ORSO KAREN

Per arrivare fra i magnifici 8 del Masters 1000 sulla terra che s’avvicina agli Slam, il 28enne Rublev, da numero 14 del mondo  ha battuto Kecmanovic, l’ancora convalescente Davidovich e il redivivo Basilashvili, invece il 29enne Khachanov, da 15, ha superato Shevchenko, Van de Zandschulp e soprattutto Prizmic, che, dopo aver eliminato Djokovic, sembrava lanciassimo, ma evidentemente ha pagato gli sforzi dalle qualificazioni.

E comunque Khachanov lo ha praticamente soffocato nel primo set e ha gestito bene la pressione nel tie-break del secondo. Riscattando l’eliminazione immediata a Monte Carlo, l’uscita precoce a Barcellona e il rendimento complessivamente mediocre sulla terra, mostrandosi più vicino ai top ten, molto solido al servizio, aggressivo in risposta, più continuo mentalmente e fisicamente più esplosivo negli scambi lunghi. All’incrocio dei quarti che possono rilanciarlo definitivamente quest’anno, trova Casper Ruud col quale ha perso 2 volte su 3, la prima proprio a Roma, ma nel lontano 2020, ma l’anno scorso a Toronto ha avuto la meglio lui.

E il norvegese è scivolato al 25 del mondo e non di certo il bau bau  che nel 2022 arrivava al numero 2 del mondo, come finalista di Parigi, Us Open ed ATP Finals. Per cui il pronostico non è così chiuso.