , dopo la risposta dell’Iran all’ultima proposta di cessate il fuoco statunitense. Lo riferisce la Cnn citando \”un funzionario israeliano e una fonte israeliana a conoscenza della telefonata\”.
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La chiamata tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump sarebbe avvenuta domenica sera. Un video pubblicato sui social media mostra Netanyahu che si scusa di non poter partecipare a un incontro con i leader delle comunità druse e circasse, affermando di dover parlare al telefono con Trump.
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Trump e Netanyahu sono stati in contatto regolarmente, mentre gli Stati Uniti cercavano di far progredire i negoziati per il cessate il fuoco con l’Iran. In un’intervista a \”60 Minutes\” della CBS, in onda domenica, Netanyahu ha affermato che c’è \”del lavoro da fare\” sull’Iran. Il Primo Ministro israeliano ha anche dichiarato che Trump concordava con lui sull’importanza di rimuovere le scorte di uranio altamente arricchito di Teheran, una delle questioni chiave che gli Stati Uniti hanno cercato di affrontare.
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\”Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘Rappresentanti’ dell’Iran. Non mi piace TOTALMENTE INACCETTABILE! Grazie per l’attenzione a questa materia\”. È il post su Truth del presidente americano, Donald Trump.
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Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.
“,”postId”:”28175a05-c75f-4838-a037-3400e1cf629a”,”postLink”:{“title”:”Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/08/guerra-iran-conseguenze-economiche”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/de5839eb85f014f8f94ac505e8334991ae468be0/social-cards/skytg24/2026/04/20/original-7091f3f8-3611-4209-a35a-6bccbf121889.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-05-10T19:52:52.750Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T21:52:52+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wsj: \”Teheran per stop arricchimento inferiore a 20 anni\””,”content”:”
Nella sua risposta agli Stati Uniti l’Iran avrebbe\nmanifestato disponibilita’ a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma\nper un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Usa. Lo riporta il\nWall Street Journal secondo cui il testo iraniano esclude lo\nsmantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le\nrichieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma\natomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il\ndocumento prevede inoltre l’avvio, entro i prossimi 30 giorni, di\nnegoziati specifici sulle questioni nucleari.
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Nella sua risposta agli Stati Uniti, l’Iran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal.
“,”postId”:”c94e5f27-c9de-4b8d-b10b-cabf3d1562da”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T19:41:03.630Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T21:41:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wsj: \”Ok Teheran a spostamento uranio già arricchito\””,”content”:”
L’Iran si è detto pronto a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti. È quanto riporta il Wall Street Journal citando fonti informate sulla riposta di Teheran inviata nelle scorse ore al Pakistan per un accordo con gli Stati Uniti. L’Iran avrebbe tuttavia chiesto garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire.
“,”postId”:”382d0700-5453-45e2-831f-9bcea5bf2001″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T19:40:14.670Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T21:40:14+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wsj: \”Teheran per stop arricchimento inferiore a 20 anni\””,”content”:”
Nella sua risposta agli Stati Uniti l’Iran avrebbe manifestato disponibilità a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma per un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui il testo iraniano esclude lo smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il documento prevede inoltre l’avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari.
“,”postId”:”32dd6ae7-ae42-43d0-8f8f-20e946b75330″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T19:30:45.220Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T21:30:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: \”Risposta a Usa chiede controllo Hormuz e revoca sanzioni\””,”content”:”
La risposta dell’Iran alla proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra , i cui contenuti non sono stati ufficialmente divulgati, includerebbe la richiesta di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, quella di revocare tutte le azioni relative al petrolio e quella di sbloccare i fondi iraniani congelati. Lo riporta l’emittente Al Mayadeen, affiliata a Hezbollah, citando fonti a conoscenza dei fatti, secondo quanto scrive il Times of Israel. Secondo le fonti, i negoziati continueranno a svolgersi solo tramite comunicati scritti trasmessi da mediatori iraniani.
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L’operazione militare-umanitaria ideata dal Presidente Usa dovrebbe consentire il passaggio delle navi bloccate a nord attraverso lo stretto di Hormuz. Ma cosa c’è dietro ed è realmente applicabile? E quali conseguenze potrebbe avere in termini di raggiungimento di un accordo di pace?
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Si e’ tenuta nella serata una telefonata tra il\npresidente americano, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin\nNetanyahu. Lo riportano i media israeliani.
“,”postId”:”6d5c5254-8844-4bf1-9f7e-a307c59fa8c6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T19:20:13.373Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T21:20:13+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Abukesheck all’arrivo a Barcellona: \”Tornerò a bordo della Flotilla in Turchia\””,”content”:”
\”Non ci arrenderemo, lavoreremo un giorno dopo l’altro, perché le lotte richiedono sacrificio. Sono a Barcellona per preparare la valigia e unirmi di nuovo nei prossimi giorni ai miei compagni in Turchia\”. Lo ha detto Saif Abukesheck, l’attivista ispano-palestinese della Global Sumud Flotilla scarcerato con il brasilianoThiago Avila, dopo giorni di isolamento in cella in Israele, al suo arrivo all’aeroporto della città catalana, dove risiede. Abukesheck è stato accolto da una folla festante di attivisti pro-pal. \”Il nostro cammino è appena cominciato\”, ha detto l’attivista, ripreso dall’emittente pubblica Tve. E ha assicurato di essere pronto a unirsi agli equipaggi della Global Sumud Flotilla, scampati all’intercettazione da parte dell’esercito israeliano in acque internazionali a largo di Creta lo scorso 1° maggio, attualmente nel porto turco di Marmaris, per proseguire la spedizione finalizzata a \”rompere il blocco israeliano\” alla Striscia. \”Non siamo eroi né vogliamo esserlo. Ciò che vogliamo è che si parli e si racconti quanto accade ogni giorno in Palestina\”, ha segnalato Abukeshek.
“,”postId”:”9171777f-a702-4357-977c-490aef05385e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T19:00:00.629Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T21:00:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane”,”content”:”
A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato: si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo.
“,”postId”:”4c7fe862-885a-4385-93ac-cd2330dbc73b”,”postLink”:{“title”:”Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane”,”url”:”https://tg24.sky.it/economia/2026/05/06/guerra-iran-crisi-energetica-impatto-imprese-italia”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/5015c871ce3fc5d97342633feea4d50310f2ec58/skytg24/it/economia/2022/12/06/istat-pil-italia-2022/Pil.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:59:01.437Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:59:01+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf annuncia uccisione forze elite di Hamas a Gaza”,”content”:”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso oggi nella Striscia di Gaza dei membri delle forze d’élite Nukhba di Hamas, stando a quanto riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano essi sono stati identificati da truppe sul campo, che hanno allertato l’aeronautica militare israeliana della loro presenza: la forza aerea ha poi \”colpito ed eliminato\” gli obiettivi \”al fine di rimuovere la minaccia\”. In un incidente separato, avvenuto durante la notte, le truppe israeliane hanno identificato altri due operativi \”che svolgevano attività sospette sul terreno nell’area della Linea Gialla\”, si legge in un comunicato Idf. Gli operativi \”si sono avvicinati alle truppe, rappresentando una minaccia imminente\”, e anche loro sono stati presi di mira in un attacco aereo. \”Le truppe dell’Idf sotto il Comando Meridionale rimangono schierate in conformità con l’accordo di cessate il fuoco e continueranno a operare per rimuovere qualsiasi minaccia immediata\”, aggiunge la dichiarazione.
“,”postId”:”69098e5b-0578-43ba-b098-4324ef208d28″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:58:29.684Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:58:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Usa: \”Trump farà pressione su Xi per il dossier iraniano\””,”content”:”
Donald Trump farà pressione sul presidente cinese Xi Jinping in merito alla questione iraniana durante la sua visita a Pechino della prossima settimana. Lo ha riferito un alto funzionario dell’amministrazione, mentre il presidente Usa è impegnato a cercare un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. \”Mi aspetto che il presidente eserciti pressione\”, ha detto il funzionario nel corso di una telefonata con i giornalisti, aggiungendo, a condizione di anonimato, che Trump ha agito in tal senso anche in precedenti colloqui avuti con il leader cinese.
“,”postId”:”f0192842-4130-4307-9142-76770dd3d1e0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:36:00.305Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:36:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani”,”content”:”
L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti.
“,”postId”:”cfa63dbe-b1cf-4154-ab91-514c1efc12f1″,”postLink”:{“title”:”Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani”,”url”:”https://tg24.sky.it/economia/2026/05/10/rincari-benzina-diesel-bollette-costo-italiani-regioni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/d732e4b319ce780a98767a193b0cbf9f4a493e22/skytg24/it/economia/2023/09/27/bonus-benzina-80-euro-energia-elettrica-2023/gas_benzina_luce_hero_ipa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:22:12.407Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:22:12+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, fonti: \”In intesa nucleare, Hormuz, sanzioni e Libano\””,”content”:”
La risposta dell’Iran alle proposte degli Stati\nUniti per un accordo complessivo e’ stata formulata in termini \”realistici\ne positivi\” e punta a un’intesa che affronti contemporaneamente il dossier\nnucleare, lo Stretto di Hormuz, la revoca totale delle sanzioni e la fine\ndella guerra nella regione, in particolare in Libano. Lo ha riferito una\nfonte iraniana di alto livello ad Al Jazeera. Secondo la fonte, la\nrisposta di Teheran insiste innanzitutto sulla necessita’ di una \”chiara e\ngarantita\” procedura per l’eliminazione di tutte le forme di sanzioni\nimposte alla Repubblica islamica. Il documento inviato agli interlocutori\ncontiene inoltre la richiesta di \”garanzie internazionali chiare\”\nsull’attuazione di qualsiasi eventuale accordo che dovesse essere concluso\ncon Washington. La fonte ha spiegato che la proposta iraniana si concentra\nanche sulla cessazione del conflitto in tutta la regione, \”in particolare\nin Libano\”, e sulla composizione delle divergenze con gli Stati Uniti. \”La\nscelta ora e’ nelle mani di Washington e il suo impegno verso il realismo\npolitico sara’ decisivo\”, ha affermato la fonte, aggiungendo che un\napproccio positivo da parte americana consentirebbe di far avanzare\nrapidamente i negoziati. Secondo la stessa fonte, la posizione iraniana si\nfonda \”sugli interessi supremi del Paese\” e tiene conto delle\nconsultazioni condotte da Teheran con gli Stati della regione.
“,”postId”:”ff49457d-5928-4dcc-881c-343232aa5d76″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:19:00.020Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:19:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: \”L’Iran prende in giro gli Usa, ma non riderete più\””,”content”:”
\”L’Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!), e ha finalmente fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato presidente. Egli non è stato solo benevolo nei loro confronti, è stato eccezionale: si è schierato apertamente dalla loro parte, scaricando Israele e tutti gli altri Alleati, e concedendo all’Iran una nuova, importante e potentissima linfa vitale\”. E’ quanto scrive il presidente Donald Trump su Truth nel pieno dei negoziati, mettendo in guardia Teheran sul fatto che \”non riderà più\”. \”Centinaia di miliardi di dollari – oltre a 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati in aereo fino a Teheran – sono stati loro serviti su un piatto d’argento. Ogni banca di Washington DC, della Virginia e del Maryland è stata svuotata; si trattava di una somma di denaro talmente ingente che, al suo arrivo, i delinquenti iraniani non avevano la minima idea di cosa farne\”, ha aggiunto Trump, toccando temi tradizionali del suo repertorio. \”Non avevano mai visto una quantità di denaro simile e non la vedranno mai più. Il denaro è stato scaricato dall’aereo in valigie e borsoni, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Avevano finalmente trovato il più grande ‘fesso’ di tutti, sotto le spoglie di un presidente americano debole e stupido. È stato un disastro come nostro ‘Leader’, ma non così terribile quanto ‘Sleepy Joe’ Biden! Da 47 anni gli iraniani ci ‘tengono a bada’, ci fanno aspettare, uccidono la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, reprimono le proteste e, di recente, hanno massacrato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, che ora è di nuovo GRANDE. Non rideranno più!\”, ha concluso il tycoon.
“,”postId”:”dbb11e9e-068e-456f-b1f1-282658cbc3f1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:08:54.458Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:08:54+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Modi invita indiani a ridurre consumo carburante”,”content”:”
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha\ninvitato i cittadini a ridurre il consumo di benzina e diesel a causa\ndelle difficolta’ di approvvigionamento provocate dalla guerra in Medio\nOriente e dal blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz. \”Dobbiamo\nridurre il nostro consumo di benzina e diesel. Nelle citta’ servite dalla\nmetropolitana dovremmo cercare di usare la metropolitana. Se dobbiamo\nutilizzare un’auto, dovremmo provare a condividere il viaggio con altre\npersone\”, ha dichiarato Modi durante un comizio nello Stato del Telangana,\nnel sud del Paese. Il premier ha sottolineato che la riduzione dei consumi\ne’ necessaria anche per contenere la spesa in valuta estera destinata alle\nimportazioni di carburanti. \”Dobbiamo attribuire la massima importanza\nalla conservazione delle riserve in valuta estera, perche’ benzina e\ndiesel sono diventati estremamente costosi a livello globale\”, ha\naffermato. Modi ha inoltre esortato la popolazione a riprendere alcune\npratiche di risparmio energetico adottate durante la pandemia di Covid-19.\n\”Dobbiamo tornare a privilegiare il telelavoro, le videoconferenze e le\nriunioni virtuali\”, ha consigliato. L’India e’ uno dei pochi Paesi della\nregione a non aver aumentato i prezzi di benzina e diesel per i\nconsumatori e a non aver introdotto forme di razionamento. Il governo ha\ntuttavia ritoccato al rialzo i prezzi del Gpl, combustibile essenziale per\nla cucina domestica.
“,”postId”:”9dbfd3b3-5185-48b9-9909-7746b3074062″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T18:00:42.626Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T20:00:42+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: \”Iran ci ha presi in giro per 47 anni, ora smettera\””,”content”:”
Il presidente americano, Donald Trump, accusa\nl’Iran di \”aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti e il resto\ndel mondo per 47 anni\” ma che ora \”smetteranno di ridere\”. Lo scrive in un\nlungo post su Truth. \”Per 47 anni gli iraniani ci hanno ‘presi in giro’,\nci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe\nlungo le strade, hanno distrutto le proteste e recentemente hanno\nsterminato 42 mila manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro\nPaese, ora di nuovo grande. Non rideranno piu’!\”, afferma il capo della\nCasa Bianca. \”L’Iran ha giocato con gli Stati Uniti e con il resto del\nmondo per 47 anni (posticipare, posticipare, posticipare!), e poi\nfinalmente ha fatto centro quando Barack Hussein Obama e’ diventato\nPresidente. Non solo e’ stato buono con loro, e’ stato fantastico,\nschierandosi dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri\nalleati, e dando all’Iran una nuova, importantissima opportunita’\”,\ndenuncia Trump. \”Centinaia di miliardi di dollari, e 1,7 miliardi di\ndollari in contanti, trasportati a Teheran, sono stati serviti su un\npiatto d’argento. Ogni banca di Washington, Virginia e Maryland e’ stata\nsvuotata: c’erano cosi’ tanti soldi che, quando sono arrivati, i criminali\niraniani non sapevano cosa farne. Non avevano mai visto soldi del genere e\nnon li vedranno mai piu’. Sono stati scaricati dall’aereo in valigie e\nborse, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Hanno\nfinalmente trovato il piu’ grande imbecille di tutti, nella persona di un\ndebole e stupido presidente americano. E’ stato un disastro come nostro\n\”leader\”, ma non cosi’ male come il sonnolento Joe Biden!\”, aggiunge.
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La Cina può agire da garante di un eventuale accordo tra Iran e Stati Uniti, ha dichiarato via social Abdolreza Rahman Fazli, l’ambasciatore di Teheran a Pechino. \”Qualsiasi potenziale accordo deve necessariamente essere accompagnato da garanzie delle grandi potenze ed essere sollevato anche in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite\”, ha scritto, sottolineando che Cina e Russia \”sono due potenze importanti e influenti, e data la posizione che la Cina detiene per l’Iran e altri paesi nella regione del Golfo Persico, Pechino può fungere da garante per qualsiasi accordo\”.\nNon è la prima volta che i funzionari iraniani indicano la Cina come possibile garante in un accordo di pace, rileva la Cnn. A inizio aprile il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha visitato la Cina prima dei colloqui tra Usa e Iran a Islamabad con il probabile intento di discutere il ruolo di Pechino come garante, stando a quanto dichiarato da fonti ufficiali pakistane all’emittente statunitense. Nello stesso mese il Ministero degli Affari Esteri cinese ha dichiarato alla Cnn che la Cina \”sostiene gli sforzi di mediazione del Pakistan e di altri Paesi\” ed è disposta a \”mantenere comunicazione e coordinamento con tutte le parti per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel perseguire la pace\”.
“,”postId”:”10d96c16-73ca-4aca-85c5-25c454c4b988″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:58:37.344Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:58:37+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Usa valutano sospensione accise sulla benzina “,”content”:”
L’amministrazione americana di Donald Trump apre\nalla possibilita’ di sospendere la tassa federale sulla benzina per\nabbassare i prezzi alla pompa. \”Questa amministrazione sostiene tutte le\nmisure che possono essere adottate per abbassare il prezzo alla pompa e\nridurre i costi per gli americani\”, ha affermato il segretario all’Energia\nChris Wright, al programma \”Meet the Press\” della Nbc News. Wright ha\nripetutamente affermato di non poter garantire se i prezzi della benzina o\ndel gasolio scenderanno sotto i 3 dollari al gallone (3,8 litri) entro la\nfine dell’anno, o se saliranno sopra i 5 dollari, a causa della guerra tra\nStati Uniti e Israele contro l’Iran, ma ha sostenuto che le prospettive\nper la produzione di energia in paesi come il Venezuela sono\n\”incredibilmente positive\”. Il prezzo medio della benzina negli Stati\nUniti e’ attualmente di 4,52 dollari al gallone, secondo l’American\nautomobile association, con una tassa federale di circa 18 centesimi al\ngallone.
“,”postId”:”d1ff0c9e-a913-4520-9f31-74f17a5b6a5d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:49:42.703Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:49:42+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: \”Stasera telefonata Netanyahu Trump\””,”content”:”
L’emittente israeliana Channel 14 riferisce di una\ntelefonata prevista stasera tra il premier israeliano, Benjamin Netanyahu,\ne il presidente americano, Donald Trump.
“,”postId”:”5629e664-d6f4-4653-a8eb-ac3ca450d2c8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:46:39.477Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:46:39+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: Idf annuncia nuovi attacchi su infrastrutture Hezbollah”,”content”:”
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver condotto nuovi attacchi nel sud del Libano, affermando in un comunicato di aver colpito delle infrastrutture appartenenti a Hezbollah. Gli attacchi arrivano all’indomani della morte di 22 persone, tra cui una bambina di 2 anni, per via delle operazioni israeliane, secondo l’Agenzia di stampa nazionale libanese. Hezbollah ha rivendicato di aver lanciato 22 attacchi contro le forze militari israeliane nella giornata di ieri.
“,”postId”:”9441287c-46a4-429b-94b3-e6f1c6a8a1dc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:45:15.174Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:45:15+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pakistan conferma risposta Teheran ma non divulga dettagli “,”content”:”
Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz\nSharif, ha confermato che il suo Paese ha ricevuto la risposta dell’Iran\nall’ultima proposta di pace presentata dagli Stati Uniti per porre fine\nalla guerra nel Golfo Persico. Durante un discorso al Pakistan Monument,\nSharif ha riferito che il feldmaresciallo Asim Munir gli aveva appena\ncomunicato l’arrivo del documento iraniano, senza tuttavia fornire\ndettagli sul contenuto per ragioni di riservatezza diplomatica. \”Il\nfeldmaresciallo mi diceva poco fa che la risposta dell’Iran e’ stata\nricevuta. Non posso fornire ulteriori dettagli\”, ha affermato il premier\ndavanti ai vertici militari e politici del Paese. Sharif ha rivendicato il\nruolo svolto da Islamabad nel favorire la ripresa del dialogo tra Teheran\ne Washington dopo oltre un decennio. \”Per stabilire la pace nel Paese\nfratello islamico dell’Iran, il Pakistan sta compiendo sforzi sinceri. Non\nsolo abbiamo convinto le parti a un cessate il fuoco, ma abbiamo svolto un\nruolo chiave\”, ha dichiarato. Il capo del governo ha inoltre elogiato\npubblicamente il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar e\nlo stesso Munir per il loro impegno nel processo di mediazione, volto a\nevitare che l’amministrazione del presidente Donald Trump riattivi il\ncosiddetto \”Project Freedom Plus\”, l’operazione militare concepita per\nrompere con la forza il blocco navale iraniano.
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Mark Kelly, senatore democratico dell’Arizona, ha definito \”scioccante\” lo stato delle scorte di munizioni nel contesto della guerra tra Usa e l’Iran, citando briefing del Pentagono che dettagliavano i livelli di munizioni specifiche, stando a quanto riporta Cbs.\n\”Penso sia giusto dire che è scioccante quanto profondamente abbiamo attinto da questi depositi, perché questo presidente ha trascinato il nostro Paese\” nel conflitto armato \”senza un obiettivo strategico, senza un piano, senza una tempistica\”, ha detto Kelly nel corso di un’intervista al programma \”Face the Nation\” dell’emittente statunitense.\n\”Per questo motivo, abbiamo utilizzato molte munizioni, e ciò significa che il popolo americano è meno al sicuro\”, ha aggiunto, sottolineando che le riserve sono esaurite \”che si tratti di un conflitto nel Pacifico occidentale con la Cina o altrove nel mondo\” e che ci vorranno \”anni\” per ricostituire le scorte.
“,”postId”:”ab0266cc-9ed6-4b2d-b3e7-8ab0704904d9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:14:22.744Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:14:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Macron: \”Mai considerato un dispiegamento a Hormuz ma missione ad hoc\””,”content”:”
La Francia non ha \”mai preso in considerazione\” un \”dispiegamento\” militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì \”una missione ad hoc\” con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, \”in concerto con l’Iran\” e non appena le condizioni lo permetteranno\”. Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa a Nairobi rispondendo alle minacce di Teheran contro Parigi e Londra nel caso dispegassero navi da guerra nello Stretto. \”Non si è mai parlato di un dispiegamento, ma siamo pronti\”, ha insistito Macron.
“,”postId”:”9a5b77a6-f322-4ed3-a017-a4d2a43c8dfe”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:05:28.957Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:05:28+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, bilancio attacchi Israele: 2.846 morti e 8.693 feriti “,”content”:”
Il numero di morti causati dagli attacchi\nisraeliani in Libano dal 2 marzo e’ salito a 2.864, mentre il numero dei\nferiti ha raggiunto quota 8.693. Il bilancio aggiornato e’ stato diffuso\ndal Centro operativo per le emergenze sanitarie, parte del ministero della\nSalute pubblica libanese. Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 69\ndecessi, secondo l’agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Durante\nl’offensiva israeliana sul Libano, finora sono stati uccisi 108 operatori\nsanitari mentre quelli feriti sono 249.
“,”postId”:”d1ad5713-72ff-43b2-b74d-4a910642b2e1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T17:04:49.200Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T19:04:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pezeshkian: \”Negoziato non significa ritirata\””,”content”:”
\”Non ci inchineremo mai di fronte al nemico, e se si parla di dialogo o negoziato, ciò non significa resa o ritirata\”. Lo dichiara via social il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con riferimento ai dialoghi in corso con gli Stati Uniti. \”Piuttosto, l’obiettivo è difendere i diritti della nazione iraniana e proteggere gli interessi nazionali con ferma determinazione\”, aggiunge.
“,”postId”:”4544fffa-2066-4a03-9d1f-a5f7f6d8271f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T16:31:33.308Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T18:31:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Macron: \”Mai considerato dispiegamento Hormuz ma pronti\””,”content”:”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che per quanto riguarda la Francia \”non si e’ mai parlato di un dispiegamento\” nello Stretto di Hormuz. Si dice tuttavia \”pronto\” a farlo. Lo ha dichiarato in un intervento a Nairobi. Macron ha affermato che il suo Paese non ha\n\”mai preso in considerazione\” un \”dispiegamento\” di forze navali nello\nStretto di Hormuz, bensi’ una missione di sicurezza \”in concerto con\nl’Iran\”. Durante una conferenza stampa a Nairobi, il presidente francese\nha ribadito la sua posizione, ovvero di opporsi a \”qualsiasi blocco, da\nqualunque parte provenga\”, sia esso dagli Stati Uniti o dall’Iran, e di\n\”rifiutare qualsiasi pedaggio, da qualunque parte provenga\”, al fine di\n\”garantire la liberta’ di navigazione\”. La sua dichiarazione era una\nrisposta all’Iran, che nelle scorse ore aveva minacciato una \”risposta\ndecisiva e immediata\” in caso di dispiegamento di navi francesi e\nbritanniche nello Stretto di Hormuz, in seguito all’annuncio da parte di\nParigi e Londra del dispiegamento di navi da guerra nella regione. \”Non si\ne’ mai parlato di un dispiegamento, ma siamo pronti\”, ha insistito\nEmmanuel Macron. \”Abbiamo istituito una missione ad hoc, co-guidata con il\nRegno Unito, che ha riunito 50 paesi e organizzazioni internazionali per\ngarantire, in concerto con l’Iran e attraverso una de-escalation della\nsituazione con tutti i paesi della regione e gli Stati Uniti, la ripresa\ndel traffico marittimo non appena le condizioni lo consentiranno\”, in\nparticolare per il trasporto di fertilizzanti, alimenti e idrocarburi, ha\nspiegato. Nel secondo giorno del suo tour in Africa, il presidente\nfrancese ha sottolineato che \”l’intero continente africano sta attualmente\nsoffrendo a causa del blocco\” dello Stretto di Gibilterra, attraverso il\nquale transita normalmente una grande parte delle esportazioni di petrolio\nmediorientale. La Francia ha annunciato la scorsa settimana che la sua\nportaerei, la Charles de Gaulle, ha attraversato il Canale di Suez per\nessere pronta qualora questa missione dovesse essere attuata in futuro.
“,”postId”:”a3cedf1a-01e9-426b-baa5-d9e92c42f5b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T16:30:41.496Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T18:30:41+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Trump: \”Abbiamo altri obiettivi che potremmo attaccare\””,”content”:”
In Iran, ci sono altri obiettivi da attaccare se\nla guerra non dovesse terminare. Lo ha dichiarato il presidente Donald\nTrump, in un altro passaggio dell’intervista a \”Full Measure\”, programma\ntelevisivo di attualita’ e approfondimento investigativo statunitense,\ncondotto dalla nota giornalista Sharyl Attkisson. \”Possiamo agire in due\nsettimane e colpire qualsiasi obiettivo. Avevamo obiettivi specifici e\nprobabilmente ne abbiamo colpiti il 70%, ma abbiamo anche altri obiettivi\nche potremmo attaccare\”, ha affermato il presidente Usa. Nel rispondere a\nuna domanda di Attkisson sulla fine – gia’ proclamata – della guerra\ncontro la Repubblica Islamica, Trump ha risposto che \”no, non l’ho detto.\nHo detto che hanno fallito, ma questo non significa la fine della loro\ncarriera\”. Nel valutare le operazioni gia’ attuate e quelle che gli Stati\nUniti potrebbero ancora portare avanti in Iran, il titolare della Casa\nBianca ha sottolineato che \”anche se non lo facessimo, ci vorranno molti\nanni per ricostruirli\”.
“,”postId”:”6d5ffd52-5b1e-4fb9-9a66-46f6c6c4670d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T16:14:20.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T18:14:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Usa: \”Finora con blocco dirottate 61 navi e fermate 4\””,”content”:”
\”Oltre 20 navi da guerra statunitensi stanno\nattuando il blocco navale contro l’Iran. Le forze Centcom hanno dirottato\n61 navi commerciali e ne hanno disabilitate 4 per garantire la\nconformita’\”. Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate\namericane, dando un aggiornamento sul bilancio totale del blocco navale da\nquando e’ entrato in vigore.
“,”postId”:”e52a9cfa-547c-4200-adff-23cb5f7e5856″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T16:07:14.792Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T18:07:14+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Usa, valuta sospensione accise su benzina per guerra in Iran”,”content”:”
Gli Stati Uniti stanno valutando di\nsospendere temporaneamente l’imposta federale sulla benzina a causa\ndell’aumento dei prezzi del combustibile provocato dalla guerra con\nl’Iran. Il segretario statale all’Energia, Chris Wright, ha detto all’Nbc\nche la Casa Bianca e’ disponibile a congelare queste imposte per ridurre i\ncosti che gravano sui consumatori.
“,”postId”:”818e667d-fa8f-4211-9884-7c6fdca17248″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T16:06:26.741Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T18:06:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran smentisce perdita petrolio vicino a isola di Kharg “,”content”:”
La Compagnia iraniana dei terminali petroliferi\n(Iran Oil Terminals Company) ha smentito le notizie di una perdita di\npetrolio vicino all’isola di Kharg, secondo quanto riportato dai media\nstatali. La smentita e’ giunta dopo che nei giorni scorsi alcune immagini\nsatellitari sembravano mostrare una grande chiazza a ovest del principale\nhub di esportazione petrolifera del paese nel Golfo Persico.\nL’amministratore delegato della compagnia ha dichiarato che le ispezioni\nnon hanno rilevato alcuna prova di perdite da serbatoi di stoccaggio,\noleodotti, impianti di carico o petroliere operanti vicino all’isola. La\nstessa fonte ha aggiunto che anche il Centro di mutuo soccorso per le\nemergenze marine, un organismo regionale che monitora l’inquinamento\nmarino, non ha segnalato alcun segno di perdita nella zona. Il funzionario\nha affermato che squadre iraniane hanno condotto ulteriori ispezioni sul\ncampo e analisi di laboratorio dopo la diffusione delle notizie e non\nhanno individuato \”nemmeno la piu’ piccola traccia\” di perdita. Una\nqualsiasi fuoriuscita di petrolio dall’isola di Kharg sarebbe un\n\”disastro\” ecologico che innescherebbe immediatamente \”una crisi\nambientale e geopolitica\”, ha dichiarato ad Al Jazeera, Chuk Okereke,\nprofessore di governance globale e politiche pubbliche all’Universita’ di\nBristol. \”Anche se si rivelasse limitata, evidenzia comunque quanto siano\nfragili le infrastrutture energetiche\” nel Golfo \”in un contesto di\ncrescente tensione militare\”, ha analizzato. Poiche’ il Golfo e’ un\n\”bacino idrico semi-chiuso ed ecologicamente sensibile\”, ha spiegato\nOkereke, l’inquinamento da petrolio puo’ persistere molto piu’ a lungo che\nin mare aperto, minacciando la pesca, le mangrovie e la biodiversita’\nmarina. \”Tutti questi ecosistemi saranno a rischio\”, ha avvertito\nl’esperto.
“,”postId”:”5ed4ce33-479e-419e-bb86-ccbeedc054db”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:57:05.103Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:57:05+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: se arrivano navi Francia e Gb risponderemo”,”content”:”
L’Iran ha avvertito Francia e Regno Unito che\nrispondera’ in modo \”fermo e immediato\” al dispiegamento di navi militari\nnei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per\ngarantire la liberta’ di navigazione nella regione. \”Si avverte che la\npresenza di navi francesi, britanniche o di qualsiasi altro Paese per\nsostenere potenzialmente le azioni illegali e contrarie al diritto\ninternazionale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz si trovera’ di\nfronte a una risposta ferma e immediata\”, ha scritto su X il vice ministro\ndegli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Il diplomatico ha sottolineato\nche \”sia in tempo di guerra sia in tempo di pace, soltanto la Repubblica\nislamica dell’Iran puo’ garantire la sicurezza in questo stretto e non\npermettera’ a nessun Paese di interferire in queste questioni\”. Francia e\nRegno Unito hanno annunciato negli ultimi giorni l’invio di unita’ navali\nnel Mar Rosso e nel Golfo di Aden per preparare una futura missione di\ncooperazione congiunta destinata a rafforzare la liberta’ di navigazione\nnell’area di Hormuz, bloccata dal conflitto che coinvolge Stati Uniti,\nIsraele e Iran. Secondo Gharibabadi, la presenza di forze\n\”extra-regionali\” con il pretesto di proteggere la liberta’ di navigazione\nrappresenta una \”militarizzazione di una via marittima vitale\” e\ncostituisce un’escalation della crisi. \”La sicurezza marittima non si\ngarantisce con dimostrazioni di forza militare, soprattutto da parte di\nattori che, attraverso il sostegno, la partecipazione o il silenzio di\nfronte all’aggressione e al blocco, fanno parte del problema\”, ha\naggiunto. Il vice ministro ha sostenuto inoltre che l’origine\ndell’insicurezza nella regione risiede nell’\”uso illegale della forza\”,\nnelle minacce contro gli Stati rivieraschi e nel blocco navale, in\napparente riferimento alle operazioni americane e all’assedio imposto a\nporti e navi iraniane dal 13 aprile. Gharibabadi ha infine ribadito che lo\nStretto di Hormuz non e’ una zona sotto il controllo di potenze esterne e\nha rivendicato \”il diritto della Repubblica islamica a esercitare la\npropria sovranita’ su questa via marittima strategica e a determinarne il\nquadro giuridico\”.
“,”postId”:”27764f78-8c8b-4e6b-80de-f75581aff05c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:47:33.989Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:47:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Netanyahu: \”Guerra non è finita. Prendiamoci l’uranio\””,”content”:”
La guerra con l’Iran \”non e’ finita\” ma l’uranio\narricchito in suo possesso puo’ essere \”portato via\”. Lo ha dichiarato il\npremier israeliano Benjamin Netanyahu alla trasmissione \”60 Minutes\” della\nCbs. \”Non e’ finita perche’ c’e’ ancora materiale nucleare, uranio\narricchito che deve essere portato fuori dall’Iran\”, ha affermato\nNetanyahu. \”Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere\nsmantellati. Ci sono ancora gruppi armati sostenuti dall’Iran. Ci sono\nmissili balistici che vogliono ancora produrre\”, ha avvertito il premier\nisraeliano. Per rimuovere l’uranio arricchito dall’Iran, \”bisogna entrare\ne portarlo via\”, ha sottolineato. Secondo Netanyahu, il presidente Usa\nDonald Trump gli avrebbe detto di voler \”intervenire\”. \”Non parlero’ di\nmezzi militari, ma quello che mi ha detto il presidente Trump e’: ‘Voglio\nentrare li”, e penso che si possa fare fisicamente. Non e’ questo il\nproblema. Se c’e’ un accordo e andiamo a prendercelo, perche’ no? E’ il\nmodo migliore\”. Alla domanda se le forze israeliane o statunitensi si\nimpadroniranno dell’uranio con la forza qualora non si raggiunga un\naccordo, Netanyahu ha risposto: \”Se avete intenzione di farmi queste\ndomande, le evitero’\”.
“,”postId”:”9dce3af0-d277-477f-a12d-bd563b7491a0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:38:50.606Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:38:50+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Netanyahu: \”Guerra non finita, uranio va rimosso\””,”content”:”
La scorta iraniana di uranio arricchito deve essere \”eliminata\” prima che la guerra tra il duo Usa-Israele e l’Iran possa considerarsi conclusa. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso in un’intervista al programma \”60 Minutes\” della Cbs. \”Non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, uranio arricchito, che deve essere rimosso dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati\”, ha detto Netanyahu in un estratto dell’intervista che andrà in onda oggi. \”Ci si va e lo si prende\”, ha risposto il leader israeliano quando gli è stato chiesto come l’uranio potesse essere rimosso.
“,”postId”:”75a23a35-2083-4918-8bed-c1cfdca429ed”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:35:54.721Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:35:54+0200″,”altBackground”:false,”title”:”La procuratrice di Israele si oppone alla nomina del nuovo capo del Mossad”,”content”:”
La procuratrice generale di Israele, Gali Baharav-Miara, ha espresso la sua opposizione alla nomina del prossimo direttore del Mossad, Roman Gofman, in una lettera alla Corte suprema pubblicata oggi dai media israeliani. L’opposizione della procuratrice deriva da un caso risalente al 2022, quando il generale Gofman era di stanza al confine settentrionale di Israele. All’epoca, ricorda nella sua lettera, alcuni ufficiali che agivano \”su ordine di Gofman\” reclutarono, al di fuori di qualsiasi quadro giuridico, Uri Elmakiyes, un diciassettenne, per condurre \”operazioni di raccolta di informazioni e di influenza\” con Paesi nemici, principalmente la Siria. Ignari del fatto che agisse per conto dell’esercito, lo Shin Bet (il servizio di intelligence interno) arrestò il ragazzo, che fu incarcerato per oltre un anno prima che la procura indagasse e ritirasse tutte le accuse. Secondo la procuratrice, Gofman non fece nulla per scagionare il giovane dopo il suo arresto, arrivando persino a negare inizialmente di essere a conoscenza dei fatti. Roman Gofman, attuale segretario militare del primo ministro, è stato nominato da Benyamin Netanyahu nel dicembre 2025 all’incarico di direttore del Mossad. Nei prossimi giorni è prevista un’udienza presso la Corte Suprema per esaminare il caso, a seguito di diversi ricorsi contro la nomina presentati da organizzazioni israeliane per l’integrità e da Uri Elmakiyes. Netanyahu ha scritto alla Corte chiedendo il rigetto di questi ricorsi, affermando che \”la responsabilità per la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini spetta al primo ministro, e solo a lui\”.
“,”postId”:”6dcdf5dd-bc53-4cf0-b13c-1391297758bd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:35:07.532Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:35:07+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Trump: \”Prenderemo uranio arricchito, abbiamo controllo\””,”content”:”
Toni minacciosi dal presidente Usa Donald Trump\nsull’uranio iraniano, mentre Teheran ha appena consegnato la risposta agli\nStati Uniti per tentare di porre fine alla guerra. \”Gli Stati Uniti non\npossono permettere all’Iran di possedere armi nucleari e di avere accesso\nalla capacita’ nucleare\”, ha dichiarato Trump in un’intervista a \”Full\nMeasure\”, programma televisivo di attualita’ e approfondimento\ninvestigativo statunitense, condotto dalla nota giornalista Sharyl\nAttkisson. \”A un certo punto prenderemo l’uranio arricchito, ne abbiamo il\ncontrollo. Se qualcuno si avvicina, possono dirvi il suo nome, il suo\nindirizzo e il suo numero di matricola. Lo stiamo monitorando molto\nattentamente e chiunque si avvicini, lo faremo saltare in aria\”, ha\nminacciato Trump.
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Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno sorvegliando le scorte iraniane di uranio arricchito rimanenti e che le avrebbero \”ottenute a un certo punto\”, in un’intervista con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson registrata settimana scorsa e rilasciata oggi.\nNel corso dell’intervista, Trump ha minimizzato l’idea che il Paese detenga ancora una quantità significativa di uranio arricchito vicino a livelli utili per scopi bellici, che secondo gli ispettori internazionali probabilmente è sepolto nei siti nucleari presi di mira la scorsa estate. Questo nonostante il presidente abbia sostenuto che la guerra fosse volta a garantire che Teheran non potesse mai possedere un’arma nucleare, e abbia ripetutamente parlato di come gli Usa abbiano bombardato i siti nucleari iraniani la scorsa estate, come sottolinea il New York Times.\nAd aprile Trump aveva affermato di \”non preoccuparsi realmente\” dell’uranio arricchito perché era così in profondità. Nell’intervista rilasciata oggi ha ribadito che gli Usa stavano monitorando un sito e avvertito che \”se qualcuno si avvicinasse al luogo, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria\”.
“,”postId”:”64992156-f31f-4cc6-8e6c-c0b01e3f7f07″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:30:38.521Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:30:38+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Trump: \”Basterebbero due settimane per colpire tutti obiettivi\””,”content”:”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un’intervista andata in onda oggi che ci vorrebbero solo due settimane per colpire \”ogni singolo obiettivo\” in Iran, aggiungendo che la repubblica islamica è \”militarmente sconfitta\”. Nel corso della conversazione con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson, registrata la scorsa settimana, ha anche definito la Nato una \”tigre di carta\” e ha accusato gli alleati di Washington di non aver fornito assistenza nella campagna contro Teheran.\n \”Sono militarmente sconfitti. Nella loro mente, forse non lo sanno. Ma penso che lo sappiano\”, ha detto Trump nell’intervista, prima di aggiungere: \”Questo non significa che abbiano finito\”. Ha suggerito che l’esercito americano potrebbe \”intervenire per altre due settimane e colpire ogni singolo obiettivo. Abbiamo certi obiettivi che volevamo, e ne abbiamo colpiti probabilmente il 70%, ma abbiamo altri obiettivi che potremmo potenzialmente colpire\”. \”Ma anche se non lo facessimo, sai, sarebbero solo gli ultimi ritocchi\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”d5a9d0a1-5106-4bdb-b25e-15807bf82c13″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:26:22.778Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:26:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Centcom: \”Respinte 61 navi per garantire il blocco navale all’Iran\””,”content”:”
Oltre 20 navi da guerra americane stanno attuando il blocco navale contro l’Iran. E’ quanto riporta il Centcom, il Comandato militare americano che copre il Medio Oriente, precisando che attività di vigilanza hanno permesso di \”reindirizzare 61 navi commerciali\” e di \”immobilizzarne 4 per garantire il rispetto\” del blocco.\n Il post su X, inoltre, include una foto in cui sono riprese nel mar Arabico la Uss John Finn (DDG 113) che naviga in coda alla Uss Milius (DDG 69), alla Usns Carl Brashear (T-AKE-7) e alla portaerei a propulsione nucleare Uss George H.W. Bush (CVN 77).
“,”postId”:”8c034e2d-3e0b-438d-9e25-5574cf8e6e2f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:15:44.592Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:15:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, condanna Emirati per \”attacchi terroristici\” contro Kuwait”,”content”:”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli\nattacchi con droni contro il Kuwait avvenuti questa mattina. \”Questi\nattacchi terroristici costituiscono una violazione della sovranita’ del\nKuwait e una minaccia alla sua sicurezza e stabilita’\”, ha dichiarato il\nministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in un comunicato. Il\nministero della Difesa del Kuwait aveva precedentemente affermato che\n\”diversi droni ostili\” erano stati rilevati nello spazio aereo del Paese\nall’alba.
“,”postId”:”e95d326f-842c-498b-b343-39bec0387dfc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T15:07:55.405Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T17:07:55+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran contro le navi di Francia e Regno Unito nello Stretto di Hormuz”,”content”:”
Il vice ministro degli Esteri iraniano ha scritto su X che “la presenza di navi da guerra francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz, potenzialmente a supporto delle azioni illegali e contrarie al diritto internazionale degli Stati Uniti, riceverà una risposta immediata e decisa”. Lo riporta Reuters.
\n”,”postId”:”698eed9a-0772-4b10-8f9f-3b7358bdb39b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T14:59:46.308Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T16:59:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: risposta incentrata su fine guerra \”anche in Libano\””,”content”:”
La risposta dell’Iran agli Stati Uniti e’\nincentrata sulla \”fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in\nLibano\”. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irib News Agency,\nsecondo cui la risposta di Teheran inviata al Pakistan fa riferimento\n\”alla fine della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista su\ntutti i fronti, in particolare in Libano\”. Israele ha continuato a\ncondurre attacchi quotidiani in tutto il Libano nonostante l’accordo di\ncessate il fuoco raggiunto tra le parti il 17 aprile e successivamente\nprorogato.
“,”postId”:”f170c92e-cc60-46b0-8a37-edd6e6e489b6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T14:49:46.289Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T16:49:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, prima sessione pubblica parlamento da inizio guerra”,”content”:”
Il parlamento iraniano ha tenuto oggi la\nsua prima sessione pubblica dall’inizio della guerra con Israele e gli\nStati Uniti il 28 febbraio, anche se in modalita’ virtuale per problemi di\nsicurezza. Secondo i media iraniani, il parlamento ha discusso di\n\”turbolenze di mercato, preoccupazioni dell’opinione pubblica e recenti\naumenti dei prezzi\”, mentre l’inflazione su base annua supera il 73% e la\nvaluta nazionale ha toccato un nuovo minimo storico, scambiando oggi a\n1.770.000 rial per dollaro. L’ultima sessione pubblica del parlamento si\nera tenuta il 17 febbraio, undici giorni prima dell’inizio della guerra,\nper discutere la bozza di bilancio per l’anno iraniano 1405 (2026-2027).\nIl ritardo nello svolgimento di nuove sessioni parlamentari e’ stato\nattribuito a problemi di sicurezza. Il presidente del parlamento, Ali\nNikzad, ha dichiarato che \”il Parlamento e i suoi membri hanno svolto un\nruolo attivo fin dal primo giorno di guerra\”, tenendo decine di riunioni\ncon la partecipazione dell’ufficio del presidente, dei presidenti delle\ncommissioni specializzate, dei dipartimenti parlamentari, del centro di\nricerca e di membri del governo per valutare i danni e studiare i\nmeccanismi di risarcimento. Durante questo periodo, il parlamento ha\npresentato un disegno di legge per l’introduzione di pedaggi per le navi\nche transitano nello Stretto di Hormuz.
“,”postId”:”c8416b59-d0a2-4028-a7f4-4702fe8961cb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T14:25:05.252Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T16:25:05+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, funzionari confermano base Idf nel deserto iracheno Najaf”,”content”:”
Le forze israeliane hanno allestito una\nbase improvvisata utilizzando una vecchia pista di atterraggio nel deserto\niracheno durante la guerra contro l’Iran. Lo hanno riferito due funzionari\ndella sicurezza, confermando un articolo del Wall Street Journal (Wsj)\npubblicato ieri. All’inizio della guerra, scatenata dagli attacchi\ncongiunti israelo-americani contro l’Iran il 28 febbraio, le truppe\nisraeliane furono individuate nel deserto di Najaf, nel sud-ovest del\nPaese, e si scontrarono con le forze irachene, uccidendo un soldato e\nferendone altri due. \”Le forze israeliane hanno stabilito una base in una\npista di atterraggio abbandonata, costruita da Saddam Hussein, nel deserto\ndi Najaf\”, ha confermato un funzionario della sicurezza. \”Non ci sono piu’\nforze li’, ma potrebbero aver lasciato delle attrezzature\”, ha aggiunto,\nprecisando che l’operazione israeliana \”era coordinata con gli Stati\nUniti\”. Non e’ chiaro per quanto tempo le forze israeliane siano rimaste\nsul posto ne’ quale fosse la loro missione. Un altro funzionario della\nsicurezza ha dichiarato oggi che vi erano \”indicazioni che l’operazione\ncoinvolgesse una squadra tecnica israeliana sotto protezione militare\namericana\”. Ha inoltre confermato che le forze straniere hanno utilizzato\nuna vecchia pista di atterraggio costruita da Saddam e che sul posto sono\nstati avvistati elicotteri CH-57 Chinook. \”Non c’e’ piu’ personale\nmilitare li’\”, sebbene abbiano lasciato sul posto attrezzature, tra cui un\nradar, probabilmente utilizzato per il disturbo elettronico. Il sito era\nnascosto in una valle, \”una posizione scelta con cura per evitare attacchi\nmissilistici iraniani\”, ha affermato il funzionario. Le prime segnalazioni\ndi truppe straniere nel deserto di Najaf sono emerse all’inizio della\nguerra, dopo che un pastore aveva riferito di aver visto attivita’\nmilitari. L’Iraq e’ stato coinvolto nella guerra in Medio Oriente fin\ndall’inizio, con attacchi attribuiti agli Stati Uniti e Israele contro\ngruppi armati sostenuti dall’Iran, che a loro volta hanno lanciato\ncentinaia di attacchi contro interessi statunitensi nella regione. Ieri,\nil Wall Street Journal ha riportato che \”Israele ha allestito un avamposto\nmilitare clandestino nel deserto iracheno per supportare la sua campagna\naerea contro l’Iran\”. L’articolo affermava che \”Israele ha costruito\nl’installazione, che ospitava forze speciali e fungeva da centro logistico\nper l’aviazione israeliana, poco prima dell’inizio della guerra, con la\nconsapevolezza degli Stati Uniti\”. In seguito all’articolo del Wall Street\nJournal, un portavoce della sicurezza irachena ha rimandato i giornalisti\na una precedente dichiarazione rilasciata il 5 marzo. All’epoca, Qais\nal-Mohamadawi, vice comandante delle operazioni congiunte irachene, aveva\ndichiarato ai media statali che l’Iraq aveva protestato con la coalizione\nanti-jihadista a guida statunitense di stanza nel Paese per un raid aereo\na Najaf. Il deserto di Najaf e’ vasto e in gran parte disabitato, il che\nrende difficile per le forze irachene mantenere una stretta sicurezza\nnella zona.
“,”postId”:”b63b1dc2-d9e7-471b-b205-90d26203cf66″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T13:34:31.282Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T15:34:31+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: \”Risposta Teheran incentrata su stop guerra e sicurezza marittima\””,”content”:”
L’obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la \”cessazione immediata della guerra\” e il \”ripristino della sicurezza marittima\” nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari. Secondo l’attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all’attuale conflitto militare.
“,”postId”:”3748d17c-ddc6-4fc0-9054-8194569fecb1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T13:16:17.128Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T15:16:17+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media, capo Idf chiede \”con urgenza più soldati\””,”content”:”
\”Non mi occupo di processi politici o legislativi, mi occupo di una guerra su più fronti e di battere il nemico\” e \”per continuare a farlo, le Idf hanno bisogno con urgenza di più soldati\”. E’ quanto avrebbe rimarcato il capo di Stato Maggiore delle forze israeliane (Idf), Eyal Zamir, alla Commissione Esteri e Difesa della Knesset, durante una riunione a porte chiuse secondo notizie dei media locali rilanciate dal Times of Israel.
“,”postId”:”ffb12743-4299-4a17-a06e-8e5bd8605a2f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T13:04:02.352Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T15:04:02+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran critica l’Aiea: \”Il suo compito è fare verifiche, non dare messaggi politici\””,”content”:”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto le recenti dichiarazioni del direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, sullo Stretto di Hormuz e sul programma missilistico iraniano. \”Il mandato dell’Aiea è la verifica, non la diffusione di messaggi politici sullo Stretto di Hormuz, sui missili iraniani o su come Teheran dovrebbe comportarsi\”, ha affermato in un messaggio su X. \”Quando l’imparzialità professionale viene compromessa per la propaganda politica o per ambizioni personali, le istituzioni perdono credibilità e, col tempo, anche efficacia\”, ha sottolineato Baghaei.
“,”postId”:”892d4a7e-3478-49c0-88c8-dd5516d1d653″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T12:36:09.366Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T14:36:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:” Media Iran, Teheran ha inviato la risposta alla proposta Usa via Pakistan”,”content”:”
La Repubblica Islamica dell’Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all’ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l’agenzia Irna.
“,”postId”:”c0bc6691-2019-470d-8770-ed31496916e9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-05-10T12:28:42.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-05-10T14:28:42+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Qatar: \”Strumentalizzare Stretto Hormuz aggrava crisi\””,”content”:”
Il Qatar avverte l’Iran che la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz non farebbe altro che aggravare la crisi. Lo ha dichiarato il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, durante una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Al Thani ha affermato che \”chiudere o utilizzare lo Stretto di Hormuz come mezzo di pressione non farebbe altro che peggiorare la crisi\” in Medio Oriente, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri del Qatar. Durante la conversazione con Araghchi, il primo ministro qatariota ha inoltre ribadito che il concetto di libertà di navigazione non è soggetto a \”compromessi\”, dopo che Doha ha segnalato un attacco con droni contro una nave mercantile nelle sue acque territoriali.
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Una nave cargo sudcoreana ha subito attacchi aerei nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato La Corea del Sud ha annunciato domenica che la propria nave, vittima di un incendio il 4 maggio nello stretto di Hormuz, era stata colpita da attacchi provenienti dall’aria.“Il 4 maggio, due velivoli non identificati hanno colpito lo scafo» di una nave gestita dall’operatore sudcoreano Hmm Namu «a circa un minuto di distanza l’uno dall’altro», ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri sudcoreano a seguito di un’ispezione in loco effettuata venerdì. Una settimana prima, Seul aveva segnalato un’esplosione e un incendio a bordo della stessa nave nello stretto, mentre era ancorata vicino agli Emirati Arabi Uniti. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
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Il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano ha avvertito gli Stati Uniti contro qualsiasi attacco alle navi nelle acque del Golfo, affermando che la moderazione dell’Iran è finita. \”La nostra moderazione è finita da oggi. Qualsiasi attacco alle nostre navi provocherà una risposta iraniana forte e decisa contro le navi e le basi americane\”, ha dichiarato Ebrahim Rezaei in un post su X.
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Il ministero della Salute libanese ha riferito che due paramedici del Comitato Sanitario Islamico, affiliato a Hezbollah, sono stati uccisi nel corso di raid israeliani nel sud del Paese. Altri cinque paramedici sono invece rimasti feriti, ha aggiunto il ministero in un comunicato. La nota sostiene che Israele ha \”colpito direttamente, con due attacchi, due sedi del Comitato Sanitario\”, uccidendo un paramedico e ferendone altri tre a Qalaway, e uccidendo un altro paramedico e ferendone altri due a Tibnin. Beirut denuncia la continua \”violazione del diritto internazionale\” da parte delle forze israeliane
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La televisione di Stato iraniana ha riferito che Ali Abdollahi, capo del comando centrale delle forze armate Khatam al-Anbiya, ha incontrato la guida suprema Mojtaba Khamenei, che non si vede in pubblico dalla sua nomina a marzo. Khamenei ha impartito \”nuove direttive e linee guida per la prosecuzione delle operazioni contro il nemico\”, ha affermato la televisione di Stato, senza specificare quando si sia svolto l’incontro.
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Gli Stati Uniti dovrebbero prendere atto della nuova realtà e arrendersi. A sostenerlo è stato Ebrahim Rezae, nuovo portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale iraniana. \”Da oggi la nostra pazienza è finita: ogni attacco alle nostre navi sarà accolto\ncon una risposta pesante e decisa dell’Iran contro le navi e le basi\namericane\”, ha avvertito.
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L’Iran è pronto a reagire a qualsiasi aggressione e a \”far pentire\” i suoi nemici. Lo ha assicurato il comandante dello stato maggiore unificato Khatam al-Anbiya, che è stato ricevuto dal leader supremo iraniano Mojtabah Khamenei. Lo ha riferito l’agenzia Tasnim. Nell’incontro, il generale Ali Abdullah ha assicurato che \”le unità dei combattenti islamici, hanno spirito di combattimento, prontezza difensiva e offensiva, piani strategici, attrezzature e armamenti necessari per affrontare le azioni ostili dei nemici sionisti e americani\”, si legge in una nota.
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\”L’Iran non si piegherà mai al nemico\”: lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che \”se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell’Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali\”. Secondo l’agenzia di stampa Irna, il presidente ha invitato il popolo all’unità di fronte alla \”situazione e alle difficoltà attuali\”.
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Le forze armate del Kuwait hanno intercettato stamattina presto \”diversi droni ostili\” all’interno dello spazio aereo del Paese: è quanto reso noto dal portavoce ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait, il colonnello Saoud Abdulaziz Al-Atwan, in un comunicato diffuso dai social. L’esercito del Kuwait fa sapere che l’episodio \”è stato gestito secondo le procedure approvate\”. Nel comunicato non sono indicati danni a persone o cose.
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Il ministero dell’Informazione iraniano ha reso di avere individuato e smantellato \”due cellule terroristiche legate al Mossad\”, i servizi segreti iraniani. \”I membri di una cellula operativa composta da quattro persone legate al Mossad nella provincia dell’Azerbaigian Occidentale sono stati identificati e arrestati prima di poter compiere attacchi terroristici contro obiettivi sensibili e omicidi mirati a Teheran\”, si legge in una nota del ministero dell’Informazione rilanciata dai media iraniani.
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Una gasiera qatariota carica di Gnl ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è diretta in Pakistan. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento navale. La nave, denominata Al Kharaitiyat, è la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, alla fine di febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dall’emittente. Il tracciato della nave mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall’Iran, vicino all’isola di Qeshm, secondo il sito di tracciamento MarineTraffic. L’Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l’hub di esportazione di Ras Laffan all’inizio di questo mese. Il Qatar normalmente fornisce quasi il 20% del Gnl mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto.
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Un proiettile \”non identificato\” ha colpito una nave al largo delle coste del Qatar nelle prime ore di domenica mattina: lo ha riferito l’agenzia marittima britannica Ukmto, dopo che i pasdaran iraniani avevano minacciato il giorno precedente di prendere di mira navi \”nemiche\” nella regione. Secondo l’agenzia, una nave portarinfuse ha segnalato di essere stata colpita a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha. \”Si è sviluppato un piccolo incendio, ma è stato spento. Non ci sono vittime. Non è stato segnalato alcun impatto sull’ambiente\”, ha precisato la stessa fonte.
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Oltre 10 militanti di Hezbollah sono stati uccisi e circa 40 siti utilizzati dal gruppo terroristico sono stati colpiti da raid nel sud del Libano durante il fine settimana, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e riportato dal Times of Israel. L’esercito israeliano ha dichiarato che tra gli obiettivi figuravano edifici utilizzati da Hezbollah, depositi di armi, un lanciarazzi e altre infrastrutture. I militanti sono stati colpiti dopo essere stati individuati in prossimità di truppe israeliane, aggiunge l’Idf.
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I raid israeliani che hanno colpito diverse zone del Libano meridionale nelle scorse 24 ore circa hanno provocato oltre 35 morti: è quanto riferito da alcuni media internazionali, facendo riferimento alle autorità sanitarie locali. La testata israeliana Haaretz, citando il ministero della Sanità, scrive stamattina di \”36 morti nel corso dell’ultima giornata\”. Dal canto suo, la Bbc riporta un bilancio di 39 morti. L’agenzia libanese Nna aggiunge che anche stamattina ci sono stati nuovi raid. Non è ancora stato precisato un bilancio di eventuali vittime.
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Il comando della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) è tornato a minacciare gravi conseguenze in caso di attacco alle sue navi nel Golfo Persico. \”Qualsiasi aggressione nei confronti delle petroliere e delle navi mercantili iraniane comporterà un pesante attacco contro uno dei centri americani nella regione e contro le navi nemiche\”, si legge in una nota diffusa dall’agenzia Irna.
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I paesi che hanno imposto sanzioni all’Iran avranno problemi ad attraversare lo stretto di Hormuz. L’avvertimento è arrivato dal colonnello Akrami Nia, portavoce dell’esercito della Repubblica Islamica, a quanto riporta l’agenzia Tasnim. \”D’ora in poi, i paesi che seguiranno gli Stati Uniti nell’applicazione delle sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran si troveranno sicuramente in difficolta’ nel transitare lo Stretto di Hormuz\”, ha dichiarato.
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I negoziati per una pace tra Stati Uniti e Iran vanno avanti. A confermarlo e’ stato il capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano Asim Munir, mediatore tra Washington e Teheran. \”Gli sforzi di mediazione per raggiungere una pace duratura proseguono\”, ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani. \”Islamabad sta conducendo una mediazione imparziale in Medio Oriente con l’obiettivo di raggiungere una pace duratura. Sta facendo tutto il possibile per arrivare a un successo\”.
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Gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell’Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, mentre la fragile tregua regge. Sabato, il presidente Donald Trump ha ribadito di \”aspettarsi di avere notizie molto presto\” da Teheran e ha passato buona parte della giornata al LIV Golf Tournament di Sterling, in Virginia, presso il Trump National Golf Club Washington Dc. Su Truth, il suo social media, ha postato, tra l’altro, diverse foto del green, altre del restauro della grande vasca di fronte al Lincoln Memorial e alcuni attacchi contro l’ex direttore dell’Fbi James Comey, suo acerrimo nemico, che andrà a processo il 15 luglio, chiamato a rispondere dei nuovi capi d’accusa penali per aver minacciato il tycoon. Nel frattempo, sempre sabato, gli sforzi diplomatici hanno registrato il premier del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all’indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance.
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Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. In un post su X, il ministero ha dichiarato: \”Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza\”.
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L’Iran ha risposto agli Stati Uniti sulla proposta per concludere il conflitto, offrendo concessioni significative sul programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz. Ma per il presidente Usa Donald Trump, la risposta iraniana è “totalmente inaccettabile”. E Teheran replica: “La sua reazione non è importante”.
Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti informate, Teheran si è detta pronta a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti, chiedendo però garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. Disponibilità anche a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma per un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Stati Uniti. Escluso invece lo smantellamento degli impianti e richiesto l’avvio entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari.
Sul piano regionale, Teheran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Secondo le fonti citate, la risposta iraniana lascia ancora alcune lacune e non risolve completamente le questioni considerate centrali da Washington, ma rappresenta comunque un passo importante verso una possibile intesa.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fa comunque sentire la sua voce in serata affermando su Truth che l’Iran “si è presa gioco degli Stati Uniti e del resto del Mondo per 47 anni”, e che ora “non riderà più”. Toni minacciosi dal presidente Usa e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu sull’uranio iraniano. “A un certo punto prenderemo l’uranio arricchito, ne abbiamo il controllo”, ha detto Trump. La scorta iraniana di uranio arricchito deve essere “eliminata” prima che la guerra tra il duo Usa-Israele e l’Iran possa considerarsi conclusa, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “L’Iran non si piegherà mai al nemico”, ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che “se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell’Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali”.
L’Iran ha inoltre avvertito Francia e Regno Unito che risponderà in modo “fermo e immediato” al dispiegamento di navi militari nei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per garantire la libertà di navigazione nella regione. In risposta Macron ha riferito che la Francia non ha “mai preso in considerazione” un “dispiegamento” militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì “una missione ad hoc” con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, “in concerto con l’Iran” e non appena “le condizioni lo permetteranno”. Intanto, il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi.
Gli approfondimenti:
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Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?
Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di “Numeri”, approfondimento di Sky TG24.
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Fonti a Tasnim: “La reazione di Trump alla nostra risposta non è importante”
All’Iran non interessa la reazione di Donald Trump, che ha definito “totalmente inaccettabile” la risposta di Teheran alla proposta Usa per porre fine al conflitto. A darne notizia è l’agenzia Tasnim. Secondo le fonti citate, “nessuno in Iran fa piani per compiacere Trump” e “il team di negoziatori deve solo fare piani per i diritti della naziona iraniana”.
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Rubio vede Meloni, la premier: ‘Ognuno difende propri interessi’
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato la premier Giorgia Meloni. Tra i temi al centro del faccia a faccia la situazione nello Stretto di Hormuz, con la nuova escalation di ieri sera, e la crisi in Libano. Un’ora e mezza di faccia a faccia, che Palazzo Chigi definisce “franco”. La premier è stata molto diretta e chiara, secondo quanto filtra da fonti governative: ha sottolineato che deve difendere, e continuerà a farlo, gli interessi italiani sui vari dossier transatlantici aperti, dai dazi alle ricadute economiche di un conflitto, quello in Iran, che non ha mai condiviso. E di cui l’Italia attende la fine per intervenire con due navi cacciamine in una missione internazionale nello Stretto di Hormuz. “Ottimo incontro con la premier italiana Meloni a Roma per rafforzare la duratura partnership strategica Usa-Italia”, ha scritto su X il segretario di Stato americano.
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Trump dopo telefonata con Netanyahu: “Su intesa decido io”
Il presidente americano, Donald Trump, ha precisato parlando con Axios della sua telefonata con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che i negoziati con l’Iran riguardano solo lui e non altri. “È stata una conversazione molto piacevole. Abbiamo un buon rapporto, ma questa è una questione mia, non di nessun altro”, ha affermato riferendosi ai negoziati con Teheran.
39 minuti fa
Telefonata Trump-Netanyahu dopo risposta Teheran a proposta cessate il fuoco
Telefonata Trump-Netanyahu , dopo la risposta dell’Iran all’ultima proposta di cessate il fuoco statunitense. Lo riferisce la Cnn citando “un funzionario israeliano e una fonte israeliana a conoscenza della telefonata”.
La chiamata tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump sarebbe avvenuta domenica sera. Un video pubblicato sui social media mostra Netanyahu che si scusa di non poter partecipare a un incontro con i leader delle comunità druse e circasse, affermando di dover parlare al telefono con Trump.
Trump e Netanyahu sono stati in contatto regolarmente, mentre gli Stati Uniti cercavano di far progredire i negoziati per il cessate il fuoco con l’Iran. In un’intervista a “60 Minutes” della CBS, in onda domenica, Netanyahu ha affermato che c’è “del lavoro da fare” sull’Iran. Il Primo Ministro israeliano ha anche dichiarato che Trump concordava con lui sull’importanza di rimuovere le scorte di uranio altamente arricchito di Teheran, una delle questioni chiave che gli Stati Uniti hanno cercato di affrontare.
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Trump: “Risposta arrivata dall’Iran totalmente inaccettabile”
“Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘Rappresentanti’ dell’Iran. Non mi piace TOTALMENTE INACCETTABILE! Grazie per l’attenzione a questa materia”. È il post su Truth del presidente americano, Donald Trump.
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Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici
Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.
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Wsj: “Teheran per stop arricchimento inferiore a 20 anni”
Nella sua risposta agli Stati Uniti l’Iran avrebbe
manifestato disponibilita’ a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma
per un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Usa. Lo riporta il
Wall Street Journal secondo cui il testo iraniano esclude lo
smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le
richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma
atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il
documento prevede inoltre l’avvio, entro i prossimi 30 giorni, di
negoziati specifici sulle questioni nucleari.
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Wsj: “Riapertura Stretto con stop blocco e sanzioni”
Nella sua risposta agli Stati Uniti, l’Iran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal.
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Wsj: “Ok Teheran a spostamento uranio già arricchito”
L’Iran si è detto pronto a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti. È quanto riporta il Wall Street Journal citando fonti informate sulla riposta di Teheran inviata nelle scorse ore al Pakistan per un accordo con gli Stati Uniti. L’Iran avrebbe tuttavia chiesto garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire.
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Wsj: “Teheran per stop arricchimento inferiore a 20 anni”
Nella sua risposta agli Stati Uniti l’Iran avrebbe manifestato disponibilità a sospendere l’arricchimento dell’uranio, ma per un periodo inferiore ai vent’anni richiesti dagli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui il testo iraniano esclude lo smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il documento prevede inoltre l’avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari.
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21:30
Iran, media: “Risposta a Usa chiede controllo Hormuz e revoca sanzioni”
La risposta dell’Iran alla proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra , i cui contenuti non sono stati ufficialmente divulgati, includerebbe la richiesta di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, quella di revocare tutte le azioni relative al petrolio e quella di sbloccare i fondi iraniani congelati. Lo riporta l’emittente Al Mayadeen, affiliata a Hezbollah, citando fonti a conoscenza dei fatti, secondo quanto scrive il Times of Israel. Secondo le fonti, i negoziati continueranno a svolgersi solo tramite comunicati scritti trasmessi da mediatori iraniani.
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21:30
Project Freedom, le ragioni dell’operazione e i rischi per la pace
L’operazione militare-umanitaria ideata dal Presidente Usa dovrebbe consentire il passaggio delle navi bloccate a nord attraverso lo stretto di Hormuz. Ma cosa c’è dietro ed è realmente applicabile? E quali conseguenze potrebbe avere in termini di raggiungimento di un accordo di pace?
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21:27
Iran, si è tenuta la telefonata tra Trump e Netanyahu
Si e’ tenuta nella serata una telefonata tra il
presidente americano, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin
Netanyahu. Lo riportano i media israeliani.
21:20
Abukesheck all’arrivo a Barcellona: “Tornerò a bordo della Flotilla in Turchia”
“Non ci arrenderemo, lavoreremo un giorno dopo l’altro, perché le lotte richiedono sacrificio. Sono a Barcellona per preparare la valigia e unirmi di nuovo nei prossimi giorni ai miei compagni in Turchia”. Lo ha detto Saif Abukesheck, l’attivista ispano-palestinese della Global Sumud Flotilla scarcerato con il brasilianoThiago Avila, dopo giorni di isolamento in cella in Israele, al suo arrivo all’aeroporto della città catalana, dove risiede. Abukesheck è stato accolto da una folla festante di attivisti pro-pal. “Il nostro cammino è appena cominciato”, ha detto l’attivista, ripreso dall’emittente pubblica Tve. E ha assicurato di essere pronto a unirsi agli equipaggi della Global Sumud Flotilla, scampati all’intercettazione da parte dell’esercito israeliano in acque internazionali a largo di Creta lo scorso 1° maggio, attualmente nel porto turco di Marmaris, per proseguire la spedizione finalizzata a “rompere il blocco israeliano” alla Striscia. “Non siamo eroi né vogliamo esserlo. Ciò che vogliamo è che si parli e si racconti quanto accade ogni giorno in Palestina”, ha segnalato Abukeshek.
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21:00
Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane
A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato: si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo.
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20:59
Idf annuncia uccisione forze elite di Hamas a Gaza
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso oggi nella Striscia di Gaza dei membri delle forze d’élite Nukhba di Hamas, stando a quanto riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano essi sono stati identificati da truppe sul campo, che hanno allertato l’aeronautica militare israeliana della loro presenza: la forza aerea ha poi “colpito ed eliminato” gli obiettivi “al fine di rimuovere la minaccia”. In un incidente separato, avvenuto durante la notte, le truppe israeliane hanno identificato altri due operativi “che svolgevano attività sospette sul terreno nell’area della Linea Gialla”, si legge in un comunicato Idf. Gli operativi “si sono avvicinati alle truppe, rappresentando una minaccia imminente”, e anche loro sono stati presi di mira in un attacco aereo. “Le truppe dell’Idf sotto il Comando Meridionale rimangono schierate in conformità con l’accordo di cessate il fuoco e continueranno a operare per rimuovere qualsiasi minaccia immediata”, aggiunge la dichiarazione.
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20:58
Usa: “Trump farà pressione su Xi per il dossier iraniano”
Donald Trump farà pressione sul presidente cinese Xi Jinping in merito alla questione iraniana durante la sua visita a Pechino della prossima settimana. Lo ha riferito un alto funzionario dell’amministrazione, mentre il presidente Usa è impegnato a cercare un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “Mi aspetto che il presidente eserciti pressione”, ha detto il funzionario nel corso di una telefonata con i giornalisti, aggiungendo, a condizione di anonimato, che Trump ha agito in tal senso anche in precedenti colloqui avuti con il leader cinese.
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20:36
Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani
L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti.
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20:22
Iran, fonti: “In intesa nucleare, Hormuz, sanzioni e Libano”
La risposta dell’Iran alle proposte degli Stati
Uniti per un accordo complessivo e’ stata formulata in termini “realistici
e positivi” e punta a un’intesa che affronti contemporaneamente il dossier
nucleare, lo Stretto di Hormuz, la revoca totale delle sanzioni e la fine
della guerra nella regione, in particolare in Libano. Lo ha riferito una
fonte iraniana di alto livello ad Al Jazeera. Secondo la fonte, la
risposta di Teheran insiste innanzitutto sulla necessita’ di una “chiara e
garantita” procedura per l’eliminazione di tutte le forme di sanzioni
imposte alla Repubblica islamica. Il documento inviato agli interlocutori
contiene inoltre la richiesta di “garanzie internazionali chiare”
sull’attuazione di qualsiasi eventuale accordo che dovesse essere concluso
con Washington. La fonte ha spiegato che la proposta iraniana si concentra
anche sulla cessazione del conflitto in tutta la regione, “in particolare
in Libano”, e sulla composizione delle divergenze con gli Stati Uniti. “La
scelta ora e’ nelle mani di Washington e il suo impegno verso il realismo
politico sara’ decisivo”, ha affermato la fonte, aggiungendo che un
approccio positivo da parte americana consentirebbe di far avanzare
rapidamente i negoziati. Secondo la stessa fonte, la posizione iraniana si
fonda “sugli interessi supremi del Paese” e tiene conto delle
consultazioni condotte da Teheran con gli Stati della regione.
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20:19
Trump: “L’Iran prende in giro gli Usa, ma non riderete più”
“L’Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!), e ha finalmente fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato presidente. Egli non è stato solo benevolo nei loro confronti, è stato eccezionale: si è schierato apertamente dalla loro parte, scaricando Israele e tutti gli altri Alleati, e concedendo all’Iran una nuova, importante e potentissima linfa vitale”. E’ quanto scrive il presidente Donald Trump su Truth nel pieno dei negoziati, mettendo in guardia Teheran sul fatto che “non riderà più”. “Centinaia di miliardi di dollari – oltre a 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati in aereo fino a Teheran – sono stati loro serviti su un piatto d’argento. Ogni banca di Washington DC, della Virginia e del Maryland è stata svuotata; si trattava di una somma di denaro talmente ingente che, al suo arrivo, i delinquenti iraniani non avevano la minima idea di cosa farne”, ha aggiunto Trump, toccando temi tradizionali del suo repertorio. “Non avevano mai visto una quantità di denaro simile e non la vedranno mai più. Il denaro è stato scaricato dall’aereo in valigie e borsoni, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Avevano finalmente trovato il più grande ‘fesso’ di tutti, sotto le spoglie di un presidente americano debole e stupido. È stato un disastro come nostro ‘Leader’, ma non così terribile quanto ‘Sleepy Joe’ Biden! Da 47 anni gli iraniani ci ‘tengono a bada’, ci fanno aspettare, uccidono la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, reprimono le proteste e, di recente, hanno massacrato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, che ora è di nuovo GRANDE. Non rideranno più!”, ha concluso il tycoon.
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20:08
Iran, Modi invita indiani a ridurre consumo carburante
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha
invitato i cittadini a ridurre il consumo di benzina e diesel a causa
delle difficolta’ di approvvigionamento provocate dalla guerra in Medio
Oriente e dal blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz. “Dobbiamo
ridurre il nostro consumo di benzina e diesel. Nelle citta’ servite dalla
metropolitana dovremmo cercare di usare la metropolitana. Se dobbiamo
utilizzare un’auto, dovremmo provare a condividere il viaggio con altre
persone”, ha dichiarato Modi durante un comizio nello Stato del Telangana,
nel sud del Paese. Il premier ha sottolineato che la riduzione dei consumi
e’ necessaria anche per contenere la spesa in valuta estera destinata alle
importazioni di carburanti. “Dobbiamo attribuire la massima importanza
alla conservazione delle riserve in valuta estera, perche’ benzina e
diesel sono diventati estremamente costosi a livello globale”, ha
affermato. Modi ha inoltre esortato la popolazione a riprendere alcune
pratiche di risparmio energetico adottate durante la pandemia di Covid-19.
“Dobbiamo tornare a privilegiare il telelavoro, le videoconferenze e le
riunioni virtuali”, ha consigliato. L’India e’ uno dei pochi Paesi della
regione a non aver aumentato i prezzi di benzina e diesel per i
consumatori e a non aver introdotto forme di razionamento. Il governo ha
tuttavia ritoccato al rialzo i prezzi del Gpl, combustibile essenziale per
la cucina domestica.
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20:00
Trump: “Iran ci ha presi in giro per 47 anni, ora smettera”
Il presidente americano, Donald Trump, accusa
l’Iran di “aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti e il resto
del mondo per 47 anni” ma che ora “smetteranno di ridere”. Lo scrive in un
lungo post su Truth. “Per 47 anni gli iraniani ci hanno ‘presi in giro’,
ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe
lungo le strade, hanno distrutto le proteste e recentemente hanno
sterminato 42 mila manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro
Paese, ora di nuovo grande. Non rideranno piu’!”, afferma il capo della
Casa Bianca. “L’Iran ha giocato con gli Stati Uniti e con il resto del
mondo per 47 anni (posticipare, posticipare, posticipare!), e poi
finalmente ha fatto centro quando Barack Hussein Obama e’ diventato
Presidente. Non solo e’ stato buono con loro, e’ stato fantastico,
schierandosi dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri
alleati, e dando all’Iran una nuova, importantissima opportunita’”,
denuncia Trump. “Centinaia di miliardi di dollari, e 1,7 miliardi di
dollari in contanti, trasportati a Teheran, sono stati serviti su un
piatto d’argento. Ogni banca di Washington, Virginia e Maryland e’ stata
svuotata: c’erano cosi’ tanti soldi che, quando sono arrivati, i criminali
iraniani non sapevano cosa farne. Non avevano mai visto soldi del genere e
non li vedranno mai piu’. Sono stati scaricati dall’aereo in valigie e
borse, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Hanno
finalmente trovato il piu’ grande imbecille di tutti, nella persona di un
debole e stupido presidente americano. E’ stato un disastro come nostro
“leader”, ma non cosi’ male come il sonnolento Joe Biden!”, aggiunge.
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19:59
Iran, amb. in Cina: “Pechino può essere garante accordo con Usa”
La Cina può agire da garante di un eventuale accordo tra Iran e Stati Uniti, ha dichiarato via social Abdolreza Rahman Fazli, l’ambasciatore di Teheran a Pechino. “Qualsiasi potenziale accordo deve necessariamente essere accompagnato da garanzie delle grandi potenze ed essere sollevato anche in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, ha scritto, sottolineando che Cina e Russia “sono due potenze importanti e influenti, e data la posizione che la Cina detiene per l’Iran e altri paesi nella regione del Golfo Persico, Pechino può fungere da garante per qualsiasi accordo”.
Non è la prima volta che i funzionari iraniani indicano la Cina come possibile garante in un accordo di pace, rileva la Cnn. A inizio aprile il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha visitato la Cina prima dei colloqui tra Usa e Iran a Islamabad con il probabile intento di discutere il ruolo di Pechino come garante, stando a quanto dichiarato da fonti ufficiali pakistane all’emittente statunitense. Nello stesso mese il Ministero degli Affari Esteri cinese ha dichiarato alla Cnn che la Cina “sostiene gli sforzi di mediazione del Pakistan e di altri Paesi” ed è disposta a “mantenere comunicazione e coordinamento con tutte le parti per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel perseguire la pace”.
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19:58
Iran, Usa valutano sospensione accise sulla benzina
L’amministrazione americana di Donald Trump apre
alla possibilita’ di sospendere la tassa federale sulla benzina per
abbassare i prezzi alla pompa. “Questa amministrazione sostiene tutte le
misure che possono essere adottate per abbassare il prezzo alla pompa e
ridurre i costi per gli americani”, ha affermato il segretario all’Energia
Chris Wright, al programma “Meet the Press” della Nbc News. Wright ha
ripetutamente affermato di non poter garantire se i prezzi della benzina o
del gasolio scenderanno sotto i 3 dollari al gallone (3,8 litri) entro la
fine dell’anno, o se saliranno sopra i 5 dollari, a causa della guerra tra
Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ma ha sostenuto che le prospettive
per la produzione di energia in paesi come il Venezuela sono
“incredibilmente positive”. Il prezzo medio della benzina negli Stati
Uniti e’ attualmente di 4,52 dollari al gallone, secondo l’American
automobile association, con una tassa federale di circa 18 centesimi al
gallone.
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19:49
Iran, media: “Stasera telefonata Netanyahu Trump”
L’emittente israeliana Channel 14 riferisce di una
telefonata prevista stasera tra il premier israeliano, Benjamin Netanyahu,
e il presidente americano, Donald Trump.
19:46
Libano: Idf annuncia nuovi attacchi su infrastrutture Hezbollah
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver condotto nuovi attacchi nel sud del Libano, affermando in un comunicato di aver colpito delle infrastrutture appartenenti a Hezbollah. Gli attacchi arrivano all’indomani della morte di 22 persone, tra cui una bambina di 2 anni, per via delle operazioni israeliane, secondo l’Agenzia di stampa nazionale libanese. Hezbollah ha rivendicato di aver lanciato 22 attacchi contro le forze militari israeliane nella giornata di ieri.
19:45
Iran, Pakistan conferma risposta Teheran ma non divulga dettagli
Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz
Sharif, ha confermato che il suo Paese ha ricevuto la risposta dell’Iran
all’ultima proposta di pace presentata dagli Stati Uniti per porre fine
alla guerra nel Golfo Persico. Durante un discorso al Pakistan Monument,
Sharif ha riferito che il feldmaresciallo Asim Munir gli aveva appena
comunicato l’arrivo del documento iraniano, senza tuttavia fornire
dettagli sul contenuto per ragioni di riservatezza diplomatica. “Il
feldmaresciallo mi diceva poco fa che la risposta dell’Iran e’ stata
ricevuta. Non posso fornire ulteriori dettagli”, ha affermato il premier
davanti ai vertici militari e politici del Paese. Sharif ha rivendicato il
ruolo svolto da Islamabad nel favorire la ripresa del dialogo tra Teheran
e Washington dopo oltre un decennio. “Per stabilire la pace nel Paese
fratello islamico dell’Iran, il Pakistan sta compiendo sforzi sinceri. Non
solo abbiamo convinto le parti a un cessate il fuoco, ma abbiamo svolto un
ruolo chiave”, ha dichiarato. Il capo del governo ha inoltre elogiato
pubblicamente il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar e
lo stesso Munir per il loro impegno nel processo di mediazione, volto a
evitare che l’amministrazione del presidente Donald Trump riattivi il
cosiddetto “Project Freedom Plus”, l’operazione militare concepita per
rompere con la forza il blocco navale iraniano.
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19:38
Iran, senatore dem Kelly: “Stato scorte munizioni scioccante”
Mark Kelly, senatore democratico dell’Arizona, ha definito “scioccante” lo stato delle scorte di munizioni nel contesto della guerra tra Usa e l’Iran, citando briefing del Pentagono che dettagliavano i livelli di munizioni specifiche, stando a quanto riporta Cbs.
“Penso sia giusto dire che è scioccante quanto profondamente abbiamo attinto da questi depositi, perché questo presidente ha trascinato il nostro Paese” nel conflitto armato “senza un obiettivo strategico, senza un piano, senza una tempistica”, ha detto Kelly nel corso di un’intervista al programma “Face the Nation” dell’emittente statunitense.
“Per questo motivo, abbiamo utilizzato molte munizioni, e ciò significa che il popolo americano è meno al sicuro”, ha aggiunto, sottolineando che le riserve sono esaurite “che si tratti di un conflitto nel Pacifico occidentale con la Cina o altrove nel mondo” e che ci vorranno “anni” per ricostituire le scorte.
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19:14
Macron: “Mai considerato un dispiegamento a Hormuz ma missione ad hoc”
La Francia non ha “mai preso in considerazione” un “dispiegamento” militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì “una missione ad hoc” con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, “in concerto con l’Iran” e non appena le condizioni lo permetteranno”. Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa a Nairobi rispondendo alle minacce di Teheran contro Parigi e Londra nel caso dispegassero navi da guerra nello Stretto. “Non si è mai parlato di un dispiegamento, ma siamo pronti”, ha insistito Macron.
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19:05
Libano, bilancio attacchi Israele: 2.846 morti e 8.693 feriti
Il numero di morti causati dagli attacchi
israeliani in Libano dal 2 marzo e’ salito a 2.864, mentre il numero dei
feriti ha raggiunto quota 8.693. Il bilancio aggiornato e’ stato diffuso
dal Centro operativo per le emergenze sanitarie, parte del ministero della
Salute pubblica libanese. Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 69
decessi, secondo l’agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Durante
l’offensiva israeliana sul Libano, finora sono stati uccisi 108 operatori
sanitari mentre quelli feriti sono 249.
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19:04
Iran, Pezeshkian: “Negoziato non significa ritirata”
“Non ci inchineremo mai di fronte al nemico, e se si parla di dialogo o negoziato, ciò non significa resa o ritirata”. Lo dichiara via social il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con riferimento ai dialoghi in corso con gli Stati Uniti. “Piuttosto, l’obiettivo è difendere i diritti della nazione iraniana e proteggere gli interessi nazionali con ferma determinazione”, aggiunge.
18:31
Iran, Macron: “Mai considerato dispiegamento Hormuz ma pronti”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che per quanto riguarda la Francia “non si e’ mai parlato di un dispiegamento” nello Stretto di Hormuz. Si dice tuttavia “pronto” a farlo. Lo ha dichiarato in un intervento a Nairobi. Macron ha affermato che il suo Paese non ha
“mai preso in considerazione” un “dispiegamento” di forze navali nello
Stretto di Hormuz, bensi’ una missione di sicurezza “in concerto con
l’Iran”. Durante una conferenza stampa a Nairobi, il presidente francese
ha ribadito la sua posizione, ovvero di opporsi a “qualsiasi blocco, da
qualunque parte provenga”, sia esso dagli Stati Uniti o dall’Iran, e di
“rifiutare qualsiasi pedaggio, da qualunque parte provenga”, al fine di
“garantire la liberta’ di navigazione”. La sua dichiarazione era una
risposta all’Iran, che nelle scorse ore aveva minacciato una “risposta
decisiva e immediata” in caso di dispiegamento di navi francesi e
britanniche nello Stretto di Hormuz, in seguito all’annuncio da parte di
Parigi e Londra del dispiegamento di navi da guerra nella regione. “Non si
e’ mai parlato di un dispiegamento, ma siamo pronti”, ha insistito
Emmanuel Macron. “Abbiamo istituito una missione ad hoc, co-guidata con il
Regno Unito, che ha riunito 50 paesi e organizzazioni internazionali per
garantire, in concerto con l’Iran e attraverso una de-escalation della
situazione con tutti i paesi della regione e gli Stati Uniti, la ripresa
del traffico marittimo non appena le condizioni lo consentiranno”, in
particolare per il trasporto di fertilizzanti, alimenti e idrocarburi, ha
spiegato. Nel secondo giorno del suo tour in Africa, il presidente
francese ha sottolineato che “l’intero continente africano sta attualmente
soffrendo a causa del blocco” dello Stretto di Gibilterra, attraverso il
quale transita normalmente una grande parte delle esportazioni di petrolio
mediorientale. La Francia ha annunciato la scorsa settimana che la sua
portaerei, la Charles de Gaulle, ha attraversato il Canale di Suez per
essere pronta qualora questa missione dovesse essere attuata in futuro.
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18:30
Iran, Trump: “Abbiamo altri obiettivi che potremmo attaccare”
In Iran, ci sono altri obiettivi da attaccare se
la guerra non dovesse terminare. Lo ha dichiarato il presidente Donald
Trump, in un altro passaggio dell’intervista a “Full Measure”, programma
televisivo di attualita’ e approfondimento investigativo statunitense,
condotto dalla nota giornalista Sharyl Attkisson. “Possiamo agire in due
settimane e colpire qualsiasi obiettivo. Avevamo obiettivi specifici e
probabilmente ne abbiamo colpiti il 70%, ma abbiamo anche altri obiettivi
che potremmo attaccare”, ha affermato il presidente Usa. Nel rispondere a
una domanda di Attkisson sulla fine – gia’ proclamata – della guerra
contro la Repubblica Islamica, Trump ha risposto che “no, non l’ho detto.
Ho detto che hanno fallito, ma questo non significa la fine della loro
carriera”. Nel valutare le operazioni gia’ attuate e quelle che gli Stati
Uniti potrebbero ancora portare avanti in Iran, il titolare della Casa
Bianca ha sottolineato che “anche se non lo facessimo, ci vorranno molti
anni per ricostruirli”.
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18:14
Iran, Usa: “Finora con blocco dirottate 61 navi e fermate 4”
“Oltre 20 navi da guerra statunitensi stanno
attuando il blocco navale contro l’Iran. Le forze Centcom hanno dirottato
61 navi commerciali e ne hanno disabilitate 4 per garantire la
conformita’”. Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate
americane, dando un aggiornamento sul bilancio totale del blocco navale da
quando e’ entrato in vigore.
18:07
Usa, valuta sospensione accise su benzina per guerra in Iran
Gli Stati Uniti stanno valutando di
sospendere temporaneamente l’imposta federale sulla benzina a causa
dell’aumento dei prezzi del combustibile provocato dalla guerra con
l’Iran. Il segretario statale all’Energia, Chris Wright, ha detto all’Nbc
che la Casa Bianca e’ disponibile a congelare queste imposte per ridurre i
costi che gravano sui consumatori.
18:06
Iran, Teheran smentisce perdita petrolio vicino a isola di Kharg
La Compagnia iraniana dei terminali petroliferi
(Iran Oil Terminals Company) ha smentito le notizie di una perdita di
petrolio vicino all’isola di Kharg, secondo quanto riportato dai media
statali. La smentita e’ giunta dopo che nei giorni scorsi alcune immagini
satellitari sembravano mostrare una grande chiazza a ovest del principale
hub di esportazione petrolifera del paese nel Golfo Persico.
L’amministratore delegato della compagnia ha dichiarato che le ispezioni
non hanno rilevato alcuna prova di perdite da serbatoi di stoccaggio,
oleodotti, impianti di carico o petroliere operanti vicino all’isola. La
stessa fonte ha aggiunto che anche il Centro di mutuo soccorso per le
emergenze marine, un organismo regionale che monitora l’inquinamento
marino, non ha segnalato alcun segno di perdita nella zona. Il funzionario
ha affermato che squadre iraniane hanno condotto ulteriori ispezioni sul
campo e analisi di laboratorio dopo la diffusione delle notizie e non
hanno individuato “nemmeno la piu’ piccola traccia” di perdita. Una
qualsiasi fuoriuscita di petrolio dall’isola di Kharg sarebbe un
“disastro” ecologico che innescherebbe immediatamente “una crisi
ambientale e geopolitica”, ha dichiarato ad Al Jazeera, Chuk Okereke,
professore di governance globale e politiche pubbliche all’Universita’ di
Bristol. “Anche se si rivelasse limitata, evidenzia comunque quanto siano
fragili le infrastrutture energetiche” nel Golfo “in un contesto di
crescente tensione militare”, ha analizzato. Poiche’ il Golfo e’ un
“bacino idrico semi-chiuso ed ecologicamente sensibile”, ha spiegato
Okereke, l’inquinamento da petrolio puo’ persistere molto piu’ a lungo che
in mare aperto, minacciando la pesca, le mangrovie e la biodiversita’
marina. “Tutti questi ecosistemi saranno a rischio”, ha avvertito
l’esperto.
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17:57
Iran: se arrivano navi Francia e Gb risponderemo
L’Iran ha avvertito Francia e Regno Unito che
rispondera’ in modo “fermo e immediato” al dispiegamento di navi militari
nei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per
garantire la liberta’ di navigazione nella regione. “Si avverte che la
presenza di navi francesi, britanniche o di qualsiasi altro Paese per
sostenere potenzialmente le azioni illegali e contrarie al diritto
internazionale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz si trovera’ di
fronte a una risposta ferma e immediata”, ha scritto su X il vice ministro
degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Il diplomatico ha sottolineato
che “sia in tempo di guerra sia in tempo di pace, soltanto la Repubblica
islamica dell’Iran puo’ garantire la sicurezza in questo stretto e non
permettera’ a nessun Paese di interferire in queste questioni”. Francia e
Regno Unito hanno annunciato negli ultimi giorni l’invio di unita’ navali
nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden per preparare una futura missione di
cooperazione congiunta destinata a rafforzare la liberta’ di navigazione
nell’area di Hormuz, bloccata dal conflitto che coinvolge Stati Uniti,
Israele e Iran. Secondo Gharibabadi, la presenza di forze
“extra-regionali” con il pretesto di proteggere la liberta’ di navigazione
rappresenta una “militarizzazione di una via marittima vitale” e
costituisce un’escalation della crisi. “La sicurezza marittima non si
garantisce con dimostrazioni di forza militare, soprattutto da parte di
attori che, attraverso il sostegno, la partecipazione o il silenzio di
fronte all’aggressione e al blocco, fanno parte del problema”, ha
aggiunto. Il vice ministro ha sostenuto inoltre che l’origine
dell’insicurezza nella regione risiede nell'”uso illegale della forza”,
nelle minacce contro gli Stati rivieraschi e nel blocco navale, in
apparente riferimento alle operazioni americane e all’assedio imposto a
porti e navi iraniane dal 13 aprile. Gharibabadi ha infine ribadito che lo
Stretto di Hormuz non e’ una zona sotto il controllo di potenze esterne e
ha rivendicato “il diritto della Repubblica islamica a esercitare la
propria sovranita’ su questa via marittima strategica e a determinarne il
quadro giuridico”.
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17:47
Iran, Netanyahu: “Guerra non è finita. Prendiamoci l’uranio”
La guerra con l’Iran “non e’ finita” ma l’uranio
arricchito in suo possesso puo’ essere “portato via”. Lo ha dichiarato il
premier israeliano Benjamin Netanyahu alla trasmissione “60 Minutes” della
Cbs. “Non e’ finita perche’ c’e’ ancora materiale nucleare, uranio
arricchito che deve essere portato fuori dall’Iran”, ha affermato
Netanyahu. “Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere
smantellati. Ci sono ancora gruppi armati sostenuti dall’Iran. Ci sono
missili balistici che vogliono ancora produrre”, ha avvertito il premier
israeliano. Per rimuovere l’uranio arricchito dall’Iran, “bisogna entrare
e portarlo via”, ha sottolineato. Secondo Netanyahu, il presidente Usa
Donald Trump gli avrebbe detto di voler “intervenire”. “Non parlero’ di
mezzi militari, ma quello che mi ha detto il presidente Trump e’: ‘Voglio
entrare li”, e penso che si possa fare fisicamente. Non e’ questo il
problema. Se c’e’ un accordo e andiamo a prendercelo, perche’ no? E’ il
modo migliore”. Alla domanda se le forze israeliane o statunitensi si
impadroniranno dell’uranio con la forza qualora non si raggiunga un
accordo, Netanyahu ha risposto: “Se avete intenzione di farmi queste
domande, le evitero'”.
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17:38
Iran, Netanyahu: “Guerra non finita, uranio va rimosso”
La scorta iraniana di uranio arricchito deve essere “eliminata” prima che la guerra tra il duo Usa-Israele e l’Iran possa considerarsi conclusa. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso in un’intervista al programma “60 Minutes” della Cbs. “Non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, uranio arricchito, che deve essere rimosso dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”, ha detto Netanyahu in un estratto dell’intervista che andrà in onda oggi. “Ci si va e lo si prende”, ha risposto il leader israeliano quando gli è stato chiesto come l’uranio potesse essere rimosso.
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17:35
La procuratrice di Israele si oppone alla nomina del nuovo capo del Mossad
La procuratrice generale di Israele, Gali Baharav-Miara, ha espresso la sua opposizione alla nomina del prossimo direttore del Mossad, Roman Gofman, in una lettera alla Corte suprema pubblicata oggi dai media israeliani. L’opposizione della procuratrice deriva da un caso risalente al 2022, quando il generale Gofman era di stanza al confine settentrionale di Israele. All’epoca, ricorda nella sua lettera, alcuni ufficiali che agivano “su ordine di Gofman” reclutarono, al di fuori di qualsiasi quadro giuridico, Uri Elmakiyes, un diciassettenne, per condurre “operazioni di raccolta di informazioni e di influenza” con Paesi nemici, principalmente la Siria. Ignari del fatto che agisse per conto dell’esercito, lo Shin Bet (il servizio di intelligence interno) arrestò il ragazzo, che fu incarcerato per oltre un anno prima che la procura indagasse e ritirasse tutte le accuse. Secondo la procuratrice, Gofman non fece nulla per scagionare il giovane dopo il suo arresto, arrivando persino a negare inizialmente di essere a conoscenza dei fatti. Roman Gofman, attuale segretario militare del primo ministro, è stato nominato da Benyamin Netanyahu nel dicembre 2025 all’incarico di direttore del Mossad. Nei prossimi giorni è prevista un’udienza presso la Corte Suprema per esaminare il caso, a seguito di diversi ricorsi contro la nomina presentati da organizzazioni israeliane per l’integrità e da Uri Elmakiyes. Netanyahu ha scritto alla Corte chiedendo il rigetto di questi ricorsi, affermando che “la responsabilità per la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini spetta al primo ministro, e solo a lui”.
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17:35
Iran, Trump: “Prenderemo uranio arricchito, abbiamo controllo”
Toni minacciosi dal presidente Usa Donald Trump
sull’uranio iraniano, mentre Teheran ha appena consegnato la risposta agli
Stati Uniti per tentare di porre fine alla guerra. “Gli Stati Uniti non
possono permettere all’Iran di possedere armi nucleari e di avere accesso
alla capacita’ nucleare”, ha dichiarato Trump in un’intervista a “Full
Measure”, programma televisivo di attualita’ e approfondimento
investigativo statunitense, condotto dalla nota giornalista Sharyl
Attkisson. “A un certo punto prenderemo l’uranio arricchito, ne abbiamo il
controllo. Se qualcuno si avvicina, possono dirvi il suo nome, il suo
indirizzo e il suo numero di matricola. Lo stiamo monitorando molto
attentamente e chiunque si avvicini, lo faremo saltare in aria”, ha
minacciato Trump.
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17:32
Iran, Trump: “Sorvegliamo scorte uranio, prima o poi le otterremo”
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno sorvegliando le scorte iraniane di uranio arricchito rimanenti e che le avrebbero “ottenute a un certo punto”, in un’intervista con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson registrata settimana scorsa e rilasciata oggi.
Nel corso dell’intervista, Trump ha minimizzato l’idea che il Paese detenga ancora una quantità significativa di uranio arricchito vicino a livelli utili per scopi bellici, che secondo gli ispettori internazionali probabilmente è sepolto nei siti nucleari presi di mira la scorsa estate. Questo nonostante il presidente abbia sostenuto che la guerra fosse volta a garantire che Teheran non potesse mai possedere un’arma nucleare, e abbia ripetutamente parlato di come gli Usa abbiano bombardato i siti nucleari iraniani la scorsa estate, come sottolinea il New York Times.
Ad aprile Trump aveva affermato di “non preoccuparsi realmente” dell’uranio arricchito perché era così in profondità. Nell’intervista rilasciata oggi ha ribadito che gli Usa stavano monitorando un sito e avvertito che “se qualcuno si avvicinasse al luogo, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria”.
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17:30
Iran, Trump: “Basterebbero due settimane per colpire tutti obiettivi”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un’intervista andata in onda oggi che ci vorrebbero solo due settimane per colpire “ogni singolo obiettivo” in Iran, aggiungendo che la repubblica islamica è “militarmente sconfitta”. Nel corso della conversazione con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson, registrata la scorsa settimana, ha anche definito la Nato una “tigre di carta” e ha accusato gli alleati di Washington di non aver fornito assistenza nella campagna contro Teheran.
“Sono militarmente sconfitti. Nella loro mente, forse non lo sanno. Ma penso che lo sappiano”, ha detto Trump nell’intervista, prima di aggiungere: “Questo non significa che abbiano finito”. Ha suggerito che l’esercito americano potrebbe “intervenire per altre due settimane e colpire ogni singolo obiettivo. Abbiamo certi obiettivi che volevamo, e ne abbiamo colpiti probabilmente il 70%, ma abbiamo altri obiettivi che potremmo potenzialmente colpire”. “Ma anche se non lo facessimo, sai, sarebbero solo gli ultimi ritocchi”, ha aggiunto.
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17:26
Centcom: “Respinte 61 navi per garantire il blocco navale all’Iran”
Oltre 20 navi da guerra americane stanno attuando il blocco navale contro l’Iran. E’ quanto riporta il Centcom, il Comandato militare americano che copre il Medio Oriente, precisando che attività di vigilanza hanno permesso di “reindirizzare 61 navi commerciali” e di “immobilizzarne 4 per garantire il rispetto” del blocco.
Il post su X, inoltre, include una foto in cui sono riprese nel mar Arabico la Uss John Finn (DDG 113) che naviga in coda alla Uss Milius (DDG 69), alla Usns Carl Brashear (T-AKE-7) e alla portaerei a propulsione nucleare Uss George H.W. Bush (CVN 77).
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17:15
Iran, condanna Emirati per “attacchi terroristici” contro Kuwait
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli
attacchi con droni contro il Kuwait avvenuti questa mattina. “Questi
attacchi terroristici costituiscono una violazione della sovranita’ del
Kuwait e una minaccia alla sua sicurezza e stabilita’”, ha dichiarato il
ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in un comunicato. Il
ministero della Difesa del Kuwait aveva precedentemente affermato che
“diversi droni ostili” erano stati rilevati nello spazio aereo del Paese
all’alba.
17:07
Iran contro le navi di Francia e Regno Unito nello Stretto di Hormuz
Il vice ministro degli Esteri iraniano ha scritto su X che “la presenza di navi da guerra francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz, potenzialmente a supporto delle azioni illegali e contrarie al diritto internazionale degli Stati Uniti, riceverà una risposta immediata e decisa”. Lo riporta Reuters.
16:59
Iran: risposta incentrata su fine guerra “anche in Libano”
La risposta dell’Iran agli Stati Uniti e’
incentrata sulla “fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in
Libano”. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irib News Agency,
secondo cui la risposta di Teheran inviata al Pakistan fa riferimento
“alla fine della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista su
tutti i fronti, in particolare in Libano”. Israele ha continuato a
condurre attacchi quotidiani in tutto il Libano nonostante l’accordo di
cessate il fuoco raggiunto tra le parti il 17 aprile e successivamente
prorogato.
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16:49
Iran, prima sessione pubblica parlamento da inizio guerra
Il parlamento iraniano ha tenuto oggi la
sua prima sessione pubblica dall’inizio della guerra con Israele e gli
Stati Uniti il 28 febbraio, anche se in modalita’ virtuale per problemi di
sicurezza. Secondo i media iraniani, il parlamento ha discusso di
“turbolenze di mercato, preoccupazioni dell’opinione pubblica e recenti
aumenti dei prezzi”, mentre l’inflazione su base annua supera il 73% e la
valuta nazionale ha toccato un nuovo minimo storico, scambiando oggi a
1.770.000 rial per dollaro. L’ultima sessione pubblica del parlamento si
era tenuta il 17 febbraio, undici giorni prima dell’inizio della guerra,
per discutere la bozza di bilancio per l’anno iraniano 1405 (2026-2027).
Il ritardo nello svolgimento di nuove sessioni parlamentari e’ stato
attribuito a problemi di sicurezza. Il presidente del parlamento, Ali
Nikzad, ha dichiarato che “il Parlamento e i suoi membri hanno svolto un
ruolo attivo fin dal primo giorno di guerra”, tenendo decine di riunioni
con la partecipazione dell’ufficio del presidente, dei presidenti delle
commissioni specializzate, dei dipartimenti parlamentari, del centro di
ricerca e di membri del governo per valutare i danni e studiare i
meccanismi di risarcimento. Durante questo periodo, il parlamento ha
presentato un disegno di legge per l’introduzione di pedaggi per le navi
che transitano nello Stretto di Hormuz.
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16:25
Iran, funzionari confermano base Idf nel deserto iracheno Najaf
Le forze israeliane hanno allestito una
base improvvisata utilizzando una vecchia pista di atterraggio nel deserto
iracheno durante la guerra contro l’Iran. Lo hanno riferito due funzionari
della sicurezza, confermando un articolo del Wall Street Journal (Wsj)
pubblicato ieri. All’inizio della guerra, scatenata dagli attacchi
congiunti israelo-americani contro l’Iran il 28 febbraio, le truppe
israeliane furono individuate nel deserto di Najaf, nel sud-ovest del
Paese, e si scontrarono con le forze irachene, uccidendo un soldato e
ferendone altri due. “Le forze israeliane hanno stabilito una base in una
pista di atterraggio abbandonata, costruita da Saddam Hussein, nel deserto
di Najaf”, ha confermato un funzionario della sicurezza. “Non ci sono piu’
forze li’, ma potrebbero aver lasciato delle attrezzature”, ha aggiunto,
precisando che l’operazione israeliana “era coordinata con gli Stati
Uniti”. Non e’ chiaro per quanto tempo le forze israeliane siano rimaste
sul posto ne’ quale fosse la loro missione. Un altro funzionario della
sicurezza ha dichiarato oggi che vi erano “indicazioni che l’operazione
coinvolgesse una squadra tecnica israeliana sotto protezione militare
americana”. Ha inoltre confermato che le forze straniere hanno utilizzato
una vecchia pista di atterraggio costruita da Saddam e che sul posto sono
stati avvistati elicotteri CH-57 Chinook. “Non c’e’ piu’ personale
militare li'”, sebbene abbiano lasciato sul posto attrezzature, tra cui un
radar, probabilmente utilizzato per il disturbo elettronico. Il sito era
nascosto in una valle, “una posizione scelta con cura per evitare attacchi
missilistici iraniani”, ha affermato il funzionario. Le prime segnalazioni
di truppe straniere nel deserto di Najaf sono emerse all’inizio della
guerra, dopo che un pastore aveva riferito di aver visto attivita’
militari. L’Iraq e’ stato coinvolto nella guerra in Medio Oriente fin
dall’inizio, con attacchi attribuiti agli Stati Uniti e Israele contro
gruppi armati sostenuti dall’Iran, che a loro volta hanno lanciato
centinaia di attacchi contro interessi statunitensi nella regione. Ieri,
il Wall Street Journal ha riportato che “Israele ha allestito un avamposto
militare clandestino nel deserto iracheno per supportare la sua campagna
aerea contro l’Iran”. L’articolo affermava che “Israele ha costruito
l’installazione, che ospitava forze speciali e fungeva da centro logistico
per l’aviazione israeliana, poco prima dell’inizio della guerra, con la
consapevolezza degli Stati Uniti”. In seguito all’articolo del Wall Street
Journal, un portavoce della sicurezza irachena ha rimandato i giornalisti
a una precedente dichiarazione rilasciata il 5 marzo. All’epoca, Qais
al-Mohamadawi, vice comandante delle operazioni congiunte irachene, aveva
dichiarato ai media statali che l’Iraq aveva protestato con la coalizione
anti-jihadista a guida statunitense di stanza nel Paese per un raid aereo
a Najaf. Il deserto di Najaf e’ vasto e in gran parte disabitato, il che
rende difficile per le forze irachene mantenere una stretta sicurezza
nella zona.
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15:34
Media Iran: “Risposta Teheran incentrata su stop guerra e sicurezza marittima”
L’obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la “cessazione immediata della guerra” e il “ripristino della sicurezza marittima” nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari. Secondo l’attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all’attuale conflitto militare.
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15:16
Media, capo Idf chiede “con urgenza più soldati”
“Non mi occupo di processi politici o legislativi, mi occupo di una guerra su più fronti e di battere il nemico” e “per continuare a farlo, le Idf hanno bisogno con urgenza di più soldati”. E’ quanto avrebbe rimarcato il capo di Stato Maggiore delle forze israeliane (Idf), Eyal Zamir, alla Commissione Esteri e Difesa della Knesset, durante una riunione a porte chiuse secondo notizie dei media locali rilanciate dal Times of Israel.
15:04
Iran critica l’Aiea: “Il suo compito è fare verifiche, non dare messaggi politici”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto le recenti dichiarazioni del direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, sullo Stretto di Hormuz e sul programma missilistico iraniano. “Il mandato dell’Aiea è la verifica, non la diffusione di messaggi politici sullo Stretto di Hormuz, sui missili iraniani o su come Teheran dovrebbe comportarsi”, ha affermato in un messaggio su X. “Quando l’imparzialità professionale viene compromessa per la propaganda politica o per ambizioni personali, le istituzioni perdono credibilità e, col tempo, anche efficacia”, ha sottolineato Baghaei.
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14:36
Media Iran, Teheran ha inviato la risposta alla proposta Usa via Pakistan
La Repubblica Islamica dell’Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all’ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l’agenzia Irna.
14:28
Qatar: “Strumentalizzare Stretto Hormuz aggrava crisi”
Il Qatar avverte l’Iran che la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz non farebbe altro che aggravare la crisi. Lo ha dichiarato il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, durante una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Al Thani ha affermato che “chiudere o utilizzare lo Stretto di Hormuz come mezzo di pressione non farebbe altro che peggiorare la crisi” in Medio Oriente, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri del Qatar. Durante la conversazione con Araghchi, il primo ministro qatariota ha inoltre ribadito che il concetto di libertà di navigazione non è soggetto a “compromessi”, dopo che Doha ha segnalato un attacco con droni contro una nave mercantile nelle sue acque territoriali.
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13:41
Nave sudcoreana in fiamme a Hormuz il 4 maggio, colpita da attacchi aerei
Una nave cargo sudcoreana ha subito attacchi aerei nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato La Corea del Sud ha annunciato domenica che la propria nave, vittima di un incendio il 4 maggio nello stretto di Hormuz, era stata colpita da attacchi provenienti dall’aria.“Il 4 maggio, due velivoli non identificati hanno colpito lo scafo» di una nave gestita dall’operatore sudcoreano Hmm Namu «a circa un minuto di distanza l’uno dall’altro», ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri sudcoreano a seguito di un’ispezione in loco effettuata venerdì. Una settimana prima, Seul aveva segnalato un’esplosione e un incendio a bordo della stessa nave nello stretto, mentre era ancorata vicino agli Emirati Arabi Uniti. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
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13:38
Parlamentare iraniano minaccia gli Usa: “La nostra moderazione è finita”
Il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano ha avvertito gli Stati Uniti contro qualsiasi attacco alle navi nelle acque del Golfo, affermando che la moderazione dell’Iran è finita. “La nostra moderazione è finita da oggi. Qualsiasi attacco alle nostre navi provocherà una risposta iraniana forte e decisa contro le navi e le basi americane”, ha dichiarato Ebrahim Rezaei in un post su X.
13:32
Beirut, 2 paramedici del Comitato Sanitario Islamico uccisi in raid israeliano
Il ministero della Salute libanese ha riferito che due paramedici del Comitato Sanitario Islamico, affiliato a Hezbollah, sono stati uccisi nel corso di raid israeliani nel sud del Paese. Altri cinque paramedici sono invece rimasti feriti, ha aggiunto il ministero in un comunicato. La nota sostiene che Israele ha “colpito direttamente, con due attacchi, due sedi del Comitato Sanitario”, uccidendo un paramedico e ferendone altri tre a Qalaway, e uccidendo un altro paramedico e ferendone altri due a Tibnin. Beirut denuncia la continua “violazione del diritto internazionale” da parte delle forze israeliane
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13:21
Media Iran, capo forze armate incontra Khamenei: “nuove direttive contro nemici”
La televisione di Stato iraniana ha riferito che Ali Abdollahi, capo del comando centrale delle forze armate Khatam al-Anbiya, ha incontrato la guida suprema Mojtaba Khamenei, che non si vede in pubblico dalla sua nomina a marzo. Khamenei ha impartito “nuove direttive e linee guida per la prosecuzione delle operazioni contro il nemico”, ha affermato la televisione di Stato, senza specificare quando si sia svolto l’incontro.
13:13
Teheran a Usa: meglio che vi arrendiate
Gli Stati Uniti dovrebbero prendere atto della nuova realtà e arrendersi. A sostenerlo è stato Ebrahim Rezae, nuovo portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale iraniana. “Da oggi la nostra pazienza è finita: ogni attacco alle nostre navi sarà accolto
con una risposta pesante e decisa dell’Iran contro le navi e le basi
americane”, ha avvertito.
12:46
Capo Stato maggiore vede Khamenei: nemici si pentiranno
L’Iran è pronto a reagire a qualsiasi aggressione e a “far pentire” i suoi nemici. Lo ha assicurato il comandante dello stato maggiore unificato Khatam al-Anbiya, che è stato ricevuto dal leader supremo iraniano Mojtabah Khamenei. Lo ha riferito l’agenzia Tasnim. Nell’incontro, il generale Ali Abdullah ha assicurato che “le unità dei combattenti islamici, hanno spirito di combattimento, prontezza difensiva e offensiva, piani strategici, attrezzature e armamenti necessari per affrontare le azioni ostili dei nemici sionisti e americani”, si legge in una nota.
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12:01
Pezeshkian: “Non ci piegheremo mai al nemico, negoziare non significa arrendersi”
“L’Iran non si piegherà mai al nemico”: lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che “se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell’Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali”. Secondo l’agenzia di stampa Irna, il presidente ha invitato il popolo all’unità di fronte alla “situazione e alle difficoltà attuali”.
12:00
Kuwait: droni ostili intercettati nel nostro spazio aereo
Le forze armate del Kuwait hanno intercettato stamattina presto “diversi droni ostili” all’interno dello spazio aereo del Paese: è quanto reso noto dal portavoce ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait, il colonnello Saoud Abdulaziz Al-Atwan, in un comunicato diffuso dai social. L’esercito del Kuwait fa sapere che l’episodio “è stato gestito secondo le procedure approvate”. Nel comunicato non sono indicati danni a persone o cose.
11:47
Teheran: smantellate due cellule terroristiche Mossad
Il ministero dell’Informazione iraniano ha reso di avere individuato e smantellato “due cellule terroristiche legate al Mossad”, i servizi segreti iraniani. “I membri di una cellula operativa composta da quattro persone legate al Mossad nella provincia dell’Azerbaigian Occidentale sono stati identificati e arrestati prima di poter compiere attacchi terroristici contro obiettivi sensibili e omicidi mirati a Teheran”, si legge in una nota del ministero dell’Informazione rilanciata dai media iraniani.
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11:12
Cnn: gasiera del Qatar attraversa Hormuz per la prima volta da inizio guerra
Una gasiera qatariota carica di Gnl ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è diretta in Pakistan. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento navale. La nave, denominata Al Kharaitiyat, è la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, alla fine di febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dall’emittente. Il tracciato della nave mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall’Iran, vicino all’isola di Qeshm, secondo il sito di tracciamento MarineTraffic. L’Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l’hub di esportazione di Ras Laffan all’inizio di questo mese. Il Qatar normalmente fornisce quasi il 20% del Gnl mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto.
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09:44
Agenzia marittima Gb: nave colpita da un proiettile al largo di Doha
Un proiettile “non identificato” ha colpito una nave al largo delle coste del Qatar nelle prime ore di domenica mattina: lo ha riferito l’agenzia marittima britannica Ukmto, dopo che i pasdaran iraniani avevano minacciato il giorno precedente di prendere di mira navi “nemiche” nella regione. Secondo l’agenzia, una nave portarinfuse ha segnalato di essere stata colpita a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha. “Si è sviluppato un piccolo incendio, ma è stato spento. Non ci sono vittime. Non è stato segnalato alcun impatto sull’ambiente”, ha precisato la stessa fonte.
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09:35
Idf: oltre 10 membri di Hezbollah uccisi nel weekend, colpiti 40 siti
Oltre 10 militanti di Hezbollah sono stati uccisi e circa 40 siti utilizzati dal gruppo terroristico sono stati colpiti da raid nel sud del Libano durante il fine settimana, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e riportato dal Times of Israel. L’esercito israeliano ha dichiarato che tra gli obiettivi figuravano edifici utilizzati da Hezbollah, depositi di armi, un lanciarazzi e altre infrastrutture. I militanti sono stati colpiti dopo essere stati individuati in prossimità di truppe israeliane, aggiunge l’Idf.
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09:03
Media, oltre 35 morti nell’ultima ondata di raid israeliani in Libano
I raid israeliani che hanno colpito diverse zone del Libano meridionale nelle scorse 24 ore circa hanno provocato oltre 35 morti: è quanto riferito da alcuni media internazionali, facendo riferimento alle autorità sanitarie locali. La testata israeliana Haaretz, citando il ministero della Sanità, scrive stamattina di “36 morti nel corso dell’ultima giornata”. Dal canto suo, la Bbc riporta un bilancio di 39 morti. L’agenzia libanese Nna aggiunge che anche stamattina ci sono stati nuovi raid. Non è ancora stato precisato un bilancio di eventuali vittime.
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08:17
Pasdaran: se navi attaccate colpiremo siti Usa
Il comando della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) è tornato a minacciare gravi conseguenze in caso di attacco alle sue navi nel Golfo Persico. “Qualsiasi aggressione nei confronti delle petroliere e delle navi mercantili iraniane comporterà un pesante attacco contro uno dei centri americani nella regione e contro le navi nemiche”, si legge in una nota diffusa dall’agenzia Irna.
07:55
Esercito Iran: “Chi impone sanzioni avra’ problemi a Hormuz”
I paesi che hanno imposto sanzioni all’Iran avranno problemi ad attraversare lo stretto di Hormuz. L’avvertimento è arrivato dal colonnello Akrami Nia, portavoce dell’esercito della Repubblica Islamica, a quanto riporta l’agenzia Tasnim. “D’ora in poi, i paesi che seguiranno gli Stati Uniti nell’applicazione delle sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran si troveranno sicuramente in difficolta’ nel transitare lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato.
07:20
Pakistan, proseguono sforzi per pace duratura
I negoziati per una pace tra Stati Uniti e Iran vanno avanti. A confermarlo e’ stato il capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano Asim Munir, mediatore tra Washington e Teheran. “Gli sforzi di mediazione per raggiungere una pace duratura proseguono”, ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani. “Islamabad sta conducendo una mediazione imparziale in Medio Oriente con l’obiettivo di raggiungere una pace duratura. Sta facendo tutto il possibile per arrivare a un successo”.
06:36
Usa ancora in attesa della risposta dell’Iran sul piano di pace
Gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell’Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, mentre la fragile tregua regge. Sabato, il presidente Donald Trump ha ribadito di “aspettarsi di avere notizie molto presto” da Teheran e ha passato buona parte della giornata al LIV Golf Tournament di Sterling, in Virginia, presso il Trump National Golf Club Washington Dc. Su Truth, il suo social media, ha postato, tra l’altro, diverse foto del green, altre del restauro della grande vasca di fronte al Lincoln Memorial e alcuni attacchi contro l’ex direttore dell’Fbi James Comey, suo acerrimo nemico, che andrà a processo il 15 luglio, chiamato a rispondere dei nuovi capi d’accusa penali per aver minacciato il tycoon. Nel frattempo, sempre sabato, gli sforzi diplomatici hanno registrato il premier del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all’indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance.
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06:36
Flotilla, espulsi da Israele i due attivisti Thiago e Saif
Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. In un post su X, il ministero ha dichiarato: “Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”.
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