L’Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. ‘Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%’, livello idoneo per l’arma nucleare. ‘Ne discuteremo in Parlamento’, dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell’incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Intanto attacca i media: \”Chi dice che Teheran sta vincendo è un traditore\”.\n\n

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L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore dei servizi segreti israeliani, dopo che la Corte Suprema ha confermato la sua condanna a morte, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale del potere giudiziario. La notizia è riportata dal Times of Israel. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Hrana, l’imputato, Ehsan Afrishteh, di 32 anni, era stato arrestato nel 2024 e condannato a morte nel 2025 sulla base di confessioni false. 

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La rappresentazione pubblica da parte dell’amministrazione Trump di un esercito iraniano distrutto è in netto contrasto con quanto le agenzie di intelligence statunitensi comunicano ai politici a porte chiuse, secondo valutazioni classificate risalenti all’inizio di questo mese, che mostrano come l’Iran abbia riacquistato l’accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, rampe di lancio e strutture sotterranee. E’ quanto scrive il New York Times. La cosa più allarmante per alcuni alti funzionari è la prova che l’Iran ha ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe minacciare le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nello stretto. Fonti a conoscenza delle valutazioni affermano che queste dimostrano – in misura variabile a seconda del livello di danno subito dai diversi siti – che gli iraniani possono utilizzare rampe di lancio mobili all’interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni. In alcuni casi, possono lanciare missili direttamente dalle rampe di lancio che fanno parte delle strutture. Solo tre dei siti missilistici lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili, secondo le valutazioni. Secondo le valutazioni, l’Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all’incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Tale arsenale comprende sia missili balistici, in grado di colpire altre nazioni della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali. Le agenzie di intelligence militare hanno inoltre riferito, sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e altre tecnologie di sorveglianza, che l’Iran ha riacquistato l’accesso a circa il 90% dei suoi depositi e lanci missilistici sotterranei a livello nazionale, che ora risultano \”parzialmente o completamente operativi\”, secondo quanto affermato da fonti a conoscenza delle valutazioni.

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L’Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. ‘Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%’, livello idoneo per l’arma nucleare. ‘Ne discuteremo in Parlamento’, dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell’incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Israele intanto istituisce un tribunale militare speciale per il 7 ottobre, prevista la pena di morte.

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Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. \”Quando le ‘fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l’assoluta falsità — e persino l’assurdità — di tale dichiarazione\”, tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media \”di favorire e spalleggiare il nemico!\” \”Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese\”, ha attaccato ancora. 

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Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.

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L’Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. ‘Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%’, livello idoneo per l’arma nucleare. ‘Ne discuteremo in Parlamento’, dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell’incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Intanto attacca i media: “Chi dice che Teheran sta vincendo è un traditore”.

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Media: “L’Iran giustizia un uomo accusato di spiare per Israele”

L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore dei servizi segreti israeliani, dopo che la Corte Suprema ha confermato la sua condanna a morte, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale del potere giudiziario. La notizia è riportata dal Times of Israel. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Hrana, l’imputato, Ehsan Afrishteh, di 32 anni, era stato arrestato nel 2024 e condannato a morte nel 2025 sulla base di confessioni false. 

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Guerra in Iran, Teheran: “Pronti ad arricchire uranio al 90%”. VIDEO

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Nyt: “Per i servizi Usa l’Iran ha ancora forti capacità missilistiche”

La rappresentazione pubblica da parte dell’amministrazione Trump di un esercito iraniano distrutto è in netto contrasto con quanto le agenzie di intelligence statunitensi comunicano ai politici a porte chiuse, secondo valutazioni classificate risalenti all’inizio di questo mese, che mostrano come l’Iran abbia riacquistato l’accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, rampe di lancio e strutture sotterranee. E’ quanto scrive il New York Times. La cosa più allarmante per alcuni alti funzionari è la prova che l’Iran ha ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe minacciare le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nello stretto. Fonti a conoscenza delle valutazioni affermano che queste dimostrano – in misura variabile a seconda del livello di danno subito dai diversi siti – che gli iraniani possono utilizzare rampe di lancio mobili all’interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni. In alcuni casi, possono lanciare missili direttamente dalle rampe di lancio che fanno parte delle strutture. Solo tre dei siti missilistici lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili, secondo le valutazioni. Secondo le valutazioni, l’Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all’incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Tale arsenale comprende sia missili balistici, in grado di colpire altre nazioni della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali. Le agenzie di intelligence militare hanno inoltre riferito, sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e altre tecnologie di sorveglianza, che l’Iran ha riacquistato l’accesso a circa il 90% dei suoi depositi e lanci missilistici sotterranei a livello nazionale, che ora risultano “parzialmente o completamente operativi”, secondo quanto affermato da fonti a conoscenza delle valutazioni.

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22 minuti fa

Iran, minaccia esplicita sull’uso della bomba atomica

L’Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. ‘Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%’, livello idoneo per l’arma nucleare. ‘Ne discuteremo in Parlamento’, dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell’incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Israele intanto istituisce un tribunale militare speciale per il 7 ottobre, prevista la pena di morte.

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Trump attacca i media: “Chi dice che l’Iran sta vincendo è un traditore”

Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. “Quando le ‘fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l’assoluta falsità — e persino l’assurdità — di tale dichiarazione”, tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media “di favorire e spalleggiare il nemico!” “Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha attaccato ancora. 

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Media: Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz

Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.