di
Gennaro Scala
Il numero uno del Coni: «Avevo detto che avrei aspettato le componenti e sono stato di parola». Ha il sostegno della Serie A e degli atleti. Il competitor, ex presidente federale, conta sul fortino dei Dilettanti
Alla fine, Giovanni Malagò ha scelto. Il Presidente del Coni ha sciolto le ultime riserve dichiarando la sua intenzione di candidarsi ufficialmente alla guida della Federcalcio. «Avevo detto che avrei aspettato le componenti e sono stato di parola», ha dichiarato. Un’attesa dettata dal galateo istituzionale –— la visita romana di Kirsty Coventry per il Cio –— ma anche dalla necessità di blindare i consensi prima dell’affondo finale. Domattina, Malagò varcherà il portone di via Allegri per depositare la candidatura. Non lo farà da solo, ma con un tesoretto di voti che, sulla carta, lo rende il grande favorito per l’assemblea del 22 giugno.
Dalla sua parte c’è il «blocco» della Lega Serie A (18 club su 20 hanno già garantito il via libera), a cui si è aggiunto il peso specifico dell’Associazione Calciatori (Aic) e degli Allenatori (Aiac). Un asse che sposta il 30% delle preferenze e che punta a un nuovo corso dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.
Dall’altra parte c’è Giancarlo Abete. L’uomo che ha già guidato la Figc tra il 2007 e il 2014, è pronto a dare battaglia dal suo fortino: la Lega Nazionale Dilettanti. Con il 34% dei voti in dote, Abete rappresenta la base territoriale, la pianta della piramide calcistica. La partita è appena iniziata, ma con il deposito formale delle liste, le diplomazie lasceranno spazio ai numeri.
12 maggio 2026
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