Milano, 12 maggio 2026 – Si allungano i tempi per la richiesta di un’eventuale revisione della condanna definitiva a 16 anni di Alberto Stasi.

Nella combo, da sinistra, Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi
La Procura generale di Milano, infatti, dovrebbe chiedere ulteriori atti ai pm di Pavia prima di decidere se presentare una richiesta di revisione del processo. La necessità di poter avere altri documenti si impone in quanto la procuratrice generale Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati dovrebbero effettuare una serie di approfondimenti.
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Il quadro accusatorio cambiato
Nei giorni scorsi la Procura di Pavia, che ha cambiato il quadro accusatorio indicando Andrea Sempio come l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi e scagionando, quindi Stasi, ha sollecitato l’ufficio milanese a valutare una istanza di revisione e ha trasmesso solo una sorta di memoria riassuntiva firmata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Materiale che, quindi, non sarebbe sufficiente per poter avere un quadro esaustivo per poter arrivare a una decisione.
I legali di Stasi e l’istanza di revisione
Intanto i legali di Alberto Stasi contano di “fare istanza di revisione a carico del loro assistito entro l’estate“. “Ci sono assolutamente i termini”. Lo afferma Giada Bocellari che, con il collega Antonio De Rensis, difende il 42enne, unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.

Alberto Stasi
Una volta presentata istanza di revisione, “sarà possibile chiedere la sospensione della condanna” che Stasi sta attualmente scontando nel carcere di Bollate in regime di semilibertà.
“Alla luce di quanto emerso”, spiega Bocellari, “la situazione è molto grave. C’è un aspetto che io ribadisco, quello psicologico che forse si fa fatica a comprendere, ma che in Alberto è presente, di una grande paura di quello che può capitare”. “Io mi domando come si possa dire che non ci sono elementi nuovi in grado di demolire la sentenza di Alberto Stasi, i pubblici ministeri sono stati chiarissimi, hanno smontato pezzo per pezzo la condanna”, sottolinea il legale.
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“Quello che ci ha lasciato senza parole è tutta la prima parte di ricostruzione di quello che è accaduto nel 2016/2017 di cui si parla poco, ma che delinea un quadro molto grave obiettivamente e sul quale faremo ovviamente delle valutazioni separate. Questo non è di poco conto rispetto anche alla responsabilità eventuale di Andrea Sempio”.
Fuoriuscita di denaro
Facendo riferimento alla gestione dell’inchiesta del 2016-2017 su Andrea Sempio – oggi al centro di un nuovo fascicolo della procura di Brescia per presunta corruzione in atti giudiziari che vede indagati il padre del 38enne e l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti – Bocellari prosegue: “Alcune cose le sapevamo dalla stampa prima ancora di vedere le sommarie informazioni, oltre alla nota dei pubblici ministeri. Ci sono state sicuramente delle fuoriuscite di denaro“.
La legale si appigglia alle dichiarazioni degli ex legali di Sempio, Federico Soldani, Massimo Lovati e Simone Grassi, i quali “dicono che loro hanno preso 15 mila euro a testa“, ma aggiunge che “poi ci sono delle intercettazioni che a nostro modo di vedere sono molto esplicative”.

