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Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio

Garlasco, Sempio intercettato nel 2017: «È successo qualcosa alle 9:30». Per i pm «indicava l’ora del delitto». Nessuno degli amici parla di visite nella cantina di casa Poggi

MILANO – «È successo qualcosa quel giorno… era sempre lì in casa… io non so se lei ha detto che lavorava… però c…zo, oh… alle nove e mezza a casa…». È una delle vecchie intercettazioni della prima inchiesta contro Andrea Sempio, quella del 2017 poi archiviata.

Anche in questa occasione, l’indagato è solo in auto. E, come (tante) altre volte, si lascia andare a uno sfogo solitario. Gli inquirenti di oggi, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, appuntano: «L’indagato sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio».



















































Quelle sue «vecchie» parole — compatibili con la finestra oraria indicata nella sua consulenza dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo per un’aggressione durata «15-20 minuti» — vengono ricollegate al soliloquio captato il 14 aprile dell’anno scorso.

È quello delle «tre chiamate», dell’interesse che «non era reciproco», e del video «dentro la penna». Ma anche a quello del 12 maggio 2025, in cui sembra far riferimento al «sangue». 

grafico garlasco

Il podcast

In quel caso, la difesa del commesso 38enne aveva parlato di semplici commenti ad alta voce a un podcast. Per gli inquirenti non ci sarebbero collegamenti diretti: quell’episodio di «Bugallala crime» si riferiva alle indagini del 2017. E non si parlava dei filmati intimi girati da Chiara Poggi e Alberto Stasi. Nell’ambientale, piazzata nella sua Panda, si sente Sempio commentare le frasi della madre fatte ascoltare nella puntata. Poi ferma la riproduzione. Per quasi due minuti l’abitacolo è silenzioso. D’improvviso lo sfogo — bisbigliato, quasi non volesse farsi sentire — intercettato dagli investigatori e considerato d’interesse dall’accusa. Cosa diversa dal fogliettino, intitolato «Inizio scoperta», e recuperato dai rifiuti lasciati dall’indagato a distanza da casa il 26 febbraio di un anno fa, appena dopo essere stato contatto dai carabinieri per una notifica. Quel biglietto per la difesa, era la scaletta per un messaggio audio da inviare a Gianluigi Nuzzi (che ha confermato): un racconto dei momenti seguiti alla notizia della sua prima indagine.

Le scarpe Frau

Nuovi approfondimenti sul tema delle impronte «a pallini» che nelle sentenze di condanna a Stasi erano state abbinate a scarpe Frau 42, numero compatibile per i pm pavesi anche con Sempio. Una consulenza dei pm mette in dubbio la «perfetta sovrapponibilità» di suola e marca con la traccia «6», l’impronta più nitida sul pavimento. A seconda del punto di riferimento scelto per far combaciare suola e segni insanguinati si verificherebbe un «disallineamento» dei tasselli nella zona della pianta o delle lettere «A» e «U» del logo.

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Gli amici in casa Poggi

Ascoltati dagli investigatori, gli amici della comitiva hanno restituito una versione diversa da quella di Sempio sulla frequentazione di casa Poggi. Il gruppo s’incontrava al «Punto zero» di Garlasco. In alternativa, a casa di Mattia Capra e Alessandro Biasibetti per giocare ai videogame (in questo articolo le piste alternative cadute sugli amici di Sempio e sul santuario della Bozzola). Dai Poggi andavano, «anche se non frequentemente», dice Marco a pochi giorni dal delitto. «Rimanevamo o nella saletta tv al piano terra o salivamo al primo piano nella camera da letto di Chiara per usare il computer». Anche se il padre Giuseppe non aveva ricordo di Sempio. Per Capra, la compagnia frequentava «il salottino piccolo», quello con la consolle, mentre al piano superiore «può essere capitato» di entrare in camera di Marco, «sicuramente ancor meno» in quella di Chiara. Anche Biasibetti dice che al piano di sopra «ci sarò stato una volta», tanto da non saperlo neanche descrivere. E nella stanza di Marco, non di Chiara: «No, non ci sono mai entrato». «Al piano di sopra era difficile che si andasse», concorda Roberto Freddi. Nessuno ha mai fatto accenno a discese in cantina.

Sempio a Roma

Lunedì Sempio è andato a Roma per sottoporsi alla consulenza psicologica voluta dai difensori Angela Taccia e Liborio Cataliotti. A chi l’ha incrociato e gli ha chiesto del suo stato d’animo, scrive il Messaggero, ha risposto: «Non riesco quasi più a lavorare».

12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 07:59)