Nel recupero della 29ᵃ giornata la squadra di Luis Enrique vince 2-0 in casa della rivale nella corsa al titolo (gol del georgiano e di Mbaye) e conquista il 14° “scudetto” francese
Alessandro Grandesso
13 maggio 2026 (modifica alle 23:38) – MILANO
Il quattordicesimo titolo è arrivato con una vittoria in casa dell’unica squadra che in questa stagione ha tenuto testa ai campioni d’Europa. Ma contro il Lens, secondo e in Champions, il Psg ha dovuto sudarseli i tre punti, ottenuti grazie alle reti di Kvaratskhelia e del 2008 Mbaye, e soprattutto a diverse parate decisive di Safonov. Il Psg si laurea campione per la quinta volta di fila e alza il terzo trofeo, dopo le Supercoppe europea e francese, in attesa della finale di Champions League, da contendere all’Arsenal, il 30 maggio a Budapest.
resilienza—
Un anno fa, il Psg aveva chiuso i giochi già ad aprile. Quest’anno il Lens dell’ex capitano dell’Udinese Thauvin ha provato fino all’ultimo a frenare il Psg che ha guadagnato in maturità. Lo si è visto in particolare in Europa, dove la parola chiave per Luis Enrique è stata “resilienza”. Il tecnico spagnolo l’ha ripetuta spesso in autunno, quando l’infermeria si riempiva e la squadra continuava a mantenere il ritmo, in Europa e in patria. Nonostante le cinque sconfitte in campionato, otto in tutto. La prima con il Marsiglia di De Zerbi indotta dal primo di una lunga serie di errori e incertezze del portiere Chevalier, che doveva far dimenticare Donnarumma, ormai scavalcato dall’azzurrino Marin da vice di Safonov, ieri salvato anche da un palo.
mentalita’—
Chevalier è una delle rare delusioni in un’annata in cui il Psg ha amministrato il calendario, affrontato senza preparazione estiva, ma imparando a soffrire senza crollare, come capitava in passato. Così Lucho ha forgiato la mentalità giusta. Come nella semifinale di ritorno di Champions, in casa del Bayern, subendo il giusto, senza mai andare nel panico. E un po’ come ieri con il Lens che ha inquadrato la porta dieci volte. Il Psg ha fatto il salto di qualità grazie a una gestione strategica del minutaggio. Un paio di esempi: Marquinhos, capitano con sole 10 gare da titolare in campionato; il Pallone d’oro Dembélé che ne ha giocate altrettante in Champions. Tre in meno di Kvara, cui ha servito l’assist del vantaggio ieri (29’ p.t.), prima del bis di Mbaye nel recupero (48’ s.t.) di una partita giocata “su livelli da Champions”, secondo l’ex Napoli. Una buona prova per puntare al bis con i Gunners.
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derby—
C’è poi chi le ha giocate quasi tutte, come Zaire-Emery, 20 anni, formato in casa e mediano di mestiere, ma spesso utilizzato da terzino, destro o sinistro, in quella fluidità di ruoli che Luis Enrique pretende, come l’impegno costante e collettivo in copertura. Certo non è stato tutto perfetto. Il club dell’emiro del Qatar è uscito ai sedicesimi di coppa, eliminato dalla neopromossa Paris Fc di proprietà dei miliardari Arnault, che ritrova però domenica nel derby per l’ultima di Ligue. Il Lens può consolarsi con la finale di coppa nazionale, con il Nizza, il 22 maggio.
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