L’impresa l’ha fatta lui. E infatti a fine match ammette: questa è stata la partita più bella ed emozionante della mia carriera. Chi poteva immaginarlo? Zverev, numero 3 del mondo, Darderi che mai aveva battuto un top10. Il tedesco che ha 4 match point. Sembrava segnata. Invece.

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Aspettava il giorno più bello della sua vita ed è arrivato. Luciano Darderi è la sorpresa del giorno. E anche lui è rimasto sorpreso: “Davvero ho annullato 4 match point? Pensavo uno solo”. È argentino, figlio di Gino, uno dei più grandi tennisti argentini degli anni 80 che ancora oggi è il suo coach a lui e al fratello minore Vito Antonio che si sta facendo valere nei tornei junior. Ha la doppia nazionalità, grazie ai nonni di Fano.

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Nato in un piccolo comune di 30mila abitanti vicino a Buenos Aires, viene per la prima volta in Italia a 10 anni, per giocare un torneo a L’Aquila. Da quel momento Luciano si stabilisce in Europa e decide di rappresentare l’Italia, seguito da vicino dalla Federtennis che lo sostiene mentre si allena tra Arezzo e Roma. Una scelta con notevoli vantaggi logistici per giocare Challenger e Futures in Europa: “Fino all’età di 10 anni sono rimasto in SudAmerica, poi abbiamo deciso di venire in Italia” raccontava Luciano qualche tempo fa, sottolineado il plurale perché la decisione viene presa da tutta la famiglia, dal padre allenatore e il fratello futura promessa.