L’ad del Milan è stato inquadrato mentre reagiva con un sorriso alla coreografia della Curva Sud. Il giorno dopo motiva il gesto e ricorda di essere il primo tifoso rossonero
Giornalista
12 maggio – 08:02 – MILANO
Giorgio Furlani è un tifoso rossonero che deve fare i conti anche con la propria passione. I conti sono al centro di tutto: quello che in ambienti finanziari, e forse anche nel calcio europeo, è motivo di vanto, nel pallone italiano può essere l’origine di una contestazione feroce. Il Milan è un club ben amministrato e con bilanci in ordine, nel rispetto di quella che è la regola aziendale di RedBird: la proprietà rossonera chiede che la società si autofinanzi, con l’amministratore delegato che deve dunque operare entro i confini della sostenibilità economica. Abbinare risultati sportivi e finanziari è davvero possibile? La storia dice di sì e la storia l’ha scritta proprio il Milan. Lo scudetto del 2022 rese il Milan campione sul campo e nel bilancio, con Pioli alla guida di un gruppo che, nonostante l’esperienza aggiunta da Kjaer, Giroud e Ibrahimovic, era il più giovane tra tutte le formazioni del campionato. Furlani era allora manager di Elliott, proprietà americana che salvò il club dalle macerie della gestione cinese. Elliott fu poi generoso nell’investire nel Milan un totale di circa 500 milioni, molti anche per spese di mercato.
Autonomia—
Oggi la situazione è diversa e la necessità è quella di sostenersi autonomamente. I soldi che la dirigenza ha potuto investire nel club sono quelli generati dal club stesso attraverso le cessioni, i ricavi commerciali e i premi da piazzamento Champions. I risultati sportivi restano centrali nel progetto: motivo per cui in estate lo stesso Furlani ha scelto di dotare la società di un direttore sportivo d’esperienza e di successo, dagli addetti ai lavori riconosciuto particolarmente abile nello scouting. Insieme hanno puntato su Allegri, allenatore che è garanzia di successo. Sono arrivati due dei tre giocatori costati (sotto le gestioni americane) più di 30 milioni: Nkunku e Jashari, che finora non hanno ripagato le attese (era già successo con De Ketelaere), parte di un mercato da oltre 180 milioni spesi. Le scelte estive volevano riparare agli errori della stagione scorsa, con Pioli arrivato a fine ciclo e il bisogno di cambiare rotta prima con Fonseca e poi con Conceiçao. Decisioni chiave prese con l’appoggio di Furlani (per il resto fuori dalle scelte tecniche): i numeri hanno presto suggerito un nuovo cambio di strategia.
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Reazione—
I risultati che ancora vedono il Milan distante dall’Inter e ora con la Champions in pericolo sono deludenti e il dirigente più alto in carica si aspettava di finire nel mirino. La contestazione, se civile, è legittima: Furlani ha scelto di essere domenica a San Siro nonostante le critiche mirate. Un video lo inquadra mentre distoglie lo sguardo dalla scritta in Curva Sud (“GF OUT”) e accenna un sorriso che sembra sbeffeggiare i tifosi quando invece era tutt’altro. “Era un’espressione di stress, la tensione era altissima vista anche la posta in palio della partita”, spiega alla Gazzetta. Ricordando di essere lui tifoso rossonero fin da bambino.
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