di
Redazione Esteri

Il New York Times: Teheran ha recuperato accesso a 30 dei 33 siti nello Stretto di Hormuz. Le valutazioni dell’intelligence ridimensionano la linea di Trump sull’apparato militare iraniano «decimato»

Le valutazioni riservate dell’intelligence americana mettono in dubbio la narrativa pubblica diffusa finora dalla Casa Bianca sull’indebolimento militare dell’Iran. Secondo quanto riferisce il New York Times, Teheran conserverebbe ancora una quota significativa della propria capacità missilistica, compresa la possibilità di operare lungo lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più sensibili al mondo.

Iran, la guerra in diretta



















































Il dato più rilevante riguarda proprio la rete di postazioni iraniane nell’area del Golfo: secondo il quotidiano americano, l’Iran avrebbe recuperato accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici collocati lungo lo Stretto di Hormuz. Un elemento che contraddice l’immagine di un apparato quasi annientato dopo gli attacchi condotti dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

Sempre secondo il New York Times, le stime dell’intelligence indicano che la Repubblica islamica manterrebbe circa il 70% dei lanciatori mobili e una quota analoga del proprio arsenale missilistico precedente al conflitto. Anche gran parte delle infrastrutture sotterranee usate per custodire e lanciare missili sarebbe tornata almeno in parte operativa.

Il quadro che emerge dai rapporti classificati appare più cauto e più complesso rispetto alle dichiarazioni pubbliche dell’amministrazione Trump, che aveva parlato di forze iraniane «decimate». Se le valutazioni citate dal New York Times sono corrette, allora Washington avrebbe sovrastimato l’efficacia dei raid e sottovalutato la capacità di recupero di Teheran.

APPROFONDISCI CON IL PODCAST

Il nodo strategico resta lo Stretto di Hormuz. La possibilità per l’Iran di mantenere attive o riattivare rapidamente le sue batterie missilistiche in quell’area significa conservare una leva militare e geopolitica diretta, capace di incidere sia sulla sicurezza della navigazione sia sugli equilibri energetici globali.

Il quadro descritto dal New York Times suggerisce quindi che l’Iran sia stato colpito duramente, ma non neutralizzato. Ed è una distinzione decisiva: perché in caso di nuova escalation, la Repubblica islamica potrebbe ancora disporre di strumenti concreti di deterrenza e pressione regionale.

13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 10:49)