Per Jannik Sinner c’è la possibilità di battere oggi nei quarti di finale degli Internazionali contro Andrej Rublev un altro record storico. Attualmente l’altoatesino è a quota 31 vittorie consecutive nei Masters 1000, avendo eguagliato la striscia siglata da Novak Djokovic nel corso del 2011. 

Nessuno, però, è mai arrivato a 32, e Sinner avrà la possibilità di farlo nel ‘1000’ casalingo, per compiere un altro passo verso l’unico titolo di questa categoria che oramai manca nella sua bacheca. 

I numeri dalla sua sono diversi. Non solo perché nei Masters 1000 è ancora imbattuto in stagione ed ha vinto le ultime 26 partite da Indian Wells, ma anche perché nelle ultime tre stagioni ha un parziale di 23-2 nei “1000” contro i Top 20 che non siano Carlos Alcaraz. 

Di quelle due, l’ultima sconfitta gliel’ha inferta proprio Rublev nel quarto di finale del “1000” di Montreal nel 2024. Allora il moscovita era n.8 della classifica, ma il bilancio contro i Top 10 ha un trend piuttosto negativo dopo quell’incontro. Il parziale è di 1-12, con l’unica gioia arrivata contro Alex De Minaur nei quarti dell’ATP 500 di Doha del 2025, torneo che poi il “protetto” di Fernando Vicente e Marat Safin avrebbe anche vinto.

Alcaraz: con Sinner rivalità senza odio

La rivalità con Carlos Alcaraz e Jannik Sinner può diventare una delle grandi sfide del tennis moderno, ma senza odio o tensioni personali. Lo racconta lo stesso tennista spagnolo in un’intervista, realizzata prima della rinuncia al Masters 1000 di Madrid e pubblicata mentre il numero 2 del mondo è fermo per un problema al polso che lo costringe a saltare sia gli Internazionali d’Italia sia il Roland Garros.

“Ci aiutiamo a vicenda a dare il nostro meglio – spiega Alcaraz parlando del rapporto con Sinner -. Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c’è bisogno di odiarsi perché vogliamo la stessa cosa. Quando competi a questi livelli, avere una stretta amicizia è complicato, ma si può fare e io sono assolutamente a favore”.