A sostegno delle accuse a carico di Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, negli atti della Procura di Pavia vengono indicati – fra le altre cose – le bugie sulle “tre telefonate fatte a casa Poggi” pochi giorni prima dell’uccisione della ragazza, le ricerche sul web sul tema del Dna e sul processo a Stasi, il suo Dna sulle unghie della giovane, l’impronta palmare 33 e i soliloqui in cui menzionerebbe i video intimi

Sono 21 in totale, come risulta dagli atti della Procura di Pavia, gli “elementi” ritenuti utili dall’accusa per provare la colpevolezza di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Intanto il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto sul caso del delitto di Garlasco e della condanna a carico di Alberto Stasi: “Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d’Assise e da una Corte d’Appello?”. Poi il ministro ha aggiunto: “Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l’intervento di nuove prove, poi essere condannata”.

Pm: “Con 21 elementi proviamo colpevolezza di Sempio”

Tra gli elementi indicati dai pm a sostegno della colpevolezza di Sempio ci sono le sue bugie sulle “tre telefonate fatte a casa Poggi” pochi giorni prima dell’omicidio, le sue ricerche sul web sul tema del Dna e sul processo a Alberto Stasi nel 2014, i “soldi” reperiti “per pagare gli investigatori” della prima indagine a suo carico nel 2016, le versioni “mendaci” a verbale, il suo Dna sulle unghie della giovane, l’impronta palmare 33, i soliloqui in cui menzionerebbe i video intimi. Tra questi 21 elementi elencati alcuni riguardano, in sostanza, punti diversi di stessi temi di indagine, come quello della traccia del palmo della mano riconducibile, per l’accusa, a Sempio, o gli audio captati da una microspia nella sua auto. Poi, tra le altre cose, viene messo in luce dalla Procura anche che “Sempio non ha un alibi” per quella mattina del 13 agosto 2007 e che, dopo il delitto, “è tornato sulla scena del crimine per ben due volte”. Tutto ciò oltre al suo profilo di una persona “ossessionata dal sesso violento”.

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Il punto sul caso

Secondo i pm che indagano sul delitto di Garlasco, Andrea Sempio non passò per caso davanti alla villetta dei Poggi il giorno stesso dell’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto del 2007. Per gli inquirenti l’uomo si era di fatto recato volontariamente davanti alla casa del delitto. I pm stanno anche scavando nel suo passato digitale e hanno intenzione, attraverso una rogatoria, di ottenere ulteriori informazioni presso Meta. Intanto la strategia difensiva dei legali di Sempio si affida a ben sei perizie per controbattere alle accuse, una delle quali verte sulla personalità dell’indagato: “Andrea vive da mesi chiuso in casa. Ha passato l’ultima settimana in studio da noi o tumulato in casa, di fatto è già ai domiciliari”, ha detto l’avvocata Angela Taccia. 

La strategia della difesa

Secondo l’accusa Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi con “odio” e “crudeltà”, per via di un rifiuto alle sue avances. Un’ipotesi che i legali del 38enne, adesso che hanno in mano gli atti dell’inchiesta, intendono cercare di smontare. E per far questo si sono rivolti ad alcuni esperti e, per cominciare, hanno portato il loro assistito a Roma nel laboratorio di “Genomica”, dove si terranno gli accertamenti tecnici a cui parteciperà anche la genetista Marina Baldi. Sempio, come ha spiegato Liborio Cataliotti del pool di difensori, “si è incontrato con la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa”. Lo scopo “è tratteggiarne la personalità da contrapporre o eventualmente accompagnare” al profilo tracciato dal Racis, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolta l’accusa e che ha lavorato anche sugli appunti manoscritti sequestrati l’anno scorso a casa del compagno di scuola di un tempo di Marco Poggi.

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Le sei consulenze della difesa

In ogni caso quella personologica, già annunciata la scorsa settimana, non è l’unica consulenza tecnica di parte a cui verrà sottoposto Sempio. Ce ne saranno “una medico-legale, per determinare le cause e il tempo del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea”. Un’altra ancora servirà per “ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni” ambientali che hanno registrato, attraverso una cimice piazzata in auto, dialoghi con un’amica e soliloqui – come quelli ormai noti sulla “penna” coi video intimi e su Chiara che gli avrebbe buttato giù il telefono – che oggi sono stati pubblicati on line e definiti “incomprensibili per un normale orecchio umano”. Inoltre, ha spiegato sempre la difesa, ci “sarà una replica alla Bpa”, ovvero l’analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto. A chiudere il cerchio non mancherà “un supplemento di esame dattiloscopico sulla impronta 33”, quella palmare trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto in corpo senza vita di Chiara e che per i pm pare sia stata lasciata dalla “mano bagnata” di Sempio mentre si appoggiava al muro. Tale traccia, che per la difesa non è sua, va anche incrociata “con l’impronta 45”, riferibile a una piccola macchia di sangue che, secondo l’indagine pavese, sarebbe l’esito di una gocciolatura da un oggetto, forse l’arma del delitto che si trovava più in alto.

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