E’ stata una delle prime femministe., i conferma icona di stile, come quando negli Anni 80 conquistò gli italiani indossando gli abiti della perfida lexis Colby Currington in Dynasty
La sorpresa sul red carpet della serata inaugurale del festival di Cannes 2026 è stata Joan Collins, arrivata ingioiellata, stretta in un abito bianco, il suo colore d’elezione. Niente paillettes questa volta, ma immancabile il rossetto rosso. Il 23 maggio spegnerà 93 candeline, ma Joan, ha sfilato con lo stesso carisma e gioia di vivere con i quali ha conquistato gli italiani quando negli Anni 80 indossava gli abiti della perfida lexis Colby Currington in Dynasty . Nella serie tv era una seduttrice, nella vita reale è arrivata a cinque matrimoni. Sin dall’inizio della carriera, Joan Collins ha saputo come vestirsi per lasciare il segno fino a diventare icona di stile. Ma Dame Joan Henrietta Collins (Londra, 23 maggio 1933) è diventata un modello anche per quella capacità di trasmettere energia e forza. Lo ha fatto anche a Cannes rubando la scena alle colleghe più giovani.
“Sono stata una delle prime femministe – ama dichiarare -. Ho sempre amato vivere libera”. Figlia dell’agente teatrale Joseph Collins e di Elsa, un’insegnante di danza, Joan aveva appena nove anni quando debuttò sui palcoscenici di Londra in Casa di bambola di Ibsen. Poco più che ventenne si era già trasferita a Los Angeles, raccogliendo successo dopo aver firmato un contratto con la 20th Century Fox. È comparsa in film quali I Believe in You (1952) e La regina delle piramidi (1955), ha recitato al fianco di Richard Burton (di cui respinse le avances) e Paul Newman, ha amoreggiato con Warren Beatty ed Harry Belafonte. Ha dettato le regole del glamour degli Anni 80 e si conferma una diva senza tempo.
12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 21:29)
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