La sfida del Maradona tra Napoli e Bologna si è trasformata anche in un nuovo capitolo della tensione attorno all’inchiesta sugli arbitri. Dalla Curva A è comparsa una coreografia durissima contro il sistema calcistico italiano e, soprattutto, contro l’Inter. Al centro dello striscione gigante compare una caricatura di Beppe Marotta nelle vesti di burattinaio: dall’alto muove i fili che controllano arbitri, dirigenti federali e VAR, mentre ai lati spuntano riferimenti evidenti alla Serie A, alla FIGC e alle piattaforme televisive del campionato. In basso, uno striscione altrettanto esplicito: “Eravamo quattro amici al VAR”. Un messaggio che si inserisce direttamente nel clima infuocato generato dall’inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale, con il nome del designatore Gianluca Rocchi finito al centro delle indagini e con diverse partite di Serie A finite sotto la lente degli investigatori. La tifoseria azzurra ha così scelto di cavalcare il momento, alimentando i sospetti e le polemiche che da settimane agitano il dibattito calcistico italiano. L’attacco all’Inter è evidente con il volto di Beppe Marotta che domina la scena nelle vesti di burattinaio del sistema.

 

 

L’inchiesta si allarga

Intanto l’inchiesta del pm Maurizio Ascione continua ad allargarsi. Nella giornata di oggi è stato ascoltato in Procura Giancarlo Viglione, responsabile dell’ufficio legislativo della FIGC e uomo vicinissimo all’ex presidente Gravina. L’audizione, durata circa due ore e mezza, si è concentrata soprattutto sul filone delle presunte “bussate” alla sala VAR di Lissone e sui protocolli relativi alla gestione del centro operativo arbitrale. Gli investigatori stanno cercando di chiarire ruoli, competenze e possibili interferenze nella gestione del VAR, mentre resta aperto anche il filone sulle presunte designazioni pilotate di arbitri ritenuti “graditi” o “non graditi” ai club. Lo stadio ha reagito con applausi e cori, mentre le immagini della curva hanno immediatamente fatto il giro dei social, diventando virali in pochi minuti. Una contestazione scenografica e pesantissima, che inevitabilmente aggiunge altra benzina a un finale di stagione già tesissimo dentro e fuori dal campo.

 

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