Non c’è pace per la martoriata periferia est di Napoli. A poco più di un mese di distanza dalla morte violenta dell’innocente Fabio Ascione, Ponticelli fa registrare un nuovo, gravissimo fatto di sangue. Questa volta, però, non si è trattato di un proiettile partito per errore, come nel caso del ventenne ucciso in viale Carlo Miranda. Teatro dell’agguato scattato ieri notte, il complesso di edilizia popolare conosciuto come lotto 6, uno dei fortini per anni contesi tra i clan De Luca Bossa-Minichini e De Micco, con quest’ultimo criminale diventato ormai egemone in quasi tutto il quartiere. Almeno cinque i colpi di pistola esplosi contro l’auto in cui si trovava l’uomo finito nel mirino dei killer. Per Antonio Musella, conosciuto in zona con il nomignolo di “’o muccuso”, non c’è stata alcuna possibilità di scampo.

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Qualcuno, dopo aver sentito gli spari, ha lanciato l’allarme e poco prima dell’una l’uomo è arrivato in condizioni disperate al pronto soccorso dell’ospedale del Mare, dove è spirato un paio di ore più tardi. Sulla scena dell’omicidio, in via Cupa Vicinale Pepe, sono intervenuti i poliziotti della Squadra mobile di Napoli, i colleghi del commissariato Ponticelli e le volanti dell’Ufficio prevenzione generale, chiamati a ricomporre un puzzle criminale al momento di difficile interpretazione.

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Sul posto gli investigatori hanno trovato il veicolo della vittima crivellato di colpi sulla parte anteriore: segno che, forse, il suo percorso e quello dei sicari si sono incrociati. Gli inquirenti non escludono però che l’esecuzione possa essere scattata al culmine di un precedente inseguimento. Al momento non è chiaro se l’uomo centrato dalla raffica di piombo si trovasse in auto da solo o in compagnia di qualcuno che ha fatto perdere le proprie tracce. Si scava dunque nel passato e nella rete di rapporti dell’uomo, già noto tra l’altro agli archivi delle forze dell’ordine. Napoli Est sprofonda nell’incubo di una nuova escalation di violenza.