di
Clarida Salvatori

La circolare del ministero della Salute con le indicazioni e la precisazione: il rischio per la popolazione europea è «da considerarsi molto basso»

1- Che cos’è l‘Hantavirus?
«È un virus zoonotico a Rna, responsabile di malattie potenzialmente gravi e letali. Il virus viene trasmesso alle persone dai roditori, soprattutto tramite inalazione di particelle contaminate provenienti da urina, feci o saliva. Può comportare sindrome cardiopolmonare, infezioni e febbre emorragica con sindrome renale».

2- Come è stato classificato il rischio?
«
Attualmente l’Oms valuta come basso il rischio per la popolazione mondiale, ma moderato quello per i passeggeri e l’equipaggio della nave Mv Hondius».



















































3- Quali sono le misure raccomandate?
«La quarantena fiduciaria per sei settimane: il paziente dovrà utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non utilizzare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione».

4- Si può uscire durante la quarantena?
«È possibile uscire per preservare la salute mentale e il benessere indossando una mascherina  resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti». 

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5 – Chi stabilisce la quarantena? E per quanto tempo?
«
Le Regioni, le Province autonome e le aziende sanitarie in caso di riscontro di contatti ad alto rischio avvieranno la sorveglianza attiva quotidiana della persona esposta per i 42 giorni successivi all’esposizione».

6- Quante sono oggi le persone in quarantena obbligatoria in Italia?
«Al momento sono due, ovvero i due marittimi residenti a Torre del Greco e a Villa San Giovanni. Per i quali i comuni di residenza hanno emesso apposita ordinanza per 45 giorni di quarantena obbligatoria. Sono invece in isolamento un cittadino sudafricano a Padova (i cui test ematici sono risultati negativi, come stabilito dagli esami effettuati dall’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma) e una donna in Toscana».

7- Cosa deve fare il paziente?
«Il paziente deve fare automonitoraggio passivo di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento, sintomi gastrointestinali o respiratori, fino a 42 giorni dall’ultima esposizione; comunicare la comparsa dei sintomi ed eventualmente isolarsi; sottoporsi a valutazione medica e test».

8- Come può avvenire il contagio?
«Una persona può essere esposta a un possibile contagio se è stata a contatto con un caso confermato o probabile di Hantavirus durante il periodo di
contagiosità. Bisogna cioè essere venuti a contatto fisico diretto e essere stati entro i due metri per oltre 15 minuti, in spazi chiusi o condivisi, oppure aver avuto contatto con secrezioni respiratorie, saliva, sangue o altri fluidi corporei».


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12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 17:19)