L’attore di origine canadese Donald Sutherland è stato uno dei volti più popolari dell’industria cinematografica di Hollywood dalla metà degli anni Sessanta fino alla sua scomparsa nel giugno del 2024, all’età di 88 anni. L’interprete, che si è distinto per una carriera prolifica con oltre 150 film all’attivo dando vita a personaggi profondamente diversi tra loro, ottenne il suo primo ruolo di rilievo nel film bellico Quella sporca dozzina (Robert Aldrich, 1967), dove condivise lo schermo con attori del calibro di Lee Marvin, Charles Bronson e John Cassavetes.

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Sutherland continuò a consolidare il suo status all’interno della competitiva industria del cinema grazie a titoli come M*A*S*H (Robert Altman, 1970), il war-movie I guerrieri (Brian G. Hutton, 1970), in cui apparve accanto a Clint Eastwood, Una squillo per l’ispettore Klute (Alan J. Pakula, 1971), E Johnny prese il fucile (Dalton Trumbo, 1971), Novecento (Bernardo Bertolucci, 1976), Terrore dallo spazio profondo (Philip Kaufman, 1978) o La cruna dell’ago (Richard Marquand, 1981). Sono state proprio queste pellicole a fargli raggiungere vette altissime di popolarità tra il grande pubblico.
Dai grandi classici al fenomeno Hunger Games
Già durante gli ultimi anni della sua carriera, Sutherland ha regalato una serie di interpretazioni rimaste impresse nella memoria di una nuova generazione di spettatori, come il suo piccolo ruolo nel film d’azione The Italian Job (F. Gary Gray, 2003), la sua apparizione in Ritorno a Cold Mountain (Anthony Minghella, 2003) o la partecipazione alla celebre saga distopica di Hunger Games. In quest’ultima, lungo quattro capitoli, ha interpretato il dittatore totalitario Coriolanus Snow. Nonostante l’apparente stranezza della sua presenza in un franchise dai toni chiaramente commerciali, fu lo stesso Donald Sutherland a contattare la casa di produzione per interessarsi al ruolo: era convinto che, attraverso quel personaggio, avrebbe potuto risvegliare l’interesse per la politica nei ragazzi più giovani.

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Tuttavia, nonostante una carriera costellata di successi, l’attore non ha ricevuto un riconoscimento pari al suo status per quanto riguarda i premi cinematografici più ambiti. Sebbene avesse vinto due Golden Globe, un Emmy e un Premio Donostia al Festival di San Sebastian, Donald Sutherland non ottenne mai una singola nomination ai premi Oscar. Questa ingiustizia fu corretta dall’Academy solo tardivamente, con il conferimento dell’Oscar alla carriera nel 2018, quando l’attore aveva 83 anni. Durante il discorso di accettazione, Sutherland fece sfoggio del suo proverbiale senso dell’umorismo, pronunciando parole che scatenarono le risa collettive della platea: “Non merito un Oscar, ma ho l’artrite e non merito neanche quella, quindi grazie mille”.

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