In questo contesto si inserisce il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea, che apre alla possibilità di utilizzare in Europa il carburante “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada. Gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi alla rete aerea. L’Easa, però, precisa che il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.

 

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