Partita decisa già nel primo tempo con i gol di Rashford e Torres. Rimasti a casa Mbappé e Florentino che, infuriato, pensa al ritorno di Mourinho

Il Barça festeggia la sua 29a Liga, due su due con Hansi Flick, la terza in 4 anni, il Madrid si dispera precipitando ancora più giù nella sua spirale autodistruttiva di caos, anarchia e depressione. Solo una volta, il 3 aprile del 1932, una Liga era stata decisa da un Clásico: Madrid campione pareggiando a Barcellona. Ieri è finita 2-0 per i catalani che a 3 giornate dalla fine allungano a +14 sui rivali (che con Xabi Alonso avevano 5 lunghezze di vantaggio dopo il Clásico di ottobre) e continuano a correre verso i 100 punti raggiunti nel 2012 dal Madrid di Mourinho e nel 2013 dal Barça del compianto Vilanova. Il Barça ha vinto 18 partite su 18 in casa. Appunti sparsi È la Liga dell’affranto Flick, colpito in mattinata dalla morte del padre. È il 14° ‘scudetto’ del 37enne Lewandowski, tra Polonia, Germania e Spagna. Il bomber ieri era in panchina ed è in partenza, chissà se verso l’Italia. È la terza Liga del 18enne Lamine Yamal, in tribuna a curarsi il muscolo leso in vista del Mondiale. È la prima Liga di Joan García, il portiere strappato all’Espanyol e unico acquisto del mercato 2025 per un Barça sempre in crisi economica e impastoiato dal fairplay finanziario della Liga. È il trionfo della Spagna: ieri 9 degli 11 titolari di Flick erano selezionabili da Luis De la Fuente. E mancava Lamine, come detto. È l’ennesimo trionfo della cantera: 8 dei primi 11 giocatori con più minuti disputati in questo campionato sono cresciuti alla Masía, giovani e forti. E costati zero. È la Liga di Joan Laporta, appena rieletto presidente per la quarta volta, la seconda da quando è tornato nel 2021. Menzione per Joao Cancelo, che in gennaio ha lasciato Simone Inzaghi e l’Arabia per venire da Flick e diventare campione in Spagna dopo i trionfi in Portogallo, Italia, Inghilterra e Germania. E poi Gerard Martin, terzino sinistro convertito in centrale affidabile, Gavi rientrato dal secondo grave infortunio, la dinamo Fermín, 6 gol e 9 assist, il cervello Pedri, l’altro 2007 Cubarsí, titolarissimo. 

Mbappé a casa—  

Dall’altra parte la giornata è iniziata con una bomba. L’ennesima: Kylian Mbappé ha accusato ‘molestias’, fastidi, alla fine dell’allenamento di sabato ed è rimasto a casa per precauzione. Il madridismo è infuriato. Quello che i tifosi dei ‘blancos’ chiamano ‘El Dictador’ fa quello che vuole, e la sua volontà curiosamente non è mai allineata agli interessi del club. Il ‘Kyller’ pensa al Mondiale. Arbeloa, al primo Clásico, ha fatto giocare titolare Tchouameni nonostante giovedì abbia mandato all’ospedale Valverde. 

La partita—  

È durata 18’: a quel punto il Barcellona era già avanti 2-0 grazie a una magnifica punizione di Rashford col destro da destra a morire docilmente all’incrocio lontano, e al 14° gol di Ferran Torres in Liga, con assist di tacco di Dani Olmo. Nella ripresa buone notizie per Ancelotti col rientro di Raphinha, fermo dal 26 marzo, qualche accenno di rissa e nulla di più. 

Pronostici sulla Liga generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.

Lo scherno—  

I primi ‘olé’ al 26’, poi cori contro Vinicius ‘Balón de Playa’, pallone da spiaggia invece che d’oro, e Arbeloa, ‘Cóno quedate’: il tecnico madridista chiamato in gennaio e pronto ad essere silurato dopo aver rimediato ben 8 sconfitte in 25 partite viene invitato a restare e chiamato ‘cono’, nomignolo preso dalla segnaletica stradale affibbiatogli anni fa da Gerard Piqué che crudelmente ne sottolineava la scarsa destrezza intellettuale. Il primo ‘Campeones’ è partito a metà della ripresa, ed è esploso al 90’. Poi il girotondo sulle note di ‘Viva la Vida’. Il Barça balla, Florentino Perez rimasto a casa, furioso, e senza grandi titoli per il secondo anno consecutivo, pensa a Mourinho.

LA PARTITA—  

Un Clasico con un titolo in palio. Barcellona e Real Madrid si sfidano nella 35esima giornata de LaLiga, con i blaugrana che diventeranno campioni di Spagna in caso di successo o pareggio. Sarebbe la seconda consecutiva per l’allenatore Flick.