Nonostante siano ormai passati diversi mesi, l’addio di Remco Evenepoel alla Soudal Quick-Step fa ancora discutere. Come noto, lo scorso inverno il belga ha lasciato, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, la squadra che nel 2019 lo ha fatto passare professionista e nella quale ha militato per sette stagioni per unirsi alla Red Bull-Bora-hansgrohe, trasferimento che ovviamente ha rappresentato una perdita importante per la compagine diretta da Jurgen Foré, in particolare per certi tipi di gare. Un addio che non è stato privo di polemiche e dibattiti (in particolare, in Belgio), a cui ora contribuiscono alcune dichiarazioni del medico del Wolfpack, Yvan Vanmol, secondo il quale la partenza di Evenepoel non è stata determinata dallo stesso corridore, ma dalle pressioni esercitate da chi lo circondava.
“Abbiamo dovuto dirgli addio, e questo ha ferito molte persone – ha dichiarato Vanmol durante il podcast Stamcafé Koers – Quando qualcuno fa parte della squadra da così tanto tempo, ma le persone che lo circondano continuano a dire che sarebbe meglio andare altrove, allora la storia finisce. A un certo punto, la situazione è diventata insostenibile“.
Il medico della squadra individua un colpevole in particolare per l’addio del campione olimpico: “Remco si trovava davvero bene con noi. Se il suo manager non avesse esercitato costantemente quella pressione, sarebbe rimasto. Quel manager è suo padre, Patrick. Ciò che trovo più difficile è che abbia ripetutamente descritto la nostra squadra come di seconda categoria, cosa che non è assolutamente vera”.
“Ci ha ferito molto – ha proseguito Vanmol parlando di alcune dichiarazioni del padre di Evenepoel – Ha portato diverse persone all’interno della squadra a dire che era un bene che Remco se ne fosse andato”. D’altra parte, il medico ha sottolineato di non avere nulla contro il corridore: “Come persona, non ho assolutamente nulla di negativo da dire su di lui. È riconoscente e educato“.
Vanmol ha anche commentato gli atteggiamenti, talvolta un po’ sopra le righe, di Evenepoel in certe situazioni di gara: “Le sue reazioni a volte sono quelle di un calciatore. Nel gruppo, questo non è sempre appropriato. Ma il fatto che dica ciò che pensa ed esprima apertamente le sue ambizioni è qualcosa che ammiro davvero. Non si dovrebbe essere falsamente modesti, soprattutto con l’elenco di successi che ha”.
